Chambolle-Musigny 1er Cru “Les Cras” 2021 – Roumier
Roumier è uno dei nomi più venerati di tutta la Borgogna e l’incarnazione più autentica dell’anima di Chambolle-Musigny. La sua storia comincia nel 1924, quando Georges Roumier, originario del Charolais, sposa Geneviève Quanquin, giovane del villaggio la cui famiglia possedeva alcune parcelle di vigna: quella dote in filari diventa il nucleo fondativo del domaine. Per anni Georges affianca al proprio lavoro anche la gestione delle vigne del Comte Georges de Vogüé, accumulando una conoscenza intima di questi terroir che resterà nel DNA della casa. Già nel 1945 — pratica rarissima all’epoca — la famiglia comincia a imbottigliare in proprio, scegliendo di firmare i propri vini invece di cederli sfusi al commercio.
Il testimone passa poi a Jean-Marie Roumier, figlio di Georges, sotto la cui guida il domaine cresce con acquisizioni decisive: su tutte, nel 1978, l’accesso alla mitica parcella di Musigny Grand Cru, minuscola e preziosissima, capace di dare poco più di una botte per annata. Dai primi anni Ottanta entra in cantina Christophe Roumier, nipote del fondatore, che assume progressivamente le redini fino a diventarne l’artefice indiscusso. Sotto la sua mano il domaine raggiunge lo status quasi leggendario di cui gode oggi: Christophe è considerato uno dei più grandi vignaioli borgognoni viventi, capace di tradurre ogni annata per ciò che è, senza mai forzarla.
Il domaine si estende su poco meno di dodici ettari, un mosaico di parcelle distribuite tra le denominazioni più prestigiose della Côte de Nuits e non solo. Il cuore resta Chambolle-Musigny, declinato dal livello village ai premier cru più celebri — Les Cras e le eteree Les Amoureuses — fino ai grand cru Bonnes-Mares e Musigny. A questi si affiancano gioielli come il Ruchottes-Chambertin, il Charmes-Chambertin, il raro Corton-Charlemagne bianco e il monopole Clos de la Bussière a Morey-Saint-Denis, unica parcella posseduta per intero. I rossi sono 100% Pinot Noir, il bianco 100% Chardonnay.
La grandezza di Roumier nasce prima di tutto in vigna. Christophe lavora con rispetto assoluto per la pianta e per il suolo, rinunciando alla chimica di sintesi e adottando un approccio vicino al biologico, con rese contenute e un patrimonio di vigne vecchie — alcune risalenti agli anni Venti — che garantisce concentrazione e profondità. In cantina la filosofia è di non intervento: lasciare che ogni climat parli con la propria voce, senza sovrastrutture di legno o estrazioni forzate. Il risultato sono vini di trasparenza cristallina, dalla texture setosa che sembra scivolare più che imporsi, in cui la finezza aromatica e la definizione del terroir prevalgono sempre sulla potenza.
È questa combinazione di eredità familiare, patrimonio di terroir irripetibili e una delle mani vignaiole più sensibili di Borgogna a fare di Domaine Georges Roumier un punto di riferimento assoluto. I suoi vini, prodotti in quantità minime e ricercatissimi dai collezionisti di tutto il mondo, non sono soltanto bottiglie preziose: sono la misura stessa di ciò che possono esprimere il Pinot Noir e i grandi climat di Chambolle-Musigny quando incontrano un interprete capace di ascoltarli.
Vinificazione e Affinamento
Le uve provengono da una parcella di 1,75 ettari piantata nel 1961, situata su suoli ricchi di marne calcaree. La vendemmia è manuale, con una selezione rigorosa dei grappoli. Nel 2021, circa il 60% delle uve è stato vinificato con grappoli interi. La fermentazione avviene con lieviti indigeni in tini aperti, seguita da un affinamento di 18 mesi in botti di rovere, con una percentuale moderata di legno nuovo.
Degustazione
Colore rubino brillante, al naso offre aromi di ciliegia, prugna, cacao e peonia; al palato è elegante e fresco, con tannini setosi e un finale minerale.
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