Santenay AOC Rouge Cuvée S 2020 – David Moreau
La Cuvée S 2020 di David Moreau è un Santenay rosso che ha già qualche anno di bottiglia alle spalle. È un Pinot Nero in purezza da vecchie vigne, nato in un’annata calda e generosa, oggi pronto a mostrare tutta la sua profondità.
Santenay è l’ultimo villaggio a sud della Côte de Beaune, dove la Côte d’Or lascia il posto alle Maranges. Qui i rossi hanno più struttura che altrove nella zona, con una nota terrosa e minerale che li rende riconoscibili.
Il domaine è un’azienda di famiglia: lo hanno fondato i bisnonni, e per molto tempo il vino è finito in damigiana o venduto sfuso. Nel 2009 David Moreau prende in mano le vigne dei nonni e comincia a imbottigliare con il suo nome.
La sua formazione è di alto livello. Ha lavorato a Beaucastel, nel Rodano, in Nuova Zelanda da Neudorf, da Olivier Lamy e al Domaine de la Romanée-Conti. In ognuna di queste cantine ha imparato a rispettare l’uva e a non avere fretta.

Oggi David Moreau conduce circa 9 ettari fra Santenay, Maranges, Meursault, Pommard e Bourgogne, in lotta ragionata. L’ape disegnata sulle etichette ricorda che in vigna si lavora senza chimica pesante, lasciando spazio alla vita.
Il nome della Cuvée S è un omaggio alla nonna Simone, che ha creduto in lui all’inizio. Il vino unisce due parcelle piantate nel 1972: Les Cornières, 80 are esposti a sud-est su un cono di detriti, e Les Charmes Dessus, 15 are su marne scure e calcare.
Queste vecchie viti danno pochi grappoli, spesso con acini piccoli e diseguali: è il millerandage. Le bucce spesse e la poca polpa regalano alla Cuvée S colore, concentrazione e tannini fitti.
La 2020 in Borgogna è stata un’annata calda e secca, con una delle vendemmie più precoci di sempre, alla fine di agosto. Le rese sono state basse e le uve molto mature. I rossi sono ricchi e pieni, ma hanno conservato un’acidità sorprendente, che li tiene vivi e freschi.
Vinificazione e Affinamento
Le uve sono raccolte a mano e scelte con cura. In vasca va una quota di grappoli interi, intorno al 15-20%, che dona freschezza e una trama più fine. La fermentazione è spontanea, con i lieviti indigeni, in vasche di cemento.
L’affinamento dura circa 12 mesi in barrique di rovere da 228 litri, con circa il 20% di legno nuovo. Segue un passaggio di 3-5 mesi in acciaio, per lasciare che il vino si assesti prima della bottiglia.
Il lavoro in cantina è leggero: pochi travasi, solforosa con misura, nessuna forzatura. David Moreau vuole che nel bicchiere si senta il suolo, non la tecnica.
Degustazione
Nel calice la Cuvée S 2020 si presenta rosso rubino intenso, con i primi riflessi granati sull’unghia.
Al naso è più scuro della media dei Santenay: amarena, mora e prugna, poi spezie, cuoio leggero, foglia secca e un fondo di terra umida. Il tempo in bottiglia ha aggiunto complessità.
In bocca è pieno e avvolgente, con tannini maturi e una vena fresca che allunga il sorso. Il finale è lungo, caldo e minerale. Un rosso unico per chi ama i Pinot Nero di Borgogna con qualche anno in più.
Va servito a 16 gradi, in un calice ampio. La Cuvée S 2020 è nella sua finestra migliore e può aspettare ancora fino al 2030.
A tavola accompagna bene arrosti di vitello, anatra, selvaggina da piuma, piatti al tartufo e formaggi stagionati come il Comté.
Per conoscere meglio David Moreau prova anche il Bourgogne Rouge Sous Montot e il bianco Aligoté Les Tilles.
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