Dolcetto d’Alba DOC 2023 – Diego Conterno
Diego Conterno è uno di quei nomi che a Monforte d’Alba non hanno bisogno di presentazioni. La sua storia si intreccia con quella del Barolo moderno: nel 1982 fonda insieme ai cugini Claudio e Guido Fantino la celebre Conterno Fantino, azienda che contribuisce a portare i vini di Monforte sulla mappa internazionale. Ma nel 2000 Diego sente il bisogno di tornare a un’idea di vino più personale, più vicina alla terra e alla tradizione. Vende la sua quota, si riprende le sue vigne — compreso un pezzo prezioso del cru Ginestra, che la famiglia coltiva da oltre 150 anni — e riparte da zero.
La prima annata firmata Diego Conterno è il Barolo Ginestra 2003: poco più di milletrecento bottiglie, un atto di fede prima ancora che un debutto commerciale.
Oggi l’azienda conta sette ettari e mezzo di vigneto, di cui due nel cuore della Ginestra, con il celebre versante Sorì esposto in pieno sud e piantato nel 1982. Le altre parcelle si distribuiscono tra i vigneti di San Pietro, Pajana e Gri — dal piemontese “grigio”, per via delle marne grigie che caratterizzano il suolo. La cantina sorge su una collina alle porte di Monforte, circondata dalle vigne che guarda dall’alto: una scelta tutt’altro che casuale, perché per Diego il vino nasce in vigna e la cantina deve solo accompagnarlo.
Accanto a Diego lavora oggi il figlio Stefano, enologo, che rappresenta la seconda generazione e porta energia nuova senza tradire l’impostazione paterna. Insieme conducono l’azienda in regime biologico certificato: lavorazioni manuali, attenzione maniacale a ogni parcella, selezioni severissime in vendemmia. In cantina la filosofia è dichiaratamente tradizionale: fermentazioni lente con lieviti indigeni, macerazioni rispettose, affinamenti in botte grande e vasche di cemento, con un uso sempre più ridotto del legno piccolo.
Niente forzature, niente estrazioni muscolari: il Nebbiolo di Monforte ha già tutto — struttura, tessitura, mineralità, longevità — e il compito del vignaiolo è non rovinarlo.
La filosofia di casa Conterno è semplice e disarmante: quando assaggi un vino devi ritrovarci il carattere del territorio. Ogni etichetta racconta un pezzo delle Langhe di Monforte d’Alba, dalle più immediate alle più profonde: il Dolcetto e la Barbera Ferrione per la tavola di tutti i giorni, la rara Nascetta — unico vitigno bianco autoctono di Langa — per chi cerca qualcosa fuori dagli schemi, il Nebbiolo Baluma come porta d’ingresso al mondo Conterno, e poi i Barolo: il Comune di Monforte, Le Coste di Monforte e il Ginestra, vertice assoluto della produzione.
Quello che colpisce, in un panorama in cui i prezzi dei grandi Barolo corrono senza freni, è che i vini di Diego Conterno restano onesti e accessibili, fedeli a un’idea artigianale del mestiere. Vini classici e identitari, austeri quanto basta, capaci di invecchiare ma anche di farsi bere con gioia. Non a caso “Baluma”, in dialetto piemontese, significa “balliamo”: perché il vino, prima di essere analisi e punteggi, per i Conterno resta una festa.
Le uve Dolcetto in questo caso macerano con le bucce per circa 7-8 giorni, per poi proseguire con la fase di maturazione, svolta sia in acciaio che in cemento.
Degustazione
Si apre con un bouquet fresco e invitante, dominato da sentori di ciliegia, prugna e piccoli frutti rossi come lampone e ribes. Si percepiscono delicate note floreali di viola e un leggero accenno di sfumature speziate. Un’entusiasmante freschezza e morbidezza. I tannini sono presenti ma vellutati cedendo al vino una struttura piacevole senza risultare invasiva. I sapori fruttati di ciliegia e prugna tornano dopo il sorso.













