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Lazio Bianco “Cocciuto Bianco” 2023 – Le Coste

35,50 

Disponibile

SKU: 77551
Produttore: Le Coste
Categorie: Italia, Bianchi, Lazio, Malvasia Puntinata, Moscato

Descrizione

Lazio Bianco “Cocciuto Bianco” 2023 – Le Coste

Le Coste è il nome di un piccolo appezzamento di terra abbandonato sulle colline di Gradoli, in provincia di Viterbo, che Gian Marco Antonuzzi e Clémentine Bouveron acquistano nel 2004 per dare forma a un sogno: produrre vino nel modo più onesto e naturale possibile in uno dei territori più straordinari ma poco celebrati d’Italia. Da quel primo pezzo di vigna dimenticata nasce una cantina che oggi è considerata uno dei riferimenti assoluti del vino naturale italiano nel mondo.

La storia di Gian Marco è quella di una fuga che diventa ritorno. Romano di origine, abbandona una carriera forense, prende un diploma da sommelier e parte per un lungo viaggio in Francia alla ricerca del senso più autentico del vino. Bussa alle porte dei maestri dell’avanguardia naturale — Bruno Schueller in Alsazia, Didier Barral nel Languedoc, Jean-Paul Thévenet nel Beaujolais, Philippe Pacalet in Borgogna — e da ognuno porta via qualcosa di prezioso: un’idea di vino come specchio fedele della terra, senza artifici, senza correzioni, senza compromessi. In Alsazia, nel 2001, incontra Clémentine Bouveron. Insieme decidono di tornare alle radici di Gian Marco, in quell’Alta Tuscia che pochi conoscono e in molti ignorano.

Il territorio che scelgono è uno dei più affascinanti d’Italia. Gradoli si affaccia sul Lago di Bolsena, un bacino perfettamente circolare nato da un antico cratere vulcanico, le cui acque specchiano vigneti ripidi, oliveti secolari e boschi di castagni e querce, in un paesaggio di rara bellezza. È proprio questa origine vulcanica a rendere il terroir di Le Coste unico: suoli tufacei, leggeri, ricchi di ferro e minerali, straordinariamente drenanti, capaci di trasmettere al vino una firma minerale e ferrosa inconfondibile. Le vigne crescono ad altitudini comprese tra i 450 e i 600 metri sul livello del mare, accarezzate dai venti costanti che soffiano sull’areale e che mantengono naturalmente sane le piante.

Oggi Le Coste si estende su circa 15 ettari, divisi tra vigneti, ulivi e bosco: quattro ettari di vecchie vigne  — tra cui il cru storico Le Coste — tre ettari di vigne giovani impiantate da Gian Marco e Clémentine, quattro di ulivi secolari e tre di terrazzamenti rimboschiti. Quasi la metà della superficie vitata è a piede franco — senza portainnesto — possibile grazie alla natura sabbiosa e vulcanica dei suoli, che scoraggia naturalmente la fillossera. La densità di impianto arriva fino a 10.000 piante per ettaro, con lavorazioni interamente manuali e un approccio biodinamico e di permacultura che rispetta ogni equilibrio naturale dell’ecosistema.

I vitigni sono rigorosamente autoctoni e locali: Aleatico, Procanico, Roscetto, Malvasia, Ansonica, Grechetto Rosso, Ciliegiolo, Canaiolo, Verdello, Colorino — un patrimonio ampelografico di straordinaria ricchezza che Gian Marco e Clémentine custodiscono con passione e rigore.

In cantina — un’antica struttura nel centro del borgo di Gradoli — il principio è assoluto: nessuna aggiunta, in nessuna fase. Fermentazioni spontanee, nessun lievito selezionato, nessun solfito, nessuna filtrazione. I vini di Le Coste sono il risultato di una fedeltà testarda: a questa terra vulcanica, a questi vitigni antichi, a quell’idea di vino che Gian Marco e Clémentine hanno inseguito attraverso tutta la Francia prima di trovare la risposta — paradossalmente — a casa.

“Cocciuto” — testardo, ostinato, che non cede di un millimetro. Un aggettivo che Gian Marco e Clémentine potrebbero tranquillamente attribuire a se stessi: due persone che hanno scelto di resistere alle logiche del mercato, alle semplificazioni burocratiche, ai disciplinari, alla chimica in cantina. Ma è anche il carattere di questo vino — cocciutamente fedele al suo terroir vulcanico, cocciutamente aromatico, cocciutamente naturale. Un nome che è già una dichiarazione di intenti.

Vinificazione

Cocciuto Bianco 2023 è un Vino Bianco d’Italia da 70% Procanico completato da Malvasia di Candia e Moscato — tre vitigni autoctoni del territorio vulcanico di Gradoli che insieme compongono un bianco aromatico, complesso e di grande carattere. Le vigne si trovano a Gradoli, su suoli vulcanici e sciolti a 400 metri di altitudine con esposizione sud-est, allevate a Guyot con una densità di 5.000 ceppi per ettaro e un’età media di 30 anni. La resa si attesta su 60 quintali per ettaro. Coltivazione rigorosamente biologica e biodinamica, con lavorazioni interamente manuali.

La vinificazione del Cocciuto è quella che più di ogni altra etichetta di Le Coste racconta la passione di Gian Marco e Clémentine per la tradizione e la purezza assoluta: le uve vengono diraspate al 100% e avviano la fermentazione spontanea in anfora di terracotta a contatto con le bucce per 20 giorni — un contatto lungo e meditato, che estrae struttura, polifenoli e complessità aromatica in modo naturale e progressivo, senza alcun intervento tecnologico.

L’anfora di terracotta è il contenitore per antonomasia della vinificazione naturale: materialmente neutro, leggermente poroso, permette una micro-ossigenazione lenta e naturale che affina il vino senza cedere né togliere nulla. La maturazione avviene per 10 mesi in anfora, seguita da un affinamento in bottiglia di 12 mesi prima della commercializzazione. Nessuna aggiunta, nessuna filtrazione, nessun solfito. La produzione è di sole 1.000 bottiglie.

Degustazione

Cocciuto Bianco 2023 si presenta nel calice con un colore giallo dorato ambrato, caldo e profondo, con sfumature ramate che raccontano i 20 giorni di contatto con le bucce e la maturazione in anfora di terracotta.

Al naso è avvolgente e aromatico: il Moscato e la Malvasia regalano una componente floreale e fruttata intensa — fiori d’arancio che si intrecciano con note speziate e minerali tipiche del terroir vulcanico di Gradoli. Con il tempo emergono sfumature di erbe aromatiche mediterranee, miele d’acacia e una sottile nota ferrosa che firma il territorio.

In bocca è pieno, strutturato e di grande personalità. I 20 giorni di macerazione sulle bucce regalano una texture tannica setosa e ben integrata, che sorregge un sorso ampio e avvolgente. L’acidità è fresca e vivace, il finale è lungo, sapido e minerale, con un ritorno aromatico tipico del Moscato che persiste nel palato. Un vino che non passa inosservato — cocciutamente.

Abbinamenti consigliati: cucina speziata orientale, tajine di agnello, formaggi erborinati, pasta alle sarde, frittura di paranza, antipasti di mare elaborati.

Scopri tutti i vini di Le Coste

Specifiche Tecniche

· Denominazione: Vdt

· Azienda: Le Coste

· Tipologia: Bianco

· Annata: 2023

· Vitigni: 70% procanico, 30% malvasia di candia e moscato

· Alcol: 12.%

· Formato: 0.75l

· Allergeni: Solfiti

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