Champagne Aoc “Odyssée Pétillante Capitolo 2” – Romain Hénin La Bulle Libre
Romain Hénin è tra le voci più originali e radicali della nuova generazione di vigneron récoltants champenois. Nato ad Aÿ, cuore della Grande Vallée della Marne, cresce immerso nella tradizione di famiglia: i Hénin coltivano vigne in Champagne da quattro generazioni, e il padre Pascal gestisce un’azienda rispettata nel territorio. Eppure per Romain quella strada non basta. Dopo il diploma in viticoltura ed enologia al Lycée Viticole d’Avize nel 2011, entra nella cantina di famiglia nel 2013, ma già nel 2015 sceglie di andarsene: le sue idee sulla viticoltura — più pulita, più rispettosa, più libera — non trovano spazio.
Nel 2016 affitta 1,2 ettari di vigne e inizia in proprio, sotto la guida del biodinamico Sébastien Mouzon. La conversione biologica diventa ufficiale nel 2017. Ma la svolta vera arriva nel 2018, quando Romain partecipa a una vendemmia sull’isola di Samos, in Grecia, nel progetto Sous le Végétal insieme a Jason Ligas, Patrick Bouju e Justine Loiseau: da quell’esperienza matura la convinzione che un vino vinificato con cura e rispetto non abbia bisogno di zucchero aggiunto, solforosa o altri interventi. È in quel momento che il suo metodo si cristallizza: il vino deve nascere e vivere senza stampelle, affidandosi unicamente alla qualità dell’uva e all’intelligenza del vignaiolo.
Nel 2021, a 33 anni, rileva l’intera tenuta di famiglia, convertendo radicalmente ogni pratica e battezzando il nuovo progetto La Bulle Libre — la bolla libera — come manifesto di un’idea di Champagne autentico, vivo, non addomesticato. L’azienda conta oggi 7,5 ettari distribuiti su parcelle di straordinario valore: i Grands Crus di Aÿ e Chouilly, i Premiers Crus di Mareuil-sur-Aÿ e Dizy, e vigne nella Valle della Marna, a Cerseuil e Troissy. Una geografia di argille, gessi e calcare che dialoga con i tre vitigni emblematici della denominazione: Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier.
In vigna Romain segue un approccio biodinamico certificato Demeter: trattamenti con infusi naturali di equiseto, achillea, ortica e dente di leone, vitiforestura con piantumazione di 100 alberi per ettaro tra i filari, raccolta manuale, rese contenutissime. Ogni parcella viene osservata e curata come un ecosistema autonomo, in un dialogo costante tra suolo, pianta e cicli lunari che restituisce alle uve una vitalità difficile da trovare altrove in Champagne. In cantina non entra nulla di estraneo: zero solfiti aggiunti, zero filtrazioni, zero dosage. Ogni cuvée è un champagne vivente, espressione pura del millesimo e del suolo.
Le etichette di Romain Hénin sono tutte costruite su un sistema di narrazioni visive e letterarie molto coerente. Ogni nome ha una storia precisa.
“L’Odyssée Pétillante” — l’Odissea Frizzante — è la cuvée-manifesto. Il nome allude a un viaggio collettivo senza meta fissa. L’illustrazione di Quentin Maza ritrae i tre protagonisti del domaine — Romain, il fratello Thomas e il braccio destro Vincent — in una giungla lussureggiante. È un’immagine di avventura, biodiversità, ecosistema vivo. Ogni capitolo è un’annata, ogni annata una tappa.
Vinificazione
“L’Odyssée Pétillante – Chapitre 2” è la cuvée di riferimento di La Bulle Libre, il vino che racconta meglio l’anima collettiva del domaine. Un assemblaggio di 50% Pinot Noir, 40% Pinot Meunier e 10% Chardonnay, provenienti dalle parcelle di proprietà distribuite tra Aÿ, Mareuil-sur-Aÿ, Dizy e la Valle della Marna. Il nome non è casuale: ogni annata è un capitolo nuovo di un viaggio in divenire — questa è la seconda tappa, costruita sull’esperienza del Chapitre 1 ma con la sua identità autonoma.
La fermentazione alcolica avviene spontaneamente con lieviti indigeni, senza alcun apporto esterno. I vini base vengono affinati in barrique di rovere per circa un anno, che aggiunge struttura e complessità senza coprire il frutto. La presa di spuma avviene en bouteille secondo il metodo classico champenois. Dégorgement dicembre 2025, senza dosage. Zero solfiti aggiunti, zero filtrazioni, zero correzioni. Come recita l’etichetta: un champagne vivant, sincère et pétillant d’énergie — nato dalla fermentazione dei soli grappoli del domaine, senza nulla di estraneo.
Degustazione
Colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati, perlage fine, continuo e persistente.
Naso complesso e avvolgente: agrumi freschi — scorza di limone e pompelmo — mela verde, fiori bianchi e un delicato fondo di brioche appena sfornata che rivela il passaggio in legno. Con l’aerazione emergono note di gesso, frutta a nocciolo bianca e una lieve speziatura.
Palato vivace, con un’acidità verticale e tagliente che sorregge una texture cremosa e piena. Il Pinot Noir porta struttura e slancio, il Meunier golosità e rotondità, lo Chardonnay precisione e tensione minerale. Il finale è lungo, salino e dinamico, con un ritorno fruttato che si allunga su note di pietra bagnata. Un champagne da tavola, non solo da aperitivo.
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