Rifermentato Bianco “Pizzicante Bianco” 2022 – Le Coste
Le Coste è il nome di un piccolo appezzamento di terra abbandonato sulle colline di Gradoli, in provincia di Viterbo, che Gian Marco Antonuzzi e Clémentine Bouveron acquistano nel 2004 per dare forma a un sogno: produrre vino nel modo più onesto e naturale possibile in uno dei territori più straordinari ma poco celebrati d’Italia. Da quel primo pezzo di vigna dimenticata nasce una cantina che oggi è considerata uno dei riferimenti assoluti del vino naturale italiano nel mondo.
La storia di Gian Marco è quella di una fuga che diventa ritorno. Romano di origine, abbandona una carriera forense, prende un diploma da sommelier e parte per un lungo viaggio in Francia alla ricerca del senso più autentico del vino. Bussa alle porte dei maestri dell’avanguardia naturale — Bruno Schueller in Alsazia, Didier Barral nel Languedoc, Jean-Paul Thévenet nel Beaujolais, Philippe Pacalet in Borgogna — e da ognuno porta via qualcosa di prezioso: un’idea di vino come specchio fedele della terra, senza artifici, senza correzioni, senza compromessi. In Alsazia, nel 2001, incontra Clémentine Bouveron. Insieme decidono di tornare alle radici di Gian Marco, in quell’Alta Tuscia che pochi conoscono e in molti ignorano.
Il territorio che scelgono è uno dei più affascinanti d’Italia. Gradoli si affaccia sul Lago di Bolsena, un bacino perfettamente circolare nato da un antico cratere vulcanico, le cui acque specchiano vigneti ripidi, oliveti secolari e boschi di castagni e querce, in un paesaggio di rara bellezza. È proprio questa origine vulcanica a rendere il terroir di Le Coste unico: suoli tufacei, leggeri, ricchi di ferro e minerali, straordinariamente drenanti, capaci di trasmettere al vino una firma minerale e ferrosa inconfondibile. Le vigne crescono ad altitudini comprese tra i 450 e i 600 metri sul livello del mare, accarezzate dai venti costanti che soffiano sull’areale e che mantengono naturalmente sane le piante.
Oggi Le Coste si estende su circa 15 ettari, divisi tra vigneti, ulivi e bosco: quattro ettari di vecchie vigne — tra cui il cru storico Le Coste — tre ettari di vigne giovani impiantate da Gian Marco e Clémentine, quattro di ulivi secolari e tre di terrazzamenti rimboschiti. Quasi la metà della superficie vitata è a piede franco — senza portainnesto — possibile grazie alla natura sabbiosa e vulcanica dei suoli, che scoraggia naturalmente la fillossera. La densità di impianto arriva fino a 10.000 piante per ettaro, con lavorazioni interamente manuali e un approccio biodinamico e di permacultura che rispetta ogni equilibrio naturale dell’ecosistema.
I vitigni sono rigorosamente autoctoni e locali: Aleatico, Procanico, Roscetto, Malvasia, Ansonica, Grechetto Rosso, Ciliegiolo, Canaiolo, Verdello, Colorino — un patrimonio ampelografico di straordinaria ricchezza che Gian Marco e Clémentine custodiscono con passione e rigore.
In cantina — un’antica struttura nel centro del borgo di Gradoli — il principio è assoluto: nessuna aggiunta, in nessuna fase. Fermentazioni spontanee, nessun lievito selezionato, nessun solfito, nessuna filtrazione. I vini di Le Coste sono il risultato di una fedeltà testarda: a questa terra vulcanica, a questi vitigni antichi, a quell’idea di vino che Gian Marco e Clémentine hanno inseguito attraverso tutta la Francia prima di trovare la risposta — paradossalmente — a casa.
“Pizzicante” parola italiana bellissima e precisa, che descrive quella sensazione tattile della bollicina fine sul palato: non il perlage aggressivo di uno spumante industriale, ma una frizzantezza delicata, viva, naturale, che pizzica appena e poi scompare lasciando il campo alla frutta e alla mineralità del vino. Un nome che è già una degustazione.
Vinificazione
Pizzicante Bianco 2022 è un Vino Frizzante Biologico d’Italia da 100% Moscato Giallo, lo stesso vitigno autoctono del territorio di Bomarzo — comune in provincia di Viterbo, nella Tuscia laziale — già protagonista del SOS Lago Bianco. Le vigne crescono su suoli vulcanici e sciolti a 450 metri di altitudine con esposizione sud-est, allevate a Guyot con una densità di 3.000 ceppi per ettaro e un’età media di 30 anni, per una resa di 60 quintali per ettaro. Coltivazione rigorosamente biologica e biodinamica, con lavorazioni interamente manuali.
La vinificazione del Pizzicante segue il metodo della rifermentazione naturale in bottiglia: le uve vengono sottoposte a pressatura diretta soffice, senza alcun contatto con le bucce, per preservare la delicatezza aromatica del Moscato Giallo. La fermentazione ha inizio in acciaio con i soli lieviti indigeni, ma viene interrotta prima del suo completamento. ll mosto parzialmente fermentato viene imbottigliato con i suoi zuccheri residui naturali e la fermentazione termina direttamente in bottiglia, producendo la CO₂ che darà vita alla bollicina fine e naturale.
Il vino riposa poi 24 mesi sui propri lieviti in bottiglia — un affinamento lungo e paziente che costruisce complessità, cremosità e profondità. Segue la sboccatura e un ulteriore affinamento di 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Nessuna aggiunta di liqueur, nessun dosaggio, nessuna correzione. La produzione è di 3.000 bottiglie
Degustazione
Pizzicante Bianco 2022 si presenta nel calice con un colore paglierino intenso e luminoso, attraversato da un perlage fine e persistente che sale elegante dal fondo del bicchiere.
Al naso è fragrante, aromatico e immediatamente seducente: il Moscato Giallo esplode con note di fiori d’arancio e gelsomino, agrumi freschi — limone, bergamotto — e frutta esotica matura, in un bouquet che riempie il calice e conquista al primo respiro. I 24 mesi sui lieviti aggiungono una sottile nota di crosta di pane e lievito fresco che arricchisce senza coprire.
In bocca è fresco, fragrante e assolutamente dissetante. La bolla è fine e ben calibrata, abbastanza persistente da strutturare il sorso senza mai appesantirlo. La freschezza è vivace, il frutto è goloso e immediato, il finale è pulito, fragrante e minerale con un ritorno aromatico tipico del Moscato che chiude con eleganza. Un vino da aperitivo perfetto, ma abbastanza complesso da accompagnare tutta una cena leggera.
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