Metodo Classico Brut Rosè Soldati – La Scolca
La Scolca è la cantina della famiglia Soldati a Rovereto di Gavi, nel sud del Piemonte. Il Brut Rosè è il suo spumante rosa: nasce dal Cortese, il bianco di Gavi, con un piccolo tocco di Pinot Nero.
La storia comincia nel 1919, quando la famiglia Soldati arriva su queste colline. Da allora la tenuta è passata di padre in figlio. Oggi la guida Chiara Soldati, che rappresenta la quarta generazione ed è in azienda dal 1998.
Accanto ai bianchi fermi, la cantina produce da molti anni spumanti col metodo classico. Il rosato è il più delicato e giocoso della gamma.
Per La Scolca il Cortese resta al centro di tutto.

Le vigne de La Scolca a Rovereto di Gavi
Le uve vengono dai vigneti di proprietà nella zona di Rovereto Superiore, una frazione alta di Gavi.
La tenuta conta circa 50 ettari di vigna fra Novi Ligure e Gavi. Alcune piante hanno più di 60 anni.
I terreni sono ricchi di argilla. L’argilla trattiene l’acqua nei mesi caldi e dà al vino struttura e sapore. Nella zona del Gavi si trovano anche marne e calcare, che portano freschezza.
Il mare è vicino. La Liguria dista circa 30 chilometri e le brezze salgono fino alle colline. Qui incontrano l’aria fresca degli Appennini. Le notti restano fresche anche d’estate.
Così l’uva matura piano, senza perdere acidità. È proprio quello che serve a una buona base spumante.
Il Pinot Nero nel Brut Rosè
La base del vino è quasi tutta Cortese, circa il 95%. Il resto è Pinot Nero, coltivato anche questo nelle vigne di famiglia.
Basta poco per cambiare il carattere dello spumante: il Pinot Nero porta il colore rosa e un profumo di piccoli frutti rossi.
Il risultato è un rosato fine, che non perde la freschezza tipica del Cortese di Gavi. Il Brut Rosè unisce così due anime: la vivacità del bianco e il frutto del rosso.
Vinificazione e Affinamento
Il Brut Rosè segue il metodo classico, lo stesso dello Champagne. Il Pinot Nero si unisce al vino base di Cortese prima della seconda fermentazione.
Poi il vino va in bottiglia con lieviti e zuccheri. Qui rifermenta e nascono le bollicine. Resta a contatto con i lieviti per oltre 36 mesi. Questo lungo riposo rende la spuma più cremosa e i profumi più ricchi. Alla fine i lieviti vengono tolti con la sboccatura e la bottiglia è pronta per la tavola.
Degustazione
Nel calice il colore ricorda il cerasuolo, con riflessi buccia di cipolla. La spuma è fitta e cremosa, il perlage sottile.
Il naso è intenso e fresco. Si sentono prima fiori d’arancio e rosa canina. Poi arrivano la crosta di pane e i frutti rossi, come la fragola.
In bocca è armonico, ampio e sapido, con una leggera rotondità. La bollicina accompagna il sorso senza essere aggressiva.
Va servito a circa 8 gradi. Bastano un paio d’ore in frigorifero. Usa un calice a tulipano, che tiene bene i profumi.
A tavola il Brut Rosè di La Scolca è versatile. È ottimo come aperitivo, con gli antipasti di mare e i piatti di pesce. Prova anche con un crudo di gamberi o un risotto ai frutti di mare. Sta bene persino con i dolci alla frutta, come una crostata di fragole.
Della stessa famiglia trovi il Brut Soldati, tutto Cortese e dal sorso più asciutto, e il Pas Dosé Soldati, senza zuccheri aggiunti. Altre idee per un brindisi le trovi fra le nostre bollicine.
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