Barolo DOCG 2019 – Diego Conterno
Diego Conterno è uno di quei nomi che a Monforte d’Alba non hanno bisogno di presentazioni. La sua storia si intreccia con quella del Barolo moderno: nel 1982 fonda insieme ai cugini Claudio e Guido Fantino la celebre Conterno Fantino, azienda che contribuisce a portare i vini di Monforte sulla mappa internazionale. Ma nel 2000 Diego sente il bisogno di tornare a un’idea di vino più personale, più vicina alla terra e alla tradizione. Vende la sua quota, si riprende le sue vigne — compreso un pezzo prezioso del cru Ginestra, che la famiglia coltiva da oltre 150 anni — e riparte da zero.
La prima annata firmata Diego Conterno è il Barolo Ginestra 2003: poco più di milletrecento bottiglie, un atto di fede prima ancora che un debutto commerciale.
Oggi l’azienda conta sette ettari e mezzo di vigneto, di cui due nel cuore della Ginestra, con il celebre versante Sorì esposto in pieno sud e piantato nel 1982. Le altre parcelle si distribuiscono tra i vigneti di San Pietro, Pajana e Gri — dal piemontese “grigio”, per via delle marne grigie che caratterizzano il suolo. La cantina sorge su una collina alle porte di Monforte, circondata dalle vigne che guarda dall’alto: una scelta tutt’altro che casuale, perché per Diego il vino nasce in vigna e la cantina deve solo accompagnarlo.
Accanto a Diego lavora oggi il figlio Stefano, enologo, che rappresenta la seconda generazione e porta energia nuova senza tradire l’impostazione paterna. Insieme conducono l’azienda in regime biologico certificato: lavorazioni manuali, attenzione maniacale a ogni parcella, selezioni severissime in vendemmia. In cantina la filosofia è dichiaratamente tradizionale: fermentazioni lente con lieviti indigeni, macerazioni rispettose, affinamenti in botte grande e vasche di cemento, con un uso sempre più ridotto del legno piccolo. Niente forzature, niente estrazioni muscolari: il Nebbiolo di Monforte ha già tutto — struttura, tessitura, mineralità, longevità — e il compito del vignaiolo è non rovinarlo.
La filosofia di casa Conterno è semplice e disarmante: quando assaggi un vino devi ritrovarci il carattere del territorio. Ogni etichetta racconta un pezzo delle Langhe di Monforte d’Alba, dalle più immediate alle più profonde: il Dolcetto e la Barbera Ferrione per la tavola di tutti i giorni, la rara Nascetta — unico vitigno bianco autoctono di Langa — per chi cerca qualcosa fuori dagli schemi, il Nebbiolo Baluma come porta d’ingresso al mondo Conterno, e poi i Barolo: il Comune di Monforte, Le Coste di Monforte e il Ginestra, vertice assoluto della produzione.
Quello che colpisce, in un panorama in cui i prezzi dei grandi Barolo corrono senza freni, è che i vini di Diego Conterno restano onesti e accessibili, fedeli a un’idea artigianale del mestiere. Vini classici e identitari, austeri quanto basta, capaci di invecchiare ma anche di farsi bere con gioia. Non a caso “Baluma”, in dialetto piemontese, significa “balliamo”: perché il vino, prima di essere analisi e punteggi, per i Conterno resta una festa.
Le uve per il Barolo DOCG di Diego Conterno provengono dai vigneti baciati dal sole situati nel comune di Monforte d’Alba dove le condizioni climatiche ideali sono essenziali per la produzione di vini di qualità eccellente. La vendemmia viene effettuata manualmente, garantendo che solo i grappoli migliori siano utilizzati per la produzione del vino. Durante il processo di vinificazione, il produttore segue metodi tradizionali: dopo la raccolta le uve vengono delicatamente pressate e fermentate in acciaio inox.
La macerazione prolungata permette di estrarre intensamente gli aromi e il colore. Successivamente il vino matura in grandi botti di legno sviluppando una complessità maggiore e affinando i tannini. Un uso limitato di solfiti preserva il carattere autentico del vino.
Degustazione
Note di ciliegie mature si fondono con cioccolato, note tostate e spezie. Un accenno di tartufo e un delicato sentore di rosa e piccoli frutti completano il tutto. Al palato il vino è corposo e avvolgente con tannini ben amalgamati. La frutta e le spezie si intrecciano perfettamente. Equilibrio fresco-sapido sorprendente!
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