Metodo Classico Soldati Brut – La Scolca
La Scolca è una delle cantine storiche del Gavi, in provincia di Alessandria. Il Soldati Brut è il suo spumante classico: 100% Cortese, la stessa uva del famoso bianco di Gavi, lasciato a lungo sui lieviti.
La famiglia Soldati è qui dal 1919. Nel 1959 Vittorio Soldati comincia a vendere il Gavi con il proprio nome. Nel 1968 registra il marchio “Gavi dei Gavi“, che diventa l’etichetta simbolo della casa.
Il figlio Giorgio Soldati lavora per far crescere tutta la zona. Il Gavi ottiene la DOC nel 1974 e la DOCG nel 1998. Giorgio è tra i fondatori del Consorzio e ne è il primo presidente.
Oggi l’azienda è guidata da Chiara Soldati, la quarta generazione.

Il Cortese de La Scolca fra Gavi e Novi Ligure
La Scolca coltiva circa 50 ettari di Cortese fra Novi Ligure e Gavi.
Per lo spumante si scelgono le uve delle colline alte di Rovereto Superiore. Lassù l’aria è più fresca e l’uva conserva una bella acidità, la base giusta per le bollicine.
La zona del Gavi comprende 11 comuni nel sud della provincia di Alessandria. Le vigne stanno fra i 180 e i 450 metri di quota, su colline che guardano verso la Liguria.
I suoli sono di marne, calcare e argilla. Nelle vigne de La Scolca prevale l’argilla, che dà corpo al vino. Il mare, a circa 30 chilometri, manda brezze che asciugano i grappoli. Le vigne de La Scolca godono anche delle notti fresche portate dagli Appennini.
Perché scegliere il Soldati Brut
Il Cortese è un’uva bianca poco conosciuta fuori dal Piemonte. Dà vini freschi, con profumi di fiori e un finale che ricorda la mandorla.
Questo spumante mostra un volto diverso del Cortese. La lunga sosta in bottiglia aggiunge cremosità e profumi di pane, senza togliere la freschezza dell’uva. È un metodo classico italiano che non imita nessuno. Il Soldati Brut nasce proprio da questa idea: far parlare il Cortese anche con le bollicine.
Vinificazione e Affinamento
Le uve si raccolgono e si vinificano in bianco. Il vino base è solo Cortese.
Poi si imbottiglia per la seconda fermentazione, quella che crea le bollicine. È il metodo classico, lo stesso dello Champagne e del Franciacorta.
Per il Soldati Brut la cantina non ha fretta. Le bottiglie restano sui lieviti per almeno 36 mesi. In questo tempo il vino diventa più ampio e la bollicina più fine. Poi arriva la sboccatura, che toglie i lieviti. Il consiglio della cantina è di berlo entro 3 anni dalla sboccatura.
Degustazione
Il colore è paglierino tenue, brillante e vivo. Le bollicine salgono fitte e sottili.
Al naso il Soldati Brut si apre su note di frutta, poi di fiori bianchi. Seguono i profumi di lievito e di crosta di pane. Col tempo nel bicchiere arrivano miele e spezie dolci.
In bocca è pieno e pulito. La freschezza tiene il sorso dritto. Il finale è lungo, con la tipica nota di mandorla del Cortese.
Servilo a 8 gradi, in un calice ampio che lasci spazio ai profumi. Una volta aperto, chiudi la bottiglia con un tappo per spumanti e tienila in frigo.
È un ottimo aperitivo, ma secondo la cantina accompagna tutto il pasto. Provalo con fritti di pesce, crudi, risotti alle verdure o carni bianche. Sta bene anche con i formaggi freschi e con una focaccia ligure appena sfornata.
Della stessa linea fanno parte il Pas Dosé Soldati, ancora più secco, e il Brut Rosè Soldati, con un tocco di Pinot Nero. Per altri spumanti guarda la nostra selezione di bollicine.
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