Santenay AOC Rouge Cuvée S 2022 – David Moreau
Il Santenay Cuvée S 2022 è il rosso di villaggio di David Moreau, giovane vignaiolo della Côte de Beaune. È un Pinot Nero in purezza, fresco e succoso, che porta nel calice il carattere di Santenay, l’ultimo grande villaggio a sud della Côte d’Or, prima delle Maranges.
La cantina è in rue de la Bussière, nel cuore del paese. L’hanno fondata i bisnonni di David, e per decenni le uve sono state vendute ai négociant. Nel 2009 David riprende le vigne dai nonni e decide di imbottigliare tutto con il suo nome.
Prima di tornare a casa David Moreau ha fatto esperienza in cantine importanti: Château de Beaucastel nel Rodano, Neudorf in Nuova Zelanda, Olivier Lamy a Saint-Aubin e il Domaine de la Romanée-Conti. Da lì ha portato idee chiare: uva sana, poco intervento e tanta pazienza.
Oggi David Moreau lavora circa 9 ettari tra Bourgogne, Santenay, Maranges, Meursault e Pommard, in lotta ragionata, senza diserbanti. Sull’etichetta c’è un’ape, simbolo del rispetto per la vigna e per chi ci vive.

La Cuvée S porta l’iniziale di Simone, la nonna di David, che lo ha aiutato a partire. Nasce da due parcelle di vecchie vigne piantate nel 1972, tutte e due a circa 250 metri di altitudine.
La prima è Les Cornières, 80 are esposti a sud-est, su un cono di detriti scesi dalla collina. La seconda è Les Charmes Dessus, appena 15 are su marne blu-nere e calcare a crinoidi. Il primo suolo dà frutto e morbidezza, il secondo tensione e sale.
Le viti hanno più di cinquant’anni e molte soffrono di millerandage: acini piccoli, dalla buccia spessa, pochi per grappolo. La resa è bassa, ma il succo è concentrato e pieno di colore. È il segreto della profondità della Cuvée S.
La 2022 è stata un’annata calda e soleggiata in Borgogna, con piogge arrivate al momento giusto. Le uve sono entrate in cantina mature e sane, e i rossi hanno frutto generoso, tannini morbidi e una bella freschezza. Jasper Morris ha dato alla Cuvée S 2022 88-91 punti.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia è manuale, con una selezione dei grappoli in vigna. Una parte delle uve, tra il 15 e il 20%, va in vasca a grappolo intero; il resto è diraspato. La fermentazione parte da sola, con i lieviti indigeni, in vasche di cemento.
Dopo la svinatura la Cuvée S passa in barrique da 228 litri per circa 12 mesi. Solo un quinto dei legni è nuovo: il rovere deve accompagnare il frutto, non coprirlo.
Poi il vino riposa ancora 3-5 mesi in acciaio prima dell’imbottigliamento, per trovare equilibrio e finezza. La solforosa è usata con misura e il vino arriva in bottiglia pulito, preciso e già piacevole.
Degustazione
Nel calice la Cuvée S 2022 ha un colore rosso rubino brillante, di media intensità, con riflessi violacei.
Al naso arrivano ciliegia, lampone e ribes rosso, poi viola, un tocco di sottobosco e una leggera nota di spezie dolci.
In bocca è succoso e fresco, di medio corpo, con tannini fini e ben integrati. Il frutto è maturo ma mai pesante, e il finale è lungo, sapido e appena speziato. Un Pinot Nero unico per il rapporto tra finezza e sostanza.
Va servito a 15-16 gradi, in un calice ampio da Borgogna. Si beve bene già oggi e migliora negli anni, fino al 2034.
A tavola sta benissimo con pollo arrosto, anatra, coniglio, piatti ai funghi, salumi e formaggi a pasta molle.
Se ami lo stile di David Moreau, prova anche il Bourgogne Rouge Sous Montot, Pinot Nero più semplice e immediato, o il bianco Aligoté Les Tilles.
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