Meursault Premier Cru Les Perrières 2023 – Comtes Lafon
Comtes Lafon rappresenta una delle espressioni più alte e raffinate della viticoltura borgognona, un punto di riferimento assoluto per chi ricerca vini di straordinaria precisione, profondità ed eleganza. Fondata nel 1869, questa storica proprietà affonda le sue radici nel cuore della Borgogna, più precisamente nel prestigioso villaggio di Meursault, territorio universalmente riconosciuto per la produzione di alcuni dei più grandi Chardonnay al mondo. Nel corso del tempo, il domaine ha costruito una reputazione impeccabile, basata su rigore, coerenza stilistica e un rispetto quasi reverenziale per il terroir.
Oggi la guida della cantina è affidata a Dominique Lafon, figura chiave dell’enologia contemporanea, che ha segnato una vera e propria svolta qualitativa a partire dagli anni Ottanta. Il suo approccio ha saputo coniugare la grande tradizione familiare con una visione moderna, improntata sull’ascolto della vigna e sull’intervento minimo in cantina. Grazie a questa filosofia, Comtes Lafon è diventato sinonimo di eccellenza assoluta, non solo a Meursault ma in tutta la Côte de Beaune.
Il cuore del progetto risiede nella cura maniacale del vigneto, considerato il vero motore della qualità. La viticoltura praticata è biologica certificata, con una forte ispirazione ai principi della biodinamica, applicati in modo pragmatico e consapevole. L’obiettivo è preservare la vitalità dei suoli, favorire la biodiversità e permettere alle piante di esprimere in modo autentico il carattere del luogo. Le rese sono volutamente molto basse, una scelta che consente di ottenere uve perfettamente mature, ricche di complessità aromatica e dotate di grande equilibrio naturale.
Le parcelle più prestigiose, situate nei Premier e Grand Cru, vengono lavorate interamente a mano, con interventi minimi e sempre calibrati sulle reali esigenze della pianta. Ogni vigna è osservata come un ecosistema unico, e ogni decisione agronomica è presa con l’intento di valorizzarne le specificità. Questa attenzione quasi artigianale permette di cogliere le più sottili sfumature tra i diversi climat, vera anima della Borgogna.
In cantina la filosofia di Dominique Lafon prosegue nel segno della discrezione e della precisione. Le fermentazioni avvengono in modo spontaneo, grazie ai lieviti indigeni, mentre l’utilizzo del legno è sempre misurato e mai invasivo. Le barrique, in parte nuove e in parte di secondo o terzo passaggio, sono scelte con grande attenzione per accompagnare il vino senza sovrastarne la purezza. L’affinamento prolungato sui lieviti contribuisce a donare struttura, profondità e una straordinaria capacità di evoluzione nel tempo.
I vini di Comtes Lafon si distinguono per una straordinaria tensione minerale, una precisione aromatica cristallina e una complessità che si sviluppa lentamente nel bicchiere. A Meursault lo Chardonnay raggiunge vertici di eleganza assoluta, coniugando ricchezza e freschezza in un equilibrio rarissimo. Allo stesso tempo, le interpretazioni di Pinot Noir provenienti dalle altre denominazioni del domaine mostrano finezza, profondità e grande coerenza territoriale.
Oggi Comtes Lafon è considerato uno dei domaine più influenti e rispettati della Borgogna, un simbolo di come tradizione, sensibilità contemporanea e rispetto della natura possano fondersi per dare vita a vini capaci di raccontare il terroir con autenticità, emozione e straordinaria longevità.
Vinificazione e Affinamento
Le uve di Chardonnay provengono da due sub-parcelle situate in Perrières Dessous e Perrières Ginette, per una superficie complessiva di circa 0,91 ettari. Le viti più vecchie — impiantate nel 1955 — costituiscono l’ossatura principale della cuvée; a esse si aggiungono filari del 1983 e un appezzamento in Perrières Ginette acquisito nel 2004. Nell’annata 2023 vengono vinificate esclusivamente le vigne vecchie, con le parcelle parzialmente reimpiantate escluse dalla selezione, a vantaggio di una concentrazione e potenza ancora maggiori.
Il suolo è composto da calcare bianco fine e marna su un sottosuolo di calcare friabile e fessurato, con una pendenza del 10–16% e un’esposizione est/sud-est: le condizioni pedologiche più vocate all’eleganza strutturale nell’intera denominazione di Meursault, al confine con il territorio di Puligny-Montrachet. La viticoltura è biologica certificata e condotta con ispirazione biodinamica.
La vendemmia è manuale, con inizio precoce — nel 2023 Lafon ha iniziato a raccogliere già il 26 agosto — per preservare l’acidità naturale delle uve in un’annata particolarmente calda. Segue una pressatura pneumatica soffice. La fermentazione alcolica avviene con lieviti indigeni in fusti di rovere francese prevalentemente usati, dove il vino resta per 18–22 mesi sulle fecce fini. Il bâtonnage è esercitato con parsimonia; il collage, se necessario, avviene per via naturale. L’imbottigliamento esclude qualsiasi filtrazione grossolana, salvaguardando la tessitura e la complessità aromatica del vino.
Degustazione
Colore giallo paglierino brillante con sfumature verdi, di luminosa trasparenza e buona consistenza. L’aspetto è preciso, quasi tagliente nella sua nitidezza.
Al naso si impone con grande autorità minerale: la pietra calcarea e la selce sono il filo conduttore, attorno al quale ruotano note di mela renetta, susina mirabolana e fiori bianchi di biancospino. Una vena di riduzione fumé impreziosisce il profilo aromatico e conferisce tensione. Con il riposo nel bicchiere emergono suggestioni di agrumi canditi, anice, cera d’api e una traccia sottile di spezie bianche, in un bouquet di concentrazione e profondità fuori dal comune. Decanter lo definisce già in questa fase embrionale uno dei migliori bianchi di tutta la denominazione Meursault nell’annata 2023.
In bocca è un vino di struttura imponente ma al tempo stesso teso e preciso, capace di bilanciare la ricchezza dell’estratto con un’acidità elettrica che pervade ogni millimetro del sorso. L’attacco è pieno, con sapori di pesca bianca, pompelmo e mandorla verde; il centro bocca si apre su registri di grande mineralità calcarea, quasi salina, che guida la progressione verso un finale di straordinaria lunghezza, serrato, con una persistenza che si misura in minuti. È il Premier Cru di Meursault che più si avvicina all’intensità di un Grand Cru, tanto che i critici di Decanter lo definiscono abitualmente “il grand cru di Meursault”.
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