Alta Langa Docg Brut 2019 – Deltetto
Deltetto è una cantina di famiglia di Canale, nel cuore del Roero. La fonda nel 1953 Carlo Deltetto, detto Carlin, insieme alla moglie Catterina. Oggi la guida il figlio Antonio con i suoi tre figli, Carlo, Cristina e Claudia, che sono la terza generazione.
Le bollicine sono la grande passione di Antonio. Il primo metodo classico di casa nasce nel 1980, quando in Piemonte gli spumanti fatti come in Champagne erano ancora pochi. Nel 1997 arrivano le prime vigne di Pinot Nero e Chardonnay, e nel 2000 esce il primo spumante fatto con queste due uve.
L’Alta Langa è la denominazione piemontese dedicata solo al metodo classico. Le regole sono severe: Pinot Nero e Chardonnay per almeno il 90%, vigne in collina, solo spumanti millesimati e almeno 30 mesi sui lieviti. È nata nel 2002 ed è diventata Docg nel 2011.
L’Alta Langa Brut di Deltetto, chiamato anche “PN | CH” dalle iniziali delle due uve, è nato con la vendemmia 2016. Il 2019 è quindi una delle prime annate, e oggi ha qualche anno di bottiglia in più che gli dà profondità e finezza.

Le vigne di Roddino
Le uve vengono dalle vigne di proprietà a Roddino, nel cuore dell’Alta Langa, fra i 450 e i 600 metri di quota. Qui l’aria è fresca, le notti sono fredde anche d’estate e il suolo è di marne calcaree. Sono le condizioni giuste per un’uva che deve restare acida e profumata.
L’uvaggio è 55% Pinot Nero e 45% Chardonnay. Tutte le vigne sono coltivate in biologico, e la vendemmia si fa a mano nella seconda metà di agosto, quando l’uva ha ancora tutta la sua freschezza.
Da Roddino, nelle giornate limpide, si vedono le Alpi innevate, come nella foto. È un paesaggio di boschi, noccioleti e vigne alte, molto diverso dal Roero di Canale, dove ci sono la cantina e le altre vigne della famiglia. Questa differenza si sente nel bicchiere: l’Alta Langa dà agli spumanti tensione e lunga vita.
Vinificazione e Affinamento
Dopo una pressatura delicata, il mosto fermenta in acciaio a 18 gradi. Il vino base va poi in bottiglia per la seconda fermentazione, la presa di spuma, che avviene piano, a 12 gradi, per avere bollicine piccole e fitte.
Lo spumante di Deltetto riposa poi per almeno 30 mesi sui suoi lieviti. La sboccatura si fa “à la glace”, congelando il collo della bottiglia, nelle cantine di Canale. Tutto il lavoro, dalla vigna al tappo, resta in casa.
Degustazione
Nel calice l’Alta Langa Brut 2019 è giallo paglierino brillante, con riflessi dorati e un perlage fine e continuo.
Al naso arrivano crosta di pane e lievito, poi agrumi canditi e frutta secca, il segno dei lunghi mesi passati sui lieviti.
In bocca è secco, sapido e fresco. Il Pinot Nero dà corpo e struttura, lo Chardonnay porta eleganza e una bella acidità. Il finale è lungo, pulito, e invita al secondo sorso. Chi vuole può tenerlo in cantina ancora un paio d’anni: le note di pane e di frutta secca diventano più profonde.
Va servito freddo, a circa 6 gradi, in un calice a tulipano che lascia salire i profumi.
A tavola è perfetto come aperitivo e con gli antipasti di pesce, i crostacei e le crudità. Sta bene anche con i risotti ai frutti di mare, i primi delicati e i formaggi freschi. È una bella alternativa piemontese allo Champagne, da portare a una cena o da regalare.
Da Deltetto trovi anche il Rosé de Noirs 2020, il metodo classico rosato fatto con il Nebbiolo del Roero.
Scopri tutte le etichette di Deltetto e gli altri vini del Piemonte.










