Barolo Castiglione Docg 2018 – Vietti
Vietti è una delle case storiche del Barolo. Nasce alla fine dell’Ottocento a Castiglione Falletto, dove ha ancora oggi la cantina, nella piazza del paese. Il fondatore è Carlo Vietti; nel 1917 il figlio Mario torna dall’America e punta tutto sulla qualità.
Alla fine degli anni Cinquanta arrivano la figlia Luciana e il marito Alfredo Currado, enologo. Sono loro a firmare, nel 1961, uno dei primi Barolo da singola vigna, il Rocche di Castiglione. Nel 1967 fanno anche il primo Roero Arneis in purezza.
Dal 1974 la casa è famosa per le etichette d’autore, disegnate da artisti. Negli anni Novanta il testimone passa al figlio Luca Currado con la moglie Elena. Dal 2016 la cantina è della famiglia Krause, che ha aggiunto nuove vigne nel Barolo e nel Barbaresco.
Il Barolo Castiglione è il vino che racconta lo stile della casa. Non nasce da una sola vigna, ma da più parcelle in diversi comuni della zona. Oggi la cantina lo chiama semplicemente “Barolo”, ma per molti appassionati resta il Castiglione.

Le vigne
Le uve vengono da piccoli vigneti in vari comuni del Barolo, fra cui Castiglione Falletto, La Morra e Serralunga d’Alba. Ogni comune dà qualcosa: profumi da una parte, struttura dall’altra, finezza da un’altra ancora.
Il suolo è calcareo e argilloso. Le viti hanno fra i 10 e i 45 anni, sono allevate a Guyot e piantate fitte, circa 4.500 per ettaro. L’uva è solo Nebbiolo, come vuole il disciplinare.
L’annata 2018
La 2018 è stata un’annata con una primavera piovosa e un’estate calda. Ha dato Barolo meno potenti di altre annate, ma eleganti, profumati e pronti prima. La vendemmia del Barolo Castiglione di Vietti è stata fatta a mano, a inizio ottobre.
Per chi ama il Barolo classico è un’annata da non perdere: si apre già bene oggi e regge ancora a lungo in cantina.
Vinificazione e Affinamento
Da Vietti ogni vigna viene vinificata e affinata da sola. Solo alla fine i vini vengono uniti, poco prima dell’imbottigliamento. È un lavoro lungo, ma permette di scegliere il meglio di ogni parcella.
La fermentazione dura circa tre o quattro settimane in acciaio, con il cappello sommerso e una macerazione lunga prima e dopo. La malolattica si fa nel legno. Il vino matura poi per circa 30 mesi, soprattutto in botti grandi e in piccola parte in barrique. Va in bottiglia senza filtrazione.
Degustazione
Nel calice il Barolo Castiglione 2018 di Vietti è rosso rubino con riflessi granati.
Al naso arrivano prugna, ciliegia rossa e nera, amarena e petali di rosa, poi note di tabacco e di spezie dolci.
In bocca è pieno e potente, con tannini già ben fusi e una bella freschezza. Tornano le erbe di montagna e il finale chiude lungo, su note di cuoio. Ha 14,5 gradi, ma non pesa.
Chi lo apre oggi trova un Barolo già pronto e generoso. Chi lo aspetta qualche anno vede crescere le note di sottobosco, di tartufo e di terra, come succede ai grandi Nebbiolo. Conviene stapparlo un paio d’ore prima, o versarlo in un decanter.
Va servito a 16-18 gradi, in un calice ampio.
A tavola sta bene con i brasati al vino, gli arrosti, la selvaggina e il cinghiale in umido. È perfetto anche con i ravioli al plin, le lasagne al ragù e il risotto al tartufo. Ed è un regalo sicuro per chi ama il Piemonte.
Il Barolo Castiglione di Vietti è il modo migliore per conoscere questa cantina. Chi poi vuole andare oltre può cercare i suoi cru, a partire dal Rocche di Castiglione.
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