Aggiunto ai preferiti

Barolo DOCG “Brunate” 2011 – Giuseppe Rinaldi

Il prezzo originale era: 330,00 €.Il prezzo attuale è: 305,00 €.

Disponibile

SKU: 20356
Produttore: Giuseppe Rinaldi
Categorie: Da collezione, Nebbiolo, Piemonte, Rossi

Descrizione

Barolo DOCG “Brunate” 2011 – Giuseppe Rinaldi

Giuseppe Rinaldi è una delle realtà più iconiche e venerate del panorama vinicolo piemontese, un presidio vivente della tradizione enologica delle Langhe. Le sue radici affondano nell’Ottocento, quando Battista Rinaldi lavorava come massaro nelle vigne del Marchese Falletti di Barolo, la nobile famiglia che aveva reso grande questo territorio prima di estinguersi a metà del 1800. Fu proprio allora che Battista, con tenacia e sacrificio, riuscì ad acquistare i terreni su cui aveva lavorato per una vita intera, tra cui alcune delle parcelle più straordinarie di tutta la denominazione: Brunate, Le Coste, Cannubi San Lorenzo e Ravera.

La cantina prese il nome ufficiale di Giuseppe Rinaldi solo nel 1920, quando il nipote di Battista — portando sulle spalle il peso e l’orgoglio di tre generazioni — iniziò a imbottigliare il proprio Barolo con etichetta propria.

La storia familiare proseguì con il figlio di Giuseppe, un altro Battista, che si diplomò con lode alla Scuola Enologica di Alba e consolidò l’azienda come punto di riferimento assoluto per il Barolo di tradizione. Ma è con Beppe Rinaldi — soprannominato affettuosamente “il Citrico” per il suo carattere schietto e per quella nota di freschezza agrumata che attraversava tutti i suoi vini — che la cantina diventa leggenda.

Figura carismatica, anarchica e inflessibile, Beppe fu uno strenuo difensore del Barolo classico: niente barrique, nessuna concessione alla moda, zero compromessi stilistici. Il suo Barolo era — e rimane — austerità, profondità e verità di territorio. Scomparso nel 2018, ha lasciato un’eredità enorme, oggi portata avanti con devozione e talento dalla figlia Marta, laureata in enologia ad Alba, affiancata dalla sorella Carlotta, agronoma, che segue i vigneti con la stessa cura quasi maniacale del padre.

La cantina si estende su circa 7 ettari di vigneti quasi interamente dedicati al Nebbiolo, coltivati in regime biologico certificato (Suolo e Salute, dal 2009) e, a partire dal 2023, in biodinamica certificata Demeter. In vigna non si usano diserbanti né prodotti chimici di sintesi: zolfo, rame e concimazioni con letame bovino sono i soli strumenti di intervento. I filari, curati seguendo il metodo di potatura Simonit & Sirch, si trovano nei cru storici di Brunate (a cavallo tra i comuni di Barolo e La Morra), Cannubi San Lorenzo, Ravera (Novello) e Le Coste.

I suoli di Brunate sono caratteristici del Tortoniano: argille calcaree compatte, ricche di magnesio, che donano al Nebbiolo una struttura monumentale, una trama tannica densa e una longevità impareggiabile.

In cantina, ogni intervento è ridotto al minimo indispensabile. Nessun lievito selezionato, nessuna manipolazione tecnologica: le fermentazioni avvengono spontaneamente in tini tronco-conici aperti di rovere, con rimontaggi manuali e una lunga macerazione sulle bucce. L’affinamento avviene esclusivamente in grandi botti di rovere di Slavonia — le stesse che il visitatore trova nei corridoi della cantina storica di Via Monforte, a Barolo — per almeno 36 mesi, prima che il vino trovi riposo in bottiglia.

La produzione è volutamente contenuta: circa 38.000 bottiglie all’anno, di cui il 60% destinate al Barolo nelle due etichette principali — Brunate e Tre Tine — e il restante 40% a vini tipici piemontesi come Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Langhe Freisa e il Rosae da uve Ruché. Ogni bottiglia di Giuseppe Rinaldi è introvabile pochi giorni dopo l’uscita: una conferma silenziosa di quanto il mercato mondiale riconosca in questi vini qualcosa di irripetibile. Come diceva Beppe: “Il Barolo dev’essere complesso, un insieme di profumi e gusti. Tutte le volte dovremmo trovarci di fronte a qualcosa di nuovo.” E il suo Brunate riesce in questa magia, ogni singola volta.

Vinificazione e Affinamento

Il Barolo Brunate nasce da uve Nebbiolo 100% provenienti dal celebre cru Brunate, a un’altitudine di circa 270–360 m s.l.m., su suoli argilloso-calcarei del Tortoniano particolarmente ricchi di magnesio. Dal 2010, in seguito alla modifica del disciplinare che ha imposto la vinificazione per singolo cru, il Brunate viene prodotto con uve provenienti principalmente dalla parcella omonima (circa l’85%) e una quota di Le Coste (fino al 15%).

La vendemmia è rigorosamente manuale, in piccole cassette, con selezione delle uve già in vigna. In cantina la vinificazione avviene in tini tronco-conici aperti di rovere con fermentazione spontanea a opera dei soli lieviti indigeni, senza controllo attivo della temperatura. La macerazione sulle bucce si protrae per circa 25 giorni, garantendo piena estrazione di colore, tannini e struttura aromatica. Non vengono impiegati enzimi, lieviti esogeni né correzioni di alcun tipo. L’affinamento si svolge per 36 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia (tra 20 e 50 ettolitri), che preservano la purezza varietale senza cedere legno eccessivo. Il vino riposa poi in bottiglia per almeno 6 mesi prima dell’immissione in commercio.

Degustazione

Al calice si presenta con un colore rosso granato luminoso con riflessi aranciati che parlano di evoluzione nobile e di un tempo che ha lavorato in favore della complessità. Il naso si apre con un’intensità aromatica di rara profondità: rosa appassita e viola, ciliegia Marasca e lampone maturo, affiancate da sfumature di cuoio, tabacco da pipa e spezie scure — cannella, chiodi di garofano, anice stellato. Con l’ossigenazione emergono cenni eleganti di tartufo, sottobosco e una nota minerale di grafite e catrame che firma il territorio.

In bocca è austero e profondo: la struttura tannica è decisa ma setosa, l’acidità vibrante e la sapidità minerale guidano un sorso di grande tensione verticale. Il corpo è pieno, il calore perfettamente integrato, il finale lunghissimo con ritorni di liquirizia, mentolo e frutta sotto spirito. Un vino da meditazione e da grande tavola, con un potenziale di invecchiamento di 20–30 anni. In abbinamento: brasato al Barolo, finanziera piemontese, cinghiale in umido, formaggi stagionati come Castelmagno e Bra Duro.

Scopri tutti i vini di Giuseppe Rinaldi

Specifiche Tecniche

· Denominazione: Barolo Docg

· Azienda: Giuseppe Rinaldi

· Tipologia: Rosso

· Annata: 2011

· Vitigni: Nebbiolo 100%

· Alcol: 14%

· Formato: 0.75l

· Allergeni: Solfiti

Potrebbe anche piacerti

Altri dello stesso marchio

Chat
Invia