Barolo DOCG Riserva 2008 – Enzo Boglietti
Enzo Boglietti firma questo Barolo Riserva da una piccola vigna di La Morra. È un vino raro, lasciato riposare a lungo prima di arrivare sul mercato.
La storia della cantina è quella di una famiglia di contadini. Le vigne arrivano da due nonni, Matteo Boglietti e Giovanni Montanaro. Per decenni l’uva finiva alle cantine sociali della zona. Alla fine degli anni Ottanta il prezzo del latte crolla e la famiglia cambia strada.
Con la vendemmia 1991 esce la prima bottiglia con il nome di casa. Poi arriva il fratello Gianni, e oggi in cantina lavorano anche i figli di Enzo, Linda e Matteo. Le vigne di proprietà sono circa 22 ettari, con certificazione biologica dalla vendemmia 2017.

La vigna del Barolo Riserva a La Morra
Il Barolo Riserva di Enzo Boglietti nasce da una vigna di appena 1,1 ettari nel comune di La Morra. Le viti sono allevate a Guyot e guardano a sud e sud-est, tra 300 e 350 metri di altitudine.
Il suolo è di argilla e limo, poco alcalino e molto povero di sostanza organica. È un terreno che dà vini fini, profumati e insieme strutturati. La resa è bassa, intorno ai 40 quintali per ettaro, e la vendemmia si fa a mano.
In vigna niente diserbanti e solo concimi organici. È il lavoro di sempre, fatto con cura e con pazienza. Da questa piccola vigna nasce il Barolo Riserva della casa.
Enzo Boglietti e l’annata 2008
La 2008 è ormai un’annata matura. Il vino è passato in barrique e in botte grande, poi è rimasto 30 mesi in bottiglia prima di uscire. Oggi è un rosso da stappare con calma, per chi cerca un Barolo già evoluto e pronto da bere.
Per questo Enzo Boglietti ha scelto di farne una Riserva. In tutto sono uscite 4.490 bottiglie, più qualche Magnum e Doppio Magnum.
Vinificazione e Affinamento
La fermentazione dura 28 giorni in vasca, a temperatura controllata. Ogni giorno si fanno follature e rimontaggi, per estrarre colore e tannino con calma.
L’affinamento è lunghissimo. Il primo anno il vino riposa in barrique, per il 60% nuove e per il 40% di secondo passaggio. Poi passa per due anni in botte grande e per altri 22 mesi in acciaio. Prima della vendita resta ancora 30 mesi in bottiglia.
Il disciplinare chiede al Barolo Riserva almeno cinque anni di invecchiamento. Qui si va ben oltre, e si sente nel calice.
Degustazione
Il Barolo Riserva 2008 di Enzo Boglietti ha un colore rosso granato intenso, con un leggero riflesso aranciato.
Il naso è maturo ed elegante, con una punta di austerità. Si sentono fiori secchi, erbe aromatiche, piccoli frutti rossi e spezie fini. Chiude con una nota minerale netta.
In bocca è lungo e coerente. I tannini sono setosi e una bella vena acida e sapida spinge il sorso fino a un finale minerale. Ha 14,5 gradi, ben nascosti dalla freschezza.
Oggi è al suo meglio, ma può reggere ancora qualche anno: la cantina indica un potenziale di 15-20 anni. Conviene aprirlo un’ora prima e servirlo a 17-18 gradi, in un calice ampio.
A tavola chiede piatti importanti: brasato al Barolo, filetto di manzo, arrosto di vitello o di maiale. Sta bene anche con coniglio, pollo e tacchino al forno. Con il tartufo bianco d’Alba è un abbinamento da ricordare.
Della stessa cantina trovi anche il Barolo Brunate 2020, dal cru più noto di La Morra, e il Langhe Nebbiolo 2022, più giovane e immediato.
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