Verdicchio di Matelica Doc “Caecus” 2023 – I Tre Monti
I Tre Monti è una minuscola azienda agricola marchigiana adagiata alle pendici del Monte San Vicino, in Contrada San Giovanni, nel cuore del territorio di Matelica. È qui, tra i rilievi dell’Alta Vallesina, che Lorenzo Montesi — classe 1990, laureato in storia — ha scelto nel 2008 di raccogliere l’eredità della proprietà di famiglia, affiancato dalla madre. Terreni un tempo appartenuti alla famiglia Pettinelli, custoditi per generazioni, che nel 2009 hanno accolto un nuovo vigneto interamente dedicato al Verdicchio.
La scelta è tutt’altro che casuale. Matelica è l’unica denominazione marchigiana del Verdicchio a svilupparsi in una valle interna, chiusa e non mitigata dal mare: un anfiteatro montano dove il clima è nettamente continentale, con marcate escursioni termiche tra il giorno e la notte. Sono proprio questi sbalzi a scolpire l’identità del vino: acidità tesa, aromi finissimi, una verticalità che distingue il Verdicchio di Matelica dal più noto cugino dei Castelli di Jesi.
È un Verdicchio di montagna, sottile e nervoso, che qui trova una delle sue espressioni più intime. Un piccolo territorio di nicchia, capace però di regalare bianchi di rara longevità e tensione. Le vigne, giovani ma già espressive, affondano le radici in suoli di matrice calcareo-argillosa, a un’altitudine che regala freschezza e slancio anche nelle annate più calde.
L’azienda coltiva appena tre ettari e da questi ricava un solo, prezioso vino: il Caecus. Una produzione volutamente ridotta — poche migliaia di bottiglie l’anno — che nasce dalla selezione delle uve migliori e da una conduzione agronomica artigianale, seguita in prima persona da Lorenzo. La vinificazione è affidata alla vicina e storica Cantine Belisario, punto di riferimento di tutta Matelica, con la consulenza dell’enologo Roberto Potentini: una collaborazione che unisce la dimensione familiare del progetto alla competenza tecnica di chi conosce ogni sfumatura del territorio.
Ma I Tre Monti non sarebbe la stessa realtà senza la storia che porta con sé. Il nome Caecus — “cieco” in latino — è un omaggio a Monsignor Luigi Pettinelli (1855-1930), sacerdote missionario, antenato della famiglia e a sua volta piccolo produttore di vino. Rientrando dalle sue missioni in giro per il mondo, Luigi tornava a Matelica per dedicarsi alle proprie viti, proprio dove oggi sorge l’agriturismo Da Foschetta, cuore ricettivo dell’azienda. Negli ultimi anni della sua vita, ormai completamente cieco, continuò a scrivere e a coltivare, affidandosi al Braille.
Da questa vicenda commovente nasce un primato: il Caecus è il primo vino italiano con l’etichetta scritta anche in Braille, leggibile con le dita da chi non può vederla. Un gesto di gentilezza — “un vino gentile per persone gentili”, come ama definirlo la famiglia — che trasforma una bottiglia in un piccolo atto di inclusione.
Attorno al vigneto ruota poi un’intera dimensione agricola e di ospitalità: l’agriturismo Da Foschetta, l’accoglienza, un legame profondo con la terra e con la memoria di chi l’ha custodita. In tempi recenti al Caecus si è affiancata una seconda etichetta, il rosso Borgaruccio, Colli Maceratesi, a completare un progetto comunque minuscolo e fedele a sé stesso.
I Tre Monti rappresenta così una delle voci più autentiche e poetiche di Matelica: un’azienda che non insegue i numeri, ma la qualità, la coerenza e una storia da raccontare. Ogni bottiglia di Caecus è insieme un vino di territorio e un omaggio alla memoria — la prova che anche pochi filari, coltivati con amore, possono dire qualcosa di grande.
Il vigneto si trova in località San Giovanni a 420 metri di altitudine, su terreno sciolto, con esposizione a sud e impianto del 2008 allevato a guyot con densità di 3100 ceppi per ettaro e sesto di 2,8 × 1,1 metri. L’uva utilizzata è Verdicchio clone matelicese a grappolo serrato, con un carico di circa venti gemme per ceppo, delle quali le prime quattro sterili. La gestione prevede lavorazioni dell’interfila fino a fine giugno. La vendemmia avviene nella seconda decade di settembre con raccolta manuale in carri da una tonnellata e mezza. La vinificazione si svolge in riduzione con tecnica in bianco.
La fermentazione dura circa ventidue giorni a una temperatura controllata di tredici gradi in serbatoi di acciaio inox da venticinque ettolitri. Il vino matura per dieci mesi in serbatoi di acciaio inox e le chiarifiche sono effettuate sul mosto. L’imbottigliamento avviene nel mese di luglio e la commercializzazione inizia a ottobre.
Degustazione
Vino bianco secco di grande spessore viticolo ed enoico. Colore paglierino fino al leggero oro in piena maturità, riflessi verdi in gioventù, brillante e luminoso. Al naso ricco di aromi secondari riconducibili a ginestra, acacia, biancospino e nello sfondo leggermente fruttato esotico; profilo olfattivo orizzontale, molto ampio, sempre elegante, di buona intensità.
In bocca fragrante, dominato dal patrimonio acidico che lo caratterizza per la grande sapidità, fresco, con un netto sentore di mandorla amara, persistente e piacevolmente asciutto; corposo, equilibrato e suadente. In maturità diviene armonico, dominato da sentori di camomilla, miele, thé secco, complesso al palato finanche salino, molto terziarizzato e minerale.
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