Bourgogne Côte d’Or AOC Pinot Noir 2022 – Fabien Coche
Fabien Coche fa vino a Meursault, nel cuore della Côte de Beaune. Il nome del villaggio fa pensare subito ai grandi bianchi di Chardonnay, ma qui crescono anche ottimi rossi. Questo Pinot Noir è il modo più semplice per conoscere l’anima rossa della cantina.
La storia della famiglia
I Coche lavorano la vigna da circa cento anni. Tutto parte dal nonno Julien, bottaio, che compra le prime parcelle negli anni Trenta. Il padre Alain allarga la proprietà negli anni Sessanta, e il domaine prende il nome di Coche-Bizouard, dai cognomi dei genitori di Fabien. La famiglia è imparentata con i Coche-Dury, uno dei nomi più celebri di Meursault.
Fabien entra in cantina giovanissimo e dal 1997 la guida lui. Da qualche anno il domaine porta semplicemente il suo nome. Tra bianchi e rossi firma ogni anno circa ventisette vini, tutti in piccole quantità e venduti su assegnazione.
Le vigne di Fabien Coche
Il domaine ha 12 ettari in circa quaranta parcelle, per il novanta per cento di proprietà, tra Meursault, Pommard, Auxey-Duresses, Monthélie, Saint-Romain e Puligny-Montrachet. Il Pinot Noir occupa metà delle vigne, alla pari con lo Chardonnay. Molte viti hanno più di sessant’anni.
Quando Fabien è arrivato i suoli erano stanchi: ha tolto i diserbanti e ha ripreso ad arare. Dal 2017 lavora in biologico, certificato dalla vendemmia 2023. Una vigna viva dà uve più sane, e uve sane chiedono meno interventi in cantina.

Un Bourgogne che viene da vigne del villaggio
La denominazione Bourgogne Côte d’Or è nata nel 2017 per i vini regionali fatti solo con uve dei comuni della Côte d’Or, la collina dei grandi cru. Il Pinot Noir di Fabien Coche viene da parcelle a Meursault e a Pommard, con viti che hanno tra trenta e sessant’anni, su suoli argillosi e calcarei. È un Bourgogne, ma con un’origine precisa.
Vinificazione e Affinamento
L’uva si raccoglie a mano e si diraspa del tutto. Durante la macerazione Fabien non fa follature né rimontaggi: tiene il cappello delle bucce immerso nel mosto, così l’estrazione è gentile e il vino resta fine. L’affinamento dura meno di un anno, in botti da 300 litri e di grande formato, con pochissimo legno nuovo. Il vino si imbottiglia prima della vendemmia successiva, senza chiarifiche né filtrazioni, per conservare tutto il frutto.
Lo stile di Fabien Coche è lo stesso nei bianchi e nei rossi: purezza, precisione e nessuna forzatura. Il suo Pinot Noir non cerca la potenza né la concentrazione, ma la trasparenza: vuole far sentire il frutto e il suolo da cui viene.
L’annata 2022
La 2022 in Borgogna è stata calda e asciutta, ma le piogge arrivate al momento giusto hanno portato uve sane e una vendemmia abbondante, dopo la piccola annata 2021, in cui il domaine aveva perso metà del raccolto. I rossi del 2022 sono succosi e maturi, con tannini morbidi e una bella freschezza. Per questo Pinot Noir è un’annata generosa, già pronta da bere.
Degustazione
- Colore: rosso rubino chiaro e luminoso.
- Profumo: ciliegia e lampone freschi, violetta, spezie delicate e una nota di sottobosco.
- Gusto: setoso e scorrevole, con tannini morbidi, un’acidità fresca e una leggera sapidità. Il finale è lungo ed elegante, con ritorni di frutto rosso.
Come servirlo
Questo Pinot Noir si serve a 15-16 gradi, in un calice ampio da Borgogna. Fresco, è un rosso piacevole da bere tutto l’anno; può affinare ancora qualche anno in cantina.
Abbinamenti
È un rosso leggero ed elegante: sta bene con carni bianche, pollo arrosto, primi semplici al ragù bianco, salumi dolci, funghi e formaggi di media stagionatura.
Della stessa cantina trovi anche il bianco, il Bourgogne Aligoté Vieilles Vignes 2023.
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