Barolo Docg 2020 – Castello di Verduno
Il Barolo di Castello di Verduno è un Nebbiolo in purezza che viene dalle colline di Verduno, il paese più a nord delle undici zone della denominazione, sulla riva destra del Tanaro. È un vino classico, profumato e di grande finezza, fatto con i tempi lunghi della tradizione. Da noi trovate l’annata 2020.
Il Castello di Verduno e la famiglia Burlotto
La cantina sta dentro il castello di Verduno, che guarda dall’alto il fiume Tanaro. Nell’Ottocento il castello fu comprato dal re Carlo Alberto di Savoia, che qui fece curare le vigne e la cantina. Dal 1909 è della famiglia Burlotto, che lo abita e ci fa vino ancora oggi.
Oggi la cantina è guidata da Gabriella Burlotto e dal marito Franco Bianco. Le vigne di Verduno danno questo rosso, quelle di Barbaresco, che vengono dalla famiglia di Franco, danno il Barbaresco. Poche cantine in Langa fanno entrambi i grandi Nebbiolo con uve di proprietà.
Verduno, il paese dei profumi
Verduno ha un carattere tutto suo. Le vigne stanno su terreni di marne calcaree, chiari e freschi, e qui il Nebbiolo dà vini meno duri di quelli di Serralunga o Monforte, molto profumati e di grande eleganza. Tra i cru più famosi del paese ci sono Monvigliero e Massara.
Chi conosce le Langhe sa che il Barolo di Verduno si riconosce subito: ha note di fiori e di spezie, una bocca fine e un tannino morbido già da giovane.

Come nasce il Barolo
Le uve fermentano in tini di legno, con una macerazione lunga, di circa 35 giorni, e la rottura del cappello, come si faceva una volta. Così il vino prende colore, profumo e tannino senza forzature.
Poi riposa 32 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia, un mese in acciaio e altri 37 mesi in bottiglia prima di essere messo in vendita. Più di sei anni di attesa tra vendemmia e bicchiere: la legge chiede molto meno, ma qui si preferisce aspettare che il vino sia pronto davvero. Il risultato è una bottiglia già armonica quando arriva sulla vostra tavola.
Com’è nel bicchiere
Alla degustazione il colore è rosso rubino con un’unghia granata, tipica del Nebbiolo che ha passato tanto tempo in legno e in vetro. Al naso c’è tanto: viola e geranio, note balsamiche, sottobosco, frutti rossi, confettura e spezie dolci.
In bocca è pieno e armonico, con tannini fini e una bella freschezza. Il finale è lungo e profumato. È un vino che si beve bene già oggi, ma che può invecchiare in cantina per molti anni.
Apritelo un’ora o due prima e servitelo a 16-18 gradi in un calice ampio.
A tavola
Il Barolo di Castello di Verduno è un vino da piatti importanti, che ama la cucina piemontese della festa e i sapori decisi dell’autunno, quando arrivano funghi, tartufo e selvaggina.
Questo rosso è il compagno giusto per il brasato al Barolo, la selvaggina e l’agnello. Provatelo con il risotto al tartufo, con le tagliatelle ai porcini e con formaggi stagionati come il Castelmagno e il Parmigiano Reggiano.
Gli altri vini della cantina e della zona
Dalle vigne di Barbaresco, Castello di Verduno fa anche il Barbaresco Rabajà 2020: aprirli insieme è il modo migliore per capire come cambia il Nebbiolo da una collina all’altra. Tutte le bottiglie della cantina sono nella pagina Castello di Verduno.
Se volete fare un confronto con altre cantine, provate il Classico di Oddero, il 2019 di Diego Conterno e il 2020 di Ceretto. Scopri tutti i vini del Piemonte e i rossi da Nebbiolo.









