Toscana Rosso IGT “Lupicaia” 2018 – Castello del Terriccio
Castello del Terriccio: La viticoltura in questo territorio collinare risale ai tempi degli Etruschi, che tra l’800 e il 500 a.C. dominavano questo tratto di Toscana. È in questo paesaggio antico, a Castellina Marittima, in provincia di Pisa, che sorge Castello del Terriccio: una tenuta che porta con sé secoli di storia, trasformazioni e visione.
Le origini medievali della proprietà si legano al castello di Doglia, detto del Terriccio, strategicamente posizionato in cima alle colline con funzione di torre di segnalazione e rifugio per gli abitanti delle pianure, pronti ad accorrervi all’avvistamento delle vele saracene. Un luogo di controllo e protezione che nel tempo avrebbe lasciato spazio a qualcosa di ben più pacifico e duraturo: la coltivazione della terra e la produzione del vino.
Tra il Duecento e il Trecento la tenuta fu concessa in enfiteusi ai conti Gaetani. Alla fine del Settecento passò ai principi Poniatowski, emigrati dalla Polonia, che trasformarono la realtà fortificata del castello in un’attività agricola, con la costruzione della fattoria, la realizzazione della cantina aziendale e degli altri fabbricati.
La storia moderna ha inizio nel primo dopoguerra, quando la tenuta fu acquisita dai conti Serafini Ferri. Fino agli anni Settanta la proprietà, che ospitava ben 60 famiglie di mezzadri, era più nota per l’attività cerealicola — arrivando a conquistare il record europeo di produzione del granturco in secondo raccolto — che per quella vinicola, con soli 25 ettari vitati nel 1980.
La vera svolta arriva con Gian Annibale Rossi di Medelana. Dopo aver ereditato l’azienda nel 1975, decide di rifondarla, consacrandola a luogo di ricerca dell’eccellenza nei vigneti e nei vini, mantenendo intatto l’antico carattere e difendendo un patrimonio territoriale di straordinaria bellezza. Dopo lo Chardonnay introdotto nel 1988 e il Sauvignon Blanc nel 1989, arrivano le uve a bacca rossa — Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot — che trovano una straordinaria espressione in questi terreni, arrivando a superare i risultati conseguiti nei luoghi di origine.
Nel 1992 nasce il Tassinaia, nel 1993 il Lupicaia — che rivela da subito la sua dirompente classe — e nel 2000 il Castello del Terriccio, che si impone immediatamente come secondo fuoriclasse dell’azienda.
Un dettaglio simbolico lega indissolubilmente la tenuta alla sua terra: negli anni Ottanta, durante gli scassi per piantare i primi vigneti di Lupicaia, fu ritrovato un reperto raffigurante il sole etrusco, da quel momento adottato come logo aziendale.
Oggi i vigneti occupano 60 ettari su una tenuta complessiva di oltre 1.500 ettari. I vitigni coltivati sono principalmente di origine francese — Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Cabernet Franc — la cui qualità è esaltata da suoli ricchi di sali minerali, rame e ferro.
La proprietà è oggi nelle mani di Vittorio Piozzo di Rosignano Rossi di Medelana, unico nipote di Gian Annibale, che ha lasciato i trascorsi in finanza per dedicarsi personalmente alla conduzione del Castello del Terriccio. Una scelta che testimonia come questa tenuta, pur rinnovandosi, resti fedele alla sua essenza: esprimere il carattere irripetibile di un angolo di Toscana affacciato sul Tirreno.
Vinificazione
Il Toscana Rosso IGT “Lupicaia” prodotto dal Castello del Terriccio rappresenta il vino di punta dell’azienda. Il suo nome prende spunto dall’omonimo ruscello dove venivano avvistati i lupi. I vigneti, situati a un’altitudine di 120 metri sul livello del mare e con esposizioni a sud e sud-ovest, conferiscono al vino caratteristiche uniche. Dopo una vendemmia manuale, si procede alla fermentazione a temperatura controllata di 31 °C, che dura 16 giorni per il petit-verdot, mentre per il cabernet sauvignon si estende per 20 giorni. Prima dell’imbottigliamento, il vino riposa 24 mesi in tonneau di rovere francese garantendo così la sua straordinaria complessità e raffinatezza.
Degustazione
Il colore rubino intenso anticipa un bouquet avvolgente e complesso, dove la frutta si mescola armoniosamente a eleganti sentori speziati. Al palato, si rivela di grande struttura! Decisamente vigoroso, con una piacevole freschezza e mineralità che rendono ogni sorso scorrevole, grazie anche al tannino finemente integrato.
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