Vin de France “L’Ouverture” 2020 – Maison Glandien
Maison Glandien è una delle novità più cercate della Borgogna, e L’Ouverture è il vino che apre la sua gamma: un rosso di Pinot Nero e Gamay, leggero, succoso e pieno di energia. Dietro c’è Tino Kuban, giovane vignaiolo nato a Berlino, che ha studiato viticoltura ed enologia in Germania prima di innamorarsi dei vini naturali francesi.
Prima di mettersi in proprio, Tino lavora in alcune delle cantine più stimate al mondo. Tra il 2015 e il 2017 passa da Dard & Ribo nel Rodano, da Pierre Overnoy, Domaine de la Tournelle e Jean-François Bornard nel Jura, poi da Mullineux in Sudafrica e da Felton Road e Burn Cottage in Nuova Zelanda. Da tutti impara lo stesso principio: poco intervento e molta attenzione all’uva.
Nel 2018 arriva in Borgogna. A Meursault rileva un piccolo domaine e lo chiama Les Jardins Vivants: un ettaro e mezzo di vigne coltivate con pali di legno, all’antica, con rese bassissime. Nello stesso anno nasce Maison Glandien, con appena quattro botti. Dal 2020 diventa un vero micro-négoce, e la cantina trova casa a Saint-Aubin.

Maison Glandien non compra vino già fatto: compra solo uva, e la vendemmia la fa la sua squadra, a mano. I viticoltori sono scelti uno per uno e lavorano tutti in biologico o biodinamica. Le vigne sono soprattutto nella Côte Chalonnaise, a Mercurey, Cheilly-lès-Maranges, Saint-Jean-de-Vaux e Aluze, poi nelle Hautes-Côtes, nel Jura, in Alsazia e nel Beaujolais, da dove arriva il Gamay.
Tutti i vini escono come Vin de France. Così Tino è libero di unire uve e zone diverse, come fa proprio con L’Ouverture, senza seguire le regole delle denominazioni. È la stessa scelta di molti vignaioli naturali francesi: chi ama questo stile può provare anche l’Amour Vache di Vin Noé, un altro Gamay dal carattere libero.
Lo stile della casa è chiaro fin dal primo sorso: vini leggeri ma profondi, poco alcolici, con tanto frutto e una freschezza che li rende facili da bere. Tino cerca la purezza dell’uva, non la potenza. Per questo lavora con calma, assaggia spesso e interviene il meno possibile, lasciando che ogni vigna racconti il suo suolo e la sua annata.
La gamma è divisa in linee. L’Ouverture, come dice il nome, è la porta d’ingresso: vini da bere giovani, golosi e immediati, che però non rinunciano alla finezza. Dal 2022 si aggiunge la linea L’Origine, con vini da singole vigne. In cima ci sono le poche bottiglie di Les Jardins Vivants, coltivate e vinificate da Tino in persona.
Le bottiglie sono poche e vanno a ruba tra enoteche e ristoranti di tutta Europa. Il L’Ouverture 2020 ha raccolto ottimi giudizi: 92 punti da Tim Atkin e quasi 92 di media dagli appassionati su CellarTracker. Il 2020 è stata un’annata calda e solare in Borgogna, che ha dato uve mature e sane, con frutto ricco e tannini morbidi.
Vinificazione e Affinamento
L’Ouverture nasce da Pinot Nero e Gamay. I grappoli fermentano interi, con i soli lieviti indigeni e lunghe macerazioni. Il vino affina in botti usate da 228 litri per circa un anno, senza solfiti fino all’imbottigliamento, quando Maison Glandien ne aggiunge appena una piccola dose. Non è chiarificato né filtrato.
Degustazione
L’Ouverture 2020 è di un rosso rubino chiaro e luminoso. Al naso porta ciliegia rossa, ribes e fragola, con un tocco di spezie dolci. In bocca è fresco, scorrevole e cremoso, con tannini fini e un finale sapido che invita al secondo bicchiere. Servito a 14-16 gradi, è perfetto con salumi, pollame, carni bianche, funghi e formaggi non troppo stagionati. Si beve bene già oggi, ed è un rosso ideale anche per chi si avvicina per la prima volta ai vini naturali.
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