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Hautes Cote de Beaune Blanc 2022 – Tercet – Marc Soyard

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Descrizione

Hautes Cote de Beaune Blanc 2022 – Tercet – Marc Soyard

Tercet nasce da un’amicizia, da una scuola di viticoltura e da un sogno condiviso: fare vino insieme in Borgogna, da fuori, senza eredità familiari e senza nomi blasonati alle spalle. È la storia di Marc Soyard e Florent Lambert, due ragazzi che si incontrano sui banchi dell’istituto agrario, costruiscono una visione comune e poi prendono strade diverse — per poi ritrovarsi, anni dopo, con qualcosa di concreto da mettere in comune.

Marc lo conoscete: è il vigneron della città di Digione, l’uomo che dal 2014 gestisce il Domaine de la Cras a Plombières-lès-Dijon, primo e unico produttore al mondo autorizzato a usare la denominazione Coteaux de Dijon sulle proprie etichette. Formatosi per sei anni al Domaine Jean-Yves Bizot a Vosne-Romanée come chef de culture, ha portato con sé una filosofia di cantina fatta di non-interventismo, lieviti indigeni, assenza di filtrazioni e solfiti ridotti al minimo. Una visione del vino come materia viva, che non si corregge ma si accompagna.

Florent Lambert ha percorso un sentiero parallelo: dopo gli studi è diventato responsabile della gestione agronomica di diversi ettari di vigneti in appellazioni prestigiose della Côte de Nuits, costruendo nel tempo una conoscenza profonda dei terroir borgognoni e una rete di relazioni con i migliori produttori della regione. A completare il trio c’è un terzo socio silenzioso — figura discreta ma fondamentale — che porta ulteriori connessioni nella Côte d’Or, aprendo porte altrimenti inaccessibili per chi non ha radici nella regione.

Tercet — tre voci, un accordo — nasce ufficialmente come struttura di micro-négoce: Marc e Florent individuano le migliori parcelle disponibili in Borgogna, selezionano esclusivamente uve provenienti da viticoltura biologica e biodinamica, e le vinificano secondo lo stile di casa Soyard. Tutti i vini Tercet vengono vinificati e imbottigliati nella cantina del Domaine de la Cras a Plombières-lès-Dijon, con la stessa cura, gli stessi strumenti e la stessa mano che firma le cuvée del domaine.

La filosofia produttiva è identica: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, pressatura diretta per i bianchi, utilizzo prevalente di grappoli interi per i rossi, affinamento in barrique di rovere di diversa età con sperimentazioni occasionali con legni alternativi (castagno, acacia), nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, solfiti assenti o aggiunti solo in tracce minime all’imbottigliamento.

Il portfolio Tercet abbraccia diverse appellazioni della Borgogna — dalle Hautes-Côtes de Beaune alle Hautes-Côtes de Nuits, dal Marsannay ai vigneti della Côte de Nuits — offrendo una prospettiva inedita su terroir spesso trascurati o sottovalutati, letti attraverso l’occhio di un vigneron che ha fatto dell’autenticità del luogo la propria firma.

Tercet non è un domaine nel senso classico del termine. È qualcosa di più raro: un sodalizio umano prima ancora che viticolo, la prova che in Borgogna — terra di apellations millenarie e genealogie interminabili — c’è ancora spazio per chi arriva da fuori con le mani pulite, la testa libera e le idee chiare.

Vinificazione

Per questa cuvée Marc cercava vigneti ad alta quota nella Côte d’Or, per ottenere uno stile più fresco, con maggiore acidità, che rispecchiasse ciò che conosce dai Coteaux di Digione. Attraverso i partner di Tercet è riuscito a entrare in contatto con un produttore biologico sulle colline sopra Aloxe-Corton, nel villaggio delle Hautes-Côtes di Échevronne

Il vino è 100% Chardonnay da viticoltura biologica e biodinamica. Tercet ha chiesto al produttore di pressare le uve direttamente in loco, in un tank separato senza aggiunta di SO₂, per poi trasportare il mosto alla cantina del Domaine de la Cras a Plombières-lès-Dijon per la fermentazione e l’affinamento. La fermentazione avviene con lieviti indigeni. L’affinamento è in barrique di rovere (mix di botti nuove e usate), con sperimentazioni occasionali con legni di castagno e acacia. Il vino è imbottigliato senza chiarifica e senza filtrazione, con solfiti minimi o assenti.

Degustazione

Colore giallo paglierino con riflessi verdi, limpido e luminoso nel calice.

Al naso è lo Chardonnay borgognone nella sua espressione più fresca e verticale: note di mela fresca, pesca bianca, con una bella sensazione minerale che ricorda l’acqua di roccia e una delicata punta di mandorla verde. L’alta quota di Échevronne si sente con chiarezza — nessuna opulenza, nessun eccesso burroso, ma una tensione agrumata e salina che percorre tutto il profilo aromatico. Il passaggio in legno è appena percettibile, elegantemente integrato.

In bocca è il vino più essenziale e diretto del portfolio Tercet: attacco fresco, struttura snella ma precisa, con un’acidità vibrante che è la firma dei vigneti d’altitudine. La texture è fine e scattante, con una mineralità che ricorda la pietra focaia bagnata e un finale lungo, sapido e agrumato, pulitissimo.

Scopri tutti i vini di Marc Soyard

Specifiche Tecniche

Denominazione: Hautes Cote de Beaune

Azienda: Tercet – Marc Soyard

Tipologia: Bianco

Annata: 2022

Vitigni: Chardonnay

Alcol: 12.5 %

Formato: 0.75l

Allergeni: Solfiti

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