Barolo Brunate 2019 – Ceretto
Ceretto porta in bottiglia una delle vigne più celebri delle Langhe. Il Barolo Brunate nasce a La Morra, su una collina che guarda verso il paese di Barolo. È un cru che la famiglia segue da più di cinquant’anni.
Tutto comincia nel 1970. Quell’anno i fratelli Bruno e Marcello comprano i vigneti di Brunate. Era il periodo in cui avevano deciso di puntare sulla terra e non solo sul commercio del vino, come faceva il padre Riccardo ad Alba.
Insieme alle vigne arriva una sorpresa: una piccola cappella abbandonata, usata come deposito per gli attrezzi. Per anni resta così, piccola e chiusa, in mezzo ai filari della collina.
Nel 1999 la cappella cambia volto. Gli artisti David Tremlett e Sol LeWitt la dipingono con colori accesi, dentro e fuori.
Nasce la Cappella del Barolo, primo progetto d’arte contemporanea della famiglia.

Il Barolo Brunate di Ceretto a La Morra
Brunate è un cru storico del Barolo. La collina sta a cavallo fra due comuni, La Morra e Barolo. La parte della famiglia è nel comune di La Morra e misura circa 5,3 ettari.
Il versante guarda a sud e sud-est. Le viti prendono il sole del mattino e lo tengono fino al pomeriggio. Così il Nebbiolo matura con calma e senza fretta.
Il suolo è fatto di marne di Sant’Agata Fossili, con una parte di sabbia. Sono terre chiare, ricche di calcare, tipiche del lato ovest delle Langhe. Da qui escono vini profumati, eleganti, con tannini fini.
La vigna è coltivata in biologico. Dal 2015 l’azienda ha la certificazione biologica per le sue vigne, fra Langhe e Roero.
Il carattere del Barolo Brunate
Rispetto ad altri cru di casa, il Brunate punta più sul profumo che sulla forza. È un Barolo che si fa capire presto, ma che sa anche aspettare in cantina per molti anni.
La 2019 nelle Langhe è considerata un’annata classica, con un buon equilibrio fra frutto e freschezza. Un’annata adatta a chi ama il Nebbiolo nella sua veste più pura.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia si fa a mano. Le uve di Brunate arrivano alla cantina di Bricco Rocche, a Castiglione Falletto, dove Ceretto lavora solo i suoi Barolo di vigna.
La fermentazione parte da sola, con i lieviti indigeni, in vasche di acciaio. Il vino resta a lungo sulle bucce per prendere colore e struttura.
Poi passa circa 24 mesi in legno, fra tonneaux e botti grandi. Il legno non deve coprire il frutto: serve a dare rotondità. Prima di uscire, il vino riposa ancora un anno in bottiglia.
Degustazione
Nel bicchiere il Barolo Brunate 2019 è rosso granato brillante, con riflessi ancora rubino.
Al naso si apre con ciliegia e fragola, poi arriva la viola. Dopo qualche minuto escono note di liquirizia e spezie dolci.
In bocca è pieno ma non pesante. I tannini sono presenti e ben fatti, la freschezza tiene il sorso vivo. Il finale è lungo e torna sui fiori e sul frutto rosso.
Va servito a 18-20 gradi, in un calice ampio. Conviene aprire la bottiglia un’ora prima.
A tavola chiede piatti importanti. Prova questo vino con un brasato al Barolo, con lo stufato, con la selvaggina o con un arrosto della domenica. Bene anche con i formaggi stagionati.
Vuoi confrontare i cru di Ceretto? Accanto al Brunate trovi il Barolo Bricco Rocche 2019, dalla collina della cantina, il Barolo Prapò 2019 di Serralunga d’Alba e il Barolo Bussia 2019 di Monforte d’Alba.
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