Aggiunto ai preferiti

Languedoc Blanc 2022 – Prieuré Saint-Jean de Bébian

82,00 

Disponibile

Descrizione

Languedoc Blanc 2022 – Prieuré Saint-Jean de Bébian

Prieuré Saint-Jean de Bébian è uno dei domaine più antichi e affascinanti del Languedoc, un luogo in cui la storia millenaria della vigna si intreccia con una visione contemporanea e rigorosa del vino naturale. Situato nei pressi di Pézenas, nel cuore del Languedoc meridionale, il prieuré porta con sé una stratificazione di memorie: reperti di anfore romane e monete imperiali attestano la presenza della vite su queste terre già in epoca antica, mentre a partire dal XII secolo furono i monaci cisterciani a strutturare il vigneto, piantando le prime barbatelle e costruendo l’ossatura viticola che ancora oggi definisce il carattere del domaine.

Venduto come bene nazionale durante la Rivoluzione Francese, il prieuré transitò nei secoli per diverse mani, fino a quando — negli anni Cinquanta del Novecento — la famiglia Roux ne prese le redini restituendo vigore e ambizione al progetto vitivinicolo. Fu Alain Roux, nel corso degli anni Settanta, a compiere la svolta più significativa della storia recente del domaine: con una lucidità rara per l’epoca, intraprese un’opera di selezione varietale di straordinario spessore, impiantando selezioni massali provenienti dai più grandi domaine del Rodano e della Provenza.

Sirah da Gérard Chave, Grenache Noir da Jacques Reynaud di Château Rayas, Mourvèdre da François e Jean-Marie Peyraud del Domaine Tempier: un patrimonio genetico di eccezionale valore, arricchito dai vitigni locali come Cinsault e Carignan, per un totale di tredici varietà impiantate sul domaine. Un gesto visionario che trasformò il Prieuré in un caso di studio per la viticoltura meridionale francese.

Nel 1994 la proprietà passò a Chantal Lecouty e Jean-Claude Le Brun, già direttori della celebre Revue du Vin de France, che fecero del Bébian un simbolo del rinascimento enologico del Languedoc, affiancati da figure come Michel Bettane. I vini di quel periodo — potenti, solari, capaci di invecchiamento — consacrarono il domaine tra i grandi riferimenti del Sud della Francia.

Nel 2008-2009 il prieuré fu acquistato da Alexander Pumpyanskiy, imprenditore russo appassionato di vino, che ha investito in modo significativo nell’ammodernamento della cantina, dotando il domaine di una nuova cuverie capace di vinificare separatamente le singole parcelle — una svolta tecnica fondamentale per esprimere con fedeltà la molteplicità del terroir. Lo stesso Pumpyanskiy è proprietario anche del Domaine Ganevat nel Jura, segno di una visione coerente orientata all’eccellenza e all’autenticità.

Dal 2015 la conduzione tecnica è affidata a Benoît Pontenier, che ha guidato una trasformazione profonda nelle pratiche colturali e in cantina, con la consulenza fondamentale di Jean-François Ganevat. Sotto la sua direzione, il domaine ha imboccato con decisione la strada della biodinamica certificata: suoli lavorati meccanicamente senza erbicidi né chimica, preparati biodinamici per stimolare la vitalità delle piante, vendemmie manuali, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e uso ridotto — o assente — del solforo in alcune cuvée. Gli affinamenti vengono condotti in foudres, con ricorso parziale alle vendemmie intere per i rossi, per ottenere tannini di seta e una freschezza che stride piacevolmente con l’intensità mediterranea del territorio.

Il vigneto si estende su circa 19 ettari nei dintorni di Pézenas, su una mosaico geologico di rara complessità: calcari, suoli vulcanici, galets roulés e argille si alternano in un paesaggio ricco di diversità che si traduce in vini di sfumatura e profondità.

Vinificazione

Vitigni: Roussanne (~50%), Grenache Blanc (~20%), Vermentino (~15%), Clairette (~10%), da parcelle selezionate su calcari miocenici nei pressi di Pézenas.

Terroir e vigneto: Le vigne crescono su suoli di calcari lacustri del Miocene Elvetico con esposizione sud/sud-ovest — un terroir che per struttura e tasso di calcare attivo si avvicina ai grandi bianchi di Chablis e Meursault. Coltivazione integrale in biodinamica certificata, senza erbicidi né chimica di sintesi, con preparati biodinamici per stimolare la vitalità delle piante.

Vendemmia: Manuale, in casse da 15–20 kg, con passaggio su tavolo di cernita. Raccolta alle prime ore del mattino per preservare la freschezza aromatica delle uve.

Fermentazione: Pressatura pneumatica delicata, seguita da debourbage in acciaio inox. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni, condotta separatamente per cépage e per parcella in foudres di rovere vecchio e vasche di cemento.

Affinamento: Sur lies per circa 12 mesi, con batonnage periodico per integrare struttura e volume. Aggiunta di solfiti ridotta al minimo indispensabile.

Imbottigliamento: Senza filtrazione né chiarifica.

Degustazione

Colore: Giallo oro dai riflessi ambrati e dorati, con buona consistenza al bicchiere.

Naso: Il naso si apre con grande complessità aromatica: fiori bianchi (biancospino, acacia), pesca bianca e albicocca matura, con una nota cerata e surmatura tipica della Roussanne. Seguono sfumature di miele d’acacia, cera d’api e spezie dolci — zenzero, anice — che si fondono con una mineralità calcarea fine e persistente, quasi da grand cru di Borgogna meridionale.

Bocca: Ingresso ampio e avvolgente, con una texture grassa e quasi oleosa che ricorda lo stile della grande Roussanne del Rodano. La materia è densa ma sorprendentemente fresca, sorretta da un’acidità tesa e da una sapidità salina che allungano il sorso in modo elegante. Finale lungo e speziato, con un retrogusto di frutta secca e pietra bianca che invita al secondo calice.

Scopri tutti i nostri vini francesi

Specifiche Tecniche

· Denominazione: Languedoc Blanc

· Azienda: Prieuré Saint-Jean de Bébian

· Tipologia: Bianco

· Annata: 2023

· Vitigni: Roussanne (~50%), Grenache Blanc (~20%), Vermentino (~15%), Clairette (~10%)

· Alcol: 12.5%

· Formato: 0.75l

· Allergeni: Solfiti

Potrebbe anche piacerti

Altri dello stesso marchio

Nessun risultato trovato.
Chat
Invia