Brunello di Montalcino Docg 2021 – Il Marroneto
Il Marroneto rappresenta una delle espressioni più autentiche e identitarie del territorio di Montalcino, una realtà che ha saputo costruire nel tempo un prestigio solido grazie a coerenza stilistica, rispetto della tradizione e profonda conoscenza del Sangiovese. La storia della cantina inizia nel 1974, quando Giuseppe Mori, insieme alla famiglia, decide di recuperare un antico edificio medievale risalente al XIII secolo, situato nella zona di Madonna delle Grazie, a nord del centro storico di Montalcino. Questo edificio era storicamente utilizzato per l’essiccazione delle castagne, i “marroni”, da cui deriva il nome stesso della cantina.
Fin dalle origini, Il Marroneto si è distinta per una dimensione volutamente artigianale. L’azienda si sviluppa su una superficie vitata contenuta, circa 5–6 ettari, coltivati esclusivamente a Sangiovese grosso, scelta che riflette una visione produttiva focalizzata sulla purezza espressiva e sull’identità territoriale. I vigneti si trovano a un’altitudine di circa 400 metri sul livello del mare, su suoli prevalentemente sabbiosi di origine marina, poveri ma ben drenanti, ideali per favorire finezza aromatica, eleganza e verticalità nei vini.
La conduzione agricola segue criteri di massimo rispetto dell’ambiente e della pianta. La famiglia Mori pratica una viticoltura attenta e non interventista, con lavorazioni manuali, basse rese e un’osservazione costante del ciclo vegetativo della vite. L’obiettivo non è mai quello di forzare la natura, ma di accompagnarla, lasciando che ogni annata si esprima in modo sincero e irripetibile. Questo approccio si traduce in uve sane, equilibrate e ricche di complessità, fondamentali per vini longevi e profondi.
La cantina vera e propria riflette la stessa filosofia essenziale e tradizionale. Gli spazi sono semplici, funzionali, dominati dall’uso di grandi botti di rovere di Slavonia, che consentono affinamenti lunghi e graduali senza sovrastare il carattere varietale del Sangiovese. Qui il tempo è un alleato fondamentale: Il Marroneto non ha mai inseguito le mode del mercato, preferendo uno stile classico, fatto di eleganza, equilibrio e capacità di invecchiamento.
Un ruolo centrale nella storia recente della cantina è ricoperto da Alessandro Mori, figlio di Giuseppe, che ha saputo proseguire il lavoro del padre con grande sensibilità e rigore. Sotto la sua guida, Il Marroneto è diventato un vero punto di riferimento per gli appassionati di Brunello di Montalcino di impronta tradizionale, mantenendo una produzione limitata ma di altissimo livello qualitativo.
Oggi Il Marroneto è considerata una delle cantine simbolo di Montalcino, apprezzata in tutto il mondo per la sua capacità di interpretare il territorio con autenticità e precisione. Ogni bottiglia è il risultato di una filosofia coerente, di una storia familiare e di un profondo legame con la terra, elementi che rendono questa cantina una delle più rispettate e ricercate dell’intera denominazione.
Vinificazione:
La vinificazione del Brunello di Montalcino de Il Marroneto segue un approccio rigorosamente tradizionale, coerente con la filosofia artigianale e non interventista della cantina. Le uve di Sangiovese grosso provengono esclusivamente dai vigneti aziendali situati nella zona di Madonna delle Grazie, raccolte manualmente al momento della piena maturazione fenolica, con un’accurata selezione dei grappoli direttamente in vigna.
Dopo la diraspatura, la fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata, senza forzature, per preservare l’integrità aromatica del vitigno e l’espressione dell’annata. La macerazione sulle bucce si protrae generalmente per circa 10–12 giorni, con rimontaggi delicati e interventi minimi, finalizzati a estrarre colore, struttura e tannini in modo equilibrato, senza eccessi.
Terminata la fermentazione, il vino viene trasferito in grandi botti di rovere di Slavonia, dove svolge naturalmente la fermentazione malolattica e inizia un lungo periodo di affinamento. L’elevage dura circa 36–39 mesi, durante i quali il Brunello evolve lentamente, affinando la trama tannica e sviluppando complessità senza perdere freschezza ed eleganza. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia prima della commercializzazione, nel pieno rispetto del disciplinare, dando origine a un vino fedele al territorio e alla tradizione di Montalcino.
Note di degustazione:
Al naso è un’esplosione di eleganza e precisione: la ciliegia fresca e la marasca aprono il bouquet, seguite da note di violetta, rosa selvatica e fiori di campo essiccati. Emergono poi sfumature di spezie dolci — cannella, cardamomo, pepe bianco — e un sottofondo di incenso e terra umida che richiamano il carattere minerale e settentrionale del terroir. Con il tempo nel calice si aprono sentori di agrumi rossi, melograno e una delicata nota balsamica che aggiunge freschezza e complessità.
In bocca il vino è di corpo medio-pieno, con una tessitura sorprendentemente setosa per un Brunello così giovane. L’acidità vibrante e tagliente — cifra stilistica di questa annata 2021 — sostiene un frutto preciso e nitido, mai opulento. I tannini sono fini, ben integrati e di straordinaria maturità: non mordono, ma accompagnano il sorso con una presa elegante e persistente. Il palato rivela ciliegia aspra, lampone, scorza d’arancia rossa e un tocco di liquirizia che ritorna nel finale, lungo, sapido e di grande slancio verticale.
Un Brunello di rara finezza, capace di esprimere già oggi il carattere aristocratico de Il Marroneto, ma destinato a una longevità eccezionale
Premi e riconoscimenti:
James Suckling 98/100Vinous
Antonio Galloni 97/100
Wine Advocate (Monica Larner)95/100
Jancis Robinson 17,5/20
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