Barolo DOCG “Mosconi” 2021 – Piero Benevelli
Il Mosconi 2021 è il Barolo più raro di Piero Benevelli. Nasce da una parcella di poco più di mezzo ettaro, la vigna più alta della cantina, ed è il più giovane dei tre cru: la prima annata è la 2016.
Piero Benevelli è una piccola cantina di famiglia a Monforte d’Alba, in località San Giuseppe. Piero la fonda nel 1978, quando la famiglia smette di vendere uve e vino sfuso e comincia a imbottigliare. Il primo Barolo da una vigna sola, il Ravera di Monforte, arriva nel 2008.
Oggi la cantina è guidata dal figlio Massimo, che fa il vino, con la moglie Denise. Antonio Galloni di Vinous lo ha indicato come una delle stelle emergenti del Barolo.

La vigna Mosconi
Mosconi è una delle menzioni geografiche aggiuntive di Monforte d’Alba, fra le più a sud di tutta la zona del Barolo, e confina con Ginestra. Il suolo è di marne grigie e bianche del tipo di Sant’Agata Fossili. Qui hanno vigne anche Conterno Fantino ed E. Pira di Chiara Boschis.
La parcella di Benevelli misura circa 0,6 ettari, fra 400 e 420 metri di quota, con viti di una quindicina d’anni. Si trova a nord delle altre due vigne della cantina ed è riparata dal vento del sud.
L’annata 2021
La 2021 è una delle grandi annate del Barolo. Dopo un inverno con la neve e una gelata in alcune zone a inizio aprile, l’annata ha dato vini strutturati, con tannini maturi e un’acidità alta. Decanter le ha dato il massimo, 5 stelle su 5, e l’ha chiamata un punto di riferimento moderno.
Il Barolo e Monforte d’Alba
Il Barolo è uno dei grandi rossi d’Italia. Nasce solo da uve Nebbiolo, in undici comuni delle Langhe, e per legge riposa almeno 38 mesi prima di uscire, di cui almeno 18 in legno. Dal 2014 le colline delle Langhe, con il Roero e il Monferrato, sono patrimonio dell’umanità UNESCO.
Monforte d’Alba è uno dei comuni più importanti della denominazione. I suoi Barolo sono conosciuti per la struttura, i tannini decisi e la lunga vita in bottiglia. Qui le vigne sono divise in tante menzioni geografiche, e ogni collina dà un vino diverso: proprio quello che Piero Benevelli vuole mostrare con i suoi tre cru.
Vinificazione e Affinamento
In vigna niente diserbanti e niente concimi chimici: si lavora secondo i principi del biologico, senza certificazione. La vendemmia è fatta a mano.
La fermentazione avviene in acciaio con i lieviti indigeni, con una macerazione lunga, circa 30 giorni, a cappello sommerso. I tre Barolo di Piero Benevelli sono fatti tutti allo stesso modo: così ognuno racconta solo la sua vigna.
Il Mosconi affina in tonneaux da 500 litri e poi riposa in bottiglia. Non è chiarificato né filtrato, e ha pochi solfiti. Arriva con 14,5% di alcol.
Degustazione
Nel calice il Mosconi 2021 è rosso granato intenso.
Al naso è più chiuso dei fratelli. Il frutto rosso e le note speziate escono piano, e chiedono qualche minuto nel bicchiere.
In bocca è il più austero e sapido dei Barolo di casa, con tannini decisi, tanta materia e un’acidità che lo tiene teso. Il finale è lungo e sapido. È un vino che chiede tempo: va aspettato qualche anno, e allora ripaga.
Chi ha pazienza può tenerlo in cantina, coricato e al buio, per molti anni: è il Barolo di casa che cambierà di più con il tempo.
Va servito a 17-18 gradi, in un calice ampio, dopo una lunga decantazione se lo si apre presto.
A tavola accompagna brasato al Barolo, stracotti, selvaggina, arrosti e formaggi molto stagionati.
Di Piero Benevelli trovi anche il Barolo Ravera di Monforte 2021, da viti del 1960, e il Barolo Le Coste di Monforte 2021, più fine e floreale.
Scopri tutte le etichette di Piero Benevelli e gli altri vini del Piemonte.












