Barolo DOCG Bussia 2019 – Ceretto
Ceretto firma il Barolo Bussia con le uve di una vigna piccolissima a Monforte d’Alba. È uno dei cru più rari della famiglia: poche bottiglie, da una parcella di meno di un ettaro.
Ceretto è un nome che in Langa conoscono tutti. La cantina nasce ad Alba negli anni Trenta, con Riccardo. Sono poi i figli Bruno e Marcello a comprare le vigne e a far conoscere i loro Barolo nel mondo.
Oggi in azienda lavora la terza generazione: Alessandro, Federico, Lisa e Roberta. Ognuno ha il suo compito, fra vigna, cantina e rapporti con chi beve i loro vini.
Con loro è arrivata una scelta netta. Dal 2015 le vigne sono certificate biologiche: niente diserbanti e niente prodotti di sintesi. Lo scopo è lasciare una terra viva a chi verrà dopo.
Accanto al vino, la famiglia ha sempre dato spazio all’arte e alla cucina. È un modo di raccontare le Langhe che va oltre la bottiglia.

La vigna del Barolo Bussia
Bussia è una delle menzioni più grandi di tutto il Barolo. Copre quasi 300 ettari sulle colline di Monforte d’Alba, con tante esposizioni e tanti suoli diversi.
Per questo, dentro la Bussia, conta molto il punto preciso. La parcella di Ceretto è considerata il cuore di Bussia Soprana, la parte alta e più vocata della collina.
È una vigna di circa sette decimi di ettaro, a circa 350 metri. Guarda a sud e sud-ovest e prende il sole dal mezzogiorno fino a sera.
Il terreno è fatto di marne di Sant’Agata Fossili, chiare e ricche di calcare. Su questi suoli il Nebbiolo dà vini eleganti e profumati, con tannini fini.
Le viti sono state piantate negli anni Novanta. Oggi sono mature e danno grappoli piccoli e concentrati. Sono loro a dare al Barolo Bussia la sua finezza.
Ceretto e il 2019
Il 2019 è partito con un inverno lungo, fino a febbraio. La primavera è stata fresca e piovosa e ha rallentato la vigna.
La produzione è scesa un poco, ma le uve sono arrivate in equilibrio. È un’annata che in Langa ha dato vini classici, adatti a durare. Per il Barolo Bussia vuol dire profumi netti e un sorso disteso, senza eccessi.
Vinificazione e Affinamento
Le uve della Bussia viaggiano da Monforte a Bricco Rocche, la cantina di Castiglione Falletto dove la famiglia fa i suoi cru. Qui si vinificano a parte, per non perdere il carattere della vigna.
La macerazione sulle bucce è lunga. Poi il vino affina in legno e in bottiglia: il disciplinare chiede almeno 38 mesi prima della vendita, di cui 18 in legno.
Degustazione
Il Barolo Bussia 2019 ha un colore granato brillante, trasparente come vuole il Nebbiolo.
Al naso è fine e floreale. Si sentono la rosa, la viola e il lampone, poi le spezie, la liquirizia e un ricordo di erbe di montagna.
In bocca è pieno ma elegante. I tannini sono setosi, l’acidità è viva e il finale lungo torna sui fiori.
Servilo a 16-18 gradi, in un calice largo, dopo averlo aperto un’ora prima. È buono già ora e crescerà ancora per anni.
A tavola sta bene con la finanziera, il vitello al forno, il coniglio e i formaggi di media stagionatura. Con un uovo al tegamino e tartufo bianco è un classico di Langa.
Il Barolo Bussia mostra il lato più gentile di Ceretto. Mettilo a confronto con il Brunate 2019 di La Morra e con il Prapò 2019 di Serralunga. Per conoscere lo stile della casa c’è il Barolo DOCG 2020.
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