Bourgogne Cote d’Or Aoc Pinot Noir 2022 – Fabien Coche
Fabien Coche ha sede a Meursault, nel cuore della Côte de Beaune, là dove la Borgogna scrive alcune delle sue pagine più luminose sul vino bianco. È una realtà che il grande pubblico conosce meno di quanto meriterebbe, eppure basta il cognome — Coche — per intuire in quale nobiltà affondino le radici di questa famiglia.
Il domaine nasce nel 1940 con il nome di Coche-Bizouard, e solo a partire dalla vendemmia 2020 cambia insegna per diventare semplicemente Fabien Coche. Dietro quel nome c’è un uomo: Fabien Coche, vigneron di quarta generazione, che affianca il padre Alain dalla fine degli anni Novanta e prende in mano le redini dell’azienda nel 2005. Non è un cognome qualunque: la famiglia Coche è un ramo dello stesso ceppo da cui discende il leggendario Coche-Dury.
Le due cantine erano un’unica realtà fino alla metà del Novecento, e Raphaël Coche-Dury è cugino di Fabien; c’è persino un legame con la casa Roulot. Una genealogia da capogiro, che qui però non pesa mai come un’eredità ingombrante: Fabien lavora con la testa bassa e le mani nella terra, lontano dai riflettori.
I 12 ettari del domaine si distribuiscono su un mosaico fra i comuni più celebri della Côte de Beaune: oltre a Meursault, troviamo Pommard, Auxey-Duresses, Monthélie, Saint-Romain, Saint-Aubin e Puligny-Montrachet. È un patrimonio di vigne vecchie impressionante — buona parte del parco viticolo supera i sessant’anni d’età — capace di dare vini di profondità rara.
In vigna il lavoro è quello di chi mette il rispetto del suolo prima di ogni cosa: la conduzione è biologica, con la certificazione avviata dalla vendemmia 2020. In cantina Fabien ha costruito una cuverie moderna sotto il paese di Meursault, senza rinunciare al vecchio caveau di famiglia nel centro storico; il trasferimento nella nuova struttura gli ha permesso di lavorare con maggiore precisione senza tradire la tradizione ricevuta. Al suo fianco c’è la moglie Magali, in un’azienda che resta profondamente familiare.
Ma è lo stile la vera firma di questa casa. I vini di Fabien Coche sono celebri soprattutto nella loro veste bianca: Meursault di purezza cristallina, tesi, minerali, capaci di sfidare il tempo. La critica internazionale li considera fra le fonti più sottovalutate di grande Borgogna bianca dell’intera Côte de Beaune. Il segreto sta in una mano leggera — pochissimo legno nuovo, ampio ricorso a botti di grande formato, estrazioni delicate, nessuna forzatura — grazie alla quale è il terroir a parlare più forte della cantina. Molti collocano questo stile a metà strada fra la ricchezza di Coche-Dury e la tensione affilata di Roulot.
Accanto ai bianchi, che restano il cuore della produzione, Fabien firma una manciata di rossi da Pinot Noir che meritano attenzione: cuvée rare, in piccole quantità, in cui la stessa filosofia di finezza e precisione passa dal Chardonnay al Pinot Nero. Non cercano potenza, ma trasparenza; privilegiano il profumo e la beva alla concentrazione. Sono vini pensati per la tavola, che chiedono solo un buon bicchiere e un piatto giusto per rivelarsi.
In un’epoca in cui la Borgogna insegue prezzi record ed etichette da collezione, Fabien Coche incarna un’idea più sobria e più autentica del mestiere: fare vini onesti, precisi e riconoscibili, senza mai alzare la voce.
Vinificazione e Affinamento
La vinificazione prevede l’utilizzo di acciaio per la fermentazione, per mantenere un controllo preciso della temperatura, mentre l’affinamento avviene in foudres e barriques da 300 litri, in modo da limitare l’influenza del legno e preservare la purezza del frutto.
Degustazione
La veste cromatica del vino è rubino chiaro, luminosa e invitante. Al naso emergono aromi di frutti rossi freschi come ciliegia e lampone, accompagnati da note più complesse di spezie delicate, violetta e sottobosco. In bocca la struttura è setosa, con tannini morbidi e ben integrati, l’acidità è fresca ma equilibrata, e si percepisce una sapidità leggera che ricorda la mineralità del suolo. Il finale è lungo ed elegante, con ritorni fruttati e una leggera nota terrosa.
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