Saumur Champigny Aoc “La Bamboche” 2024 – Les Justices
Les Justices si trova nel cuore della Loira, quella striscia di terra francese che scorre lungo il fiume sacro della viticoltura naturale, dove la tradizione incontra l’artigianalità più pura e dove ogni bottiglia racconta una storia di rispetto, bellezza e autenticità.
Dietro a Les Justices ci sono Sophie Kurdziel e Clément Maire, una coppia di vignaioli che ha scelto di costruire il proprio progetto enologico partendo da un presupposto semplice ma radicale: fare vino nel modo più naturale possibile con il minor intervento tecnologico, lasciando parlare la terra, il vitigno e le stagioni. La loro cantina è a Varrains, nel Saumurois, ma le vigne si estendono su più territori dell’appellation della Loire, toccando comuni come Dampierre-sur-Loire, Chacé, Ligré e Les Ulmes, ognuno con le proprie caratteristiche pedologiche e climatiche.
Il cuore della filosofia di Les Justices è la viticoltura biologica certificata. Tutte le vigne vengono coltivate seguendo i principi dell’agricoltura biologica, con lavorazioni esclusivamente manuali in vigna: dalla potatura alla raccolta, ogni operazione viene svolta a mano, in piccole cassette da 10 kg, per preservare l’integrità del frutto e garantire una selezione attenta delle uve. Non si tratta solo di una certificazione ma di una visione del mondo che si traduce in pratiche quotidiane di cura del suolo, della biodiversità e dell’equilibrio naturale dell’ecosistema viticolo.
I terroir di Les Justices sono straordinariamente diversi tra loro: si va dai suoli di sabbie eoliche su calcare di Chacé, ai suoli argillosi-selciosi su conglomerati di silex e quarzo della riva sinistra della Vienne a Ligré, fino alle alluvioni su base argillo-calcarea del cuore del Saumur Champigny. Questa diversità pedologica si riflette direttamente nelle etichette, che pur condividendo un’anima comune – quella dell’artigianalità e della naturalezza – esprimono sfumature e caratteri profondamente differenti.
I vitigni coltivati sono quelli storici della Loira: il Cabernet Franc, vitigno principe di questa terra, protagonista delle grandi etichette rosse; il Chenin Blanc, varietà bianca nobile e longeva, capace di interpretare ogni sfumatura del terroir; e il Grolleau Gris, vitigno autoctono meno conosciuto ma ricco di personalità.
In cantina, Sophie e Clément lavorano con lo stesso spirito minimalista che guida il loro approccio in vigna: fermentazioni spontanee, senza lieviti selezionati aggiunti; infusioni lunghe per estrarre il meglio dal frutto senza forzare; assemblaggio diretto dei succhi di pressatura e di sgrondo; affinamenti che possono avvenire in barrique da 500 litri o in acciaio a seconda della etichetta, sempre con l’obiettivo di rispettare il carattere originario del vino.
Le produzioni sono volutamente limitate – da 1.200 a 5.000 bottiglie per etichetta – perché Les Justices non vuole essere una cantina di volume, ma di emozione. Ogni bottiglia è il frutto di un lavoro artigianale fatto di passione, coerenza e un profondo senso di responsabilità verso la terra. I vini di Les Justices sono vini da scoprire lentamente, da abbinare a una tavola generosa e da condividere con chi sa riconoscere la differenza tra un vino prodotto e un vino vissuto.
“La Bamboche” in francese indica una festa allegra e un po’ scomposta, una baldoria, una serata di piaceri semplici e genuini — quella convivialità spontanea che non ha bisogno di cerimonie. Un nome perfetto per un vino che non vuole impressionare, ma conquistare, sorso dopo sorso, senza fronzoli. Non a caso sull’etichetta campeggia la citazione ironica di Thomas VDB: “We are not doing the bamboche” — una dichiarazione scherzosa e autoironica, quasi a voler smentire ciò che il vino stesso racconta nel calice.
Vinificazione
“La Bamboche 2024” è un vino rosso AOP Saumur Champigny, prodotto da Cabernet Franc in purezza al 100%, il vitigno simbolo della Loira che Sophie Kurdziel e Clément Maire conoscono e interpretano come pochi altri. Rispetto al più austero e meditativo Palsambleu, La Bamboche è il vino della quotidianità felice, della tavola imbandita, del piacere immediato e sincero.
Le vigne si trovano nel cuore dell’appellation, distribuite tra i comuni di Dampierre-sur-Loire e Varrains — il comune dove ha sede la cantina stessa — su suoli alluvionali su base argilo-calcarea. Terreni più profondi e fertili rispetto alle sabbie eoliche delle Poyeux, che regalano al vino una frutta più rotonda e carnosa, un corpo più immediato e una beva naturalmente scorrevole. Tutte le vigne sono condotte in agricoltura biologica certificata, con lavorazioni esclusivamente manuali.
La vendemmia avviene a mano, in piccole cassette da 10 kg. In cantina, come sempre, il principio guida è quello del minimo intervento: le uve vengono diraspate completamente, segue una fermentazione spontanea con lieviti indigeni e una macerazione-infusione di 15 giorni — più breve rispetto al Palsambleu, una scelta precisa per preservare la freschezza e la bevibilità del vino senza sacrificarne la profondità. I succhi di pressatura e di sgrondo vengono assemblati direttamente.
L’affinamento avviene interamente in acciaio per 6 mesi, prima della messa in bottiglia nell’aprile 2025. Una scelta che privilegia la pulizia aromatica, la freschezza del frutto e la vitalità del sorso. La produzione ammonta a circa 8.000 bottiglie da 75 cl. Il vino non viene filtrato.
Degustazione
Nel calice si presenta con un colore rosso rubino vivace, luminoso e trasparente, con bei riflessi viola che evocano freschezza e giovinezza.
Al naso è immediato e goloso: frutti rossi croccanti — ciliegia, lampone, mirtillo — emergono con spontaneità, accompagnati da note floreali leggere di violetta e un tocco erbaceo elegante tipico del Cabernet Franc della Loira. Il frutto è pulito, diretto, senza sovrastrutture.
In bocca è fresco, fluido e appagante. I tannini sono morbidi e levigati, il sorso è snello e dinamico, sorretto da una bella acidità naturale che lo rende estremamente piacevole e dissetante. Il finale è fruttato e leggermente speziato, con una chiusura sapida e pulita che invita al sorso successivo. Un vino che non stanca mai.
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