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Edoardo Pagani: i vini vulcanici del Lago di Bolsena

Edoardo Pagani è un vignaiolo dell’Alto Lazio. Lavora a Bolsena, in provincia di Viterbo, sulle colline che scendono verso il lago. Un posto lontano dai riflettori, fatto di boschi, ulivi e vigne. Qui nascono pochi vini, fatti a mano, che raccontano una terra antica: quella di un vulcano spento.


Il Lago di Bolsena e la terra vulcanica

Il Lago di Bolsena è il più grande lago vulcanico d’Europa ed è il cuore della Tuscia viterbese. Intorno all’acqua le colline sono fatte di tufo, sabbia e lapilli: quello che il vulcano ha lasciato.

Sono terreni poveri, ma ricchi di minerali. La vite deve spingere le radici in profondità per trovare nutrimento. Il risultato sono uve concentrate e vive, con una nota minerale, quasi salina, che si ritrova nel bicchiere.

Il lago fa la sua parte. Tra il giorno e la notte la temperatura cambia molto, e l’acqua addolcisce gli sbalzi. Le uve maturano piano e restano fresche. Il vento che scende dalle colline tiene le vigne asciutte e sane: servono pochi interventi. È una viticoltura che si appoggia alla natura, invece di combatterla.


Come lavora Edoardo Pagani

Le vigne di Edoardo hanno tra i 25 e i 30 anni. Sono piante adulte, con radici che sanno già parlare con il suolo vulcanico. La vendemmia è manuale e selettiva: prima viene la qualità dell’uva, poi la quantità.

In cantina la regola è non snaturare il frutto:

  • fermentazioni spontanee, con i lieviti indigeni dell’uva;
  • semi-macerazione carbonica per il rosso, che dà freschezza e profumo;
  • affinamenti misurati, per dare struttura senza appesantire;
  • solfiti ridotti al minimo.

La produzione è limitata. Sono vini di territorio nel senso più vero: un angolo di Lazio che oggi gli appassionati di piccoli vignaioli stanno finalmente scoprendo. Sullo stesso lago lavorano anche Le Coste di Gradoli, di cui vi abbiamo già raccontato la storia.


Amalasunta, la regina del lago

Il bianco di Edoardo porta il nome di Amalasunta, regina degli Ostrogoti, figlia di Teodorico. Era una donna colta e di carattere. Nel 535 fu imprigionata e uccisa sull’Isola Martana, lo scoglio che emerge in mezzo al Lago di Bolsena. Il suo nome significa “forte nella perseveranza”. Un nome giusto per un bianco che ha forza ed eleganza insieme.


I vini di Edoardo Pagani alla Cantina di Ebe

Bianco
Lazio IGT Grechetto “Amalasunta” 2024: Grechetto in purezza. Pesca, pera e fiori bianchi, poi la mineralità del lago. In bocca è fresco, teso, con un finale lungo e sapido e la leggera nota amarognola tipica del Grechetto. Perfetto con crostacei, pasta alle vongole, pesce al forno.

Rosso
Lazio Rosso IGT “Caldera” 2024: Sangiovese e Merlot. Il nome ricorda il cratere che ha formato il lago. Ciliegia, prugna, mora e spezie dolci; tannini levigati e una beva facile, grazie alla semi-macerazione carbonica. Affina alcuni mesi in barrique francese. Da provare con primi al ragù, carni alla griglia, formaggi stagionati.

Per scoprirlo insieme ad altri due vignaioli
Box n.3 Piccoli Grandi Vignaioli Italiani: tre bottiglie di tre cantine diverse. Il Grechetto “Amalasunta” di Edoardo Pagani, l’Etna Rosato di Roberto Abbate e il Rosso “Iris” di Monte Mirabello, ognuno con la sua scheda da leggere.

Scopri tutte le etichette di Edoardo Pagani


Perché lo abbiamo scelto

I vini di Edoardo Pagani non cercano di stupire. Sono sinceri, freschi, facili da bere e allo stesso tempo profondi. Portano nel bicchiere l’energia di un vulcano e la calma di un lago. Sono il tipo di vino che ci piace far conoscere: piccoli, veri, e ancora tutti da scoprire.

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