Villa Bucci Riserva 2020 – Villa Bucci
Villa Bucci firma con questa bottiglia il suo vino più famoso: il Verdicchio Riserva che porta il nome della casa. Nasce solo dalle vigne più vecchie ed è uno dei grandi bianchi d’Italia.
La cantina è a Ostra Vetere, in provincia di Ancona, nell’entroterra di Senigallia. Nasce nel 1983 per volontà di Ampelio Bucci, originario di Montecarotto, cuore della zona classica del Verdicchio.
Quando quasi tutti facevano bianchi semplici da bere giovani, Ampelio ha puntato su un Verdicchio capace di durare decenni. La sua Riserva è diventata la prova che aveva ragione. Dal 2024 l’azienda è guidata da Federico Veronesi.
Le vigne sono coltivate in biologico e ogni appezzamento viene vinificato da solo. Solo alla fine si sceglie cosa diventa Riserva.

Le vigne vecchie di Villa Bucci
Per la Riserva si scelgono le uve delle vigne Villa Bucci, Belluccio, Montefiore e Baldo. Sono le piante più vecchie dell’azienda, con 40-50 anni di età.
La vigna Villa Bucci sta a Montecarotto, fra i 340 e i 360 metri, esposta a est. Le altre si trovano sulle colline vicine, fra Serra de’ Conti e Ostra Vetere.
Il suolo è calcareo, con una parte di argilla. Il calcare porta tensione e sapidità, l’argilla dà corpo e tiene l’acqua nelle estati calde.
Il clima è quello dei Castelli di Jesi: l’Appennino alle spalle, l’Adriatico davanti. Il vento e le notti fresche aiutano le uve a maturare piano, senza perdere acidità.
Il Verdicchio Riserva: un bianco da cantina
La denominazione è Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico. La Riserva esce solo nelle annate migliori e ha bisogno di tempo, in cantina e poi in bottiglia.
È un Verdicchio Riserva che si apre piano. Giovane è teso e minerale. Con gli anni prende note di frutta secca, miele ed erbe aromatiche, e il sorso diventa più ampio e rotondo.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia si fa a mano, con una scelta attenta dei grappoli. Le uve vengono pressate in modo soffice e il mosto fermenta in acciaio.
Poi il vino matura per 18 mesi nelle botti grandi di rovere di Slavonia, da 50 e 75 ettolitri. Sono botti molto vecchie, alcune di quasi cento anni: non danno sapore di legno, ma lasciano respirare il vino piano piano.
Dopo la botte la Riserva riposa ancora in bottiglia prima di uscire dalla cantina. Niente fretta: è il tempo a dare al vino la sua profondità.
Anche la scelta delle uve segue questa idea. Si raccoglie solo quando i grappoli sono maturi al punto giusto, e le vigne vecchie danno poca uva ma molto concentrata. Per questo le bottiglie di Riserva sono sempre poche.
Degustazione
Nel bicchiere la Riserva 2020 è giallo paglierino brillante, con riflessi verdolini.
Al naso è complessa: nocciola, miele, spezie dolci e un tocco di pietra focaia che racconta il suolo calcareo.
In bocca è piena e avvolgente, ma sempre fresca. La sapidità accompagna tutto il sorso fino a un finale lungo, salato e minerale.
Va servita a 12-14 gradi, in un calice ampio. Conviene aprirla mezz’ora prima. Si può bere ora, ma regge bene 10-15 anni in cantina.
A tavola chiede piatti importanti: crostacei, ostriche, rombo al forno, pesce con salse. Sta bene anche con le carni bianche arrosto, il maiale e i formaggi di media stagionatura.
Questo Verdicchio Riserva è il vertice della casa. Per tutti i giorni c’è il Bucci Classico 2023, il Verdicchio più giovane, e per la carne il Rosso Piceno 2020.
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