Le Coste di Gradoli: Gianmarco Antonuzzi è romano. Una carriera forense già avviata, un futuro già scritto. Poi ha preso il diploma da sommelier e qualcosa si è rotto — o forse si è finalmente aggiustato.

È sparito in Francia, anni e anni. Da Bruno Schueller in Alsazia, da Barral nel Languedoc, da Marcel Lapierre nel Beaujolais, da Philippe Pacalet in Borgogna. I maestri assoluti del vino naturale, ognuno con la sua idea di mondo, ognuno con qualcosa di prezioso da insegnare a un giovane romano che cercava — forse senza saperlo ancora — una risposta.

In Alsazia, da Schueller, ha incontrato Clémentine Bouveron. Lei studiava enologia e viticoltura. Due stranieri nella stessa cantina, la stessa idea di vino, la stessa idea di vita. A volte l’amore arriva così, nel mezzo di qualcosa d’altro, mentre stai cercando tutt’altro.


Tornare per ricominciare

Dopo tutto quel girovagare, Gianmarco e Clémentine hanno fatto una cosa sola: sono tornati.

A Gradoli, il paese dei nonni di Gianmarco, sul Lago di Bolsena. Quattro ettari di vigna abbandonata, suoli vulcanici, vitigni autoctoni che quasi nessuno ricordava più — Aleatico, Greco, Procanico, Violone. Varietà che la storia aveva quasi dimenticato, conservate per caso nella memoria di una terra antica.

Quella vigna non era un punto di arrivo. Era un punto di partenza camuffato da abbandono.


Cosa significa fare vino naturale a Le Coste

Le Coste lavora senza chimica in vigna, senza aggiunte in cantina. Niente solfiti aggiunti, niente lieviti selezionati, niente correzioni. Solo uva, tempo e la capacità di ascoltare quello che il territorio vuole diventare.

I suoli vulcanici del Lago di Bolsena restituiscono vini con una mineralità precisa, quasi salina, che non si trova altrove nel Lazio. È la firma geologica di un luogo che per millenni è stato fuoco, e che oggi produce qualcosa di straordinariamente vivo.

Oggi Le Coste è uno dei riferimenti mondiali del vino naturale. Non per effetto di una strategia, ma per coerenza assoluta con un’idea.

“Le vigne più vecchie hanno radici che scendono in profondità dove la roccia vulcanica conserva ancora il ricordo di antiche eruzioni. È da lì che arriva quella tensione minerale che senti nel bicchiere e che non riesci a spiegare del tutto — puoi solo riconoscerla, come si riconosce qualcosa di vero.”


I vini di Le Coste disponibili in cantina

Nella nostra selezione trovi l’intera gamma di Le Coste di Gradoli:

🍾 Bianchi

Lazio Bianco “Bianco” 2022 — il punto di partenza. Diretto, minerale, autentico.

Lazio Bianco “Cocciuto Bianco” 2023 — più complesso, con quella testardaggine che il nome già promette.

Lazio Bianco “Le Chat” 2023 — elegante, con un profilo aromatico che sfugge ogni definizione.

Lazio Bianco “SOS Lago Bianco” 2024 — la voce più fresca e immediata del Lago di Bolsena.

Lazio Bianco “Vigna Le Coste” 2020 — la bottiglia più importante. La vigna storica, il vino che racconta tutto.

🍷 Rossi

Lazio Rosso “Ripazzo” 2022 — snello, beverino, felice.

Lazio Rosso “Rosso” 2022  — il rosso di riferimento, Aleatico in purezza o blend, sempre emozionante.

Lazio Rosso “SOS Lago Rosso” 2024 — vivace, giovane, da bere con leggerezza.

🥂 Rifermentato

Rifermentato Bianco “Pizzicante Bianco” 2022 — bollicine naturali, nessuna aggiunta. Uno dei rifermentati più onesti in circolazione.


Un vino che sa dove stare

C’è qualcosa di profondamente vero nei vini di Le Coste. Non cercano di piacere a tutti. Non cercano di stupire. Cercano di essere esattamente quello che sono — l’espressione di un luogo, di una scelta, di due persone che hanno fatto il giro del mondo per scoprire che quello che cercavano era sempre stato lì, ad aspettarle.

Forse a volte bisogna perdersi per trovare la strada giusta. Forse le vigne migliori sono quelle che nessuno ha coltivato per anni. Forse il vino più vero nasce dove nessuno stava cercando.

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