Metodo Classico “140 Special edition” 2011 – Contratto
Contratto nasce nel 1867 a Canelli, nel cuore del Piemonte spumantistico, quando Giuseppe Contratto fonda la sua cantina con una visione chiara: produrre spumanti metodo classico a partire dalle uve del Monferrato, applicando con rigore le tecniche apprese in Francia. Da subito, la casa di Canelli si distingue per la qualità delle sue bollicine e per una determinazione rara nell’epoca: fare dell’Italia un paese capace di rivaleggiare con lo Champagne.
Intorno al 1910, i vini Contratto iniziano a conquistare i mercati internazionali, diventando sinonimo di eccellenza e prestigio. L’azienda diventa fornitore ufficiale del Vaticano, della casa reale belga e, nel 1913, della famiglia reale dei Savoia. Ma è nel 1919 che arriva la svolta tecnica più importante: Contratto produce il primo spumante italiano millesimato, scelta pionieristica che sancisce la volontà di valorizzare ogni singola annata come avviene nella grande tradizione champenoise.
Il vero cuore pulsante dell’azienda però, si trova sottoterra. La Cattedrale Sotterranea di Canelli — scavata interamente a mano nel fianco della collina che sovrasta la città — è un capolavoro di architettura enologica: 5.000 metri quadrati di gallerie che si sviluppano su più livelli, raggiungendo una profondità massima di 38 metri. La caratteristica marna sedimentare ricca di tufo calcareo garantisce una temperatura costante di 13°C, condizione ideale per i lunghi affinamenti sur lies.
In questi spazi suggestivi e silenziosi, le bottiglie riposano anche per anni, sviluppando quella complessità e quella cremosità che rendono gli spumanti Contratto riconoscibili in tutto il mondo. Nel 2014, la Cattedrale di Canelli viene ufficialmente dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, insieme alle altre tre cantine sotterranee della città.
Nel 2011, un anno carico di significati per Contratto, la cantina passa sotto la guida di Giorgio Rivetti, proprietario della celebre Cantina La Spinetta. Da allora, il piccolo rinoceronte, simbolo della Spinetta, compare sul retro delle bottiglie Contratto come firma discreta di questa nuova stagione. Rivetti e il figlio Andrea imprimono alla cantina una svolta qualitativa radicale: tutti i vini provengono esclusivamente da uve di proprietà, coltivate nelle vigne di Bossolasco, nel cuore dell’Alta Langa, tra i 600 e gli 800 metri sul livello del mare. A queste altitudini, il ciclo vegetativo si allunga, la maturazione delle uve è graduale, e si ottengono acidità, freschezza e aromaticità difficilmente replicabili in territori più bassi.
In cantina, la filosofia è quella della massima cura artigianale. Mauro Ferrero, storico chef de cave e uno degli ultimi champagnisti italiani, esegue ogni giorno a mano la tecnica del remuage sulle tradizionali pupitres, ruotando le bottiglie con il colpo di polso di chi ha trasformato un gesto antico in arte. Tutti gli spumanti Contratto sono millesimati, con l’obiettivo di essere espressione autentica di ogni singola annata, e si caratterizzano per il carattere secco, i lunghi periodi di affinamento sui lieviti e la provenienza delle uve da singoli vigneti.
La gamma spazia dai 40 mesi di maturazione del Millesimato fino ai 100 della Cuvée Novecento, con edizioni speciali che spingono questo confine ancora oltre, come testimonia la Limited Edition “140 Special”.
Vinificazione
Il Metodo Classico Pas Dosé “140 Special” 2011 è una Limited Edition nata dalla volontà di spingere al limite il concetto di affinamento prolungato. Le uve — 90% Pinot Nero e 10% Chardonnay — provengono dai vigneti d’alta quota di Contratto, raccolte a mano in cassette nella vendemmia 2011. Dopo una prima fermentazione in acciaio a temperatura controllata, il vino viene imbottigliato nel luglio 2012 per la presa di spuma: da quel momento inizia un riposo straordinario.
Le bottiglie restano sui lieviti per oltre 140 mesi — da cui il nome dell’edizione — all’interno della Cattedrale Sotterranea di Canelli, a temperatura costante, nell’oscurità e nel silenzio. Il remuage è eseguito interamente a mano sulle pupitres da Mauro Ferrero. La sboccatura avviene nel marzo 2024, senza aggiunta di alcuna liqueur d’expédition: il vino è Pas Dosé, dosaggio zero, puro nella sua struttura. Di questa cuvée esistono soltanto 1.800 bottiglie, numerate.
Degustazione
Colore: si presenta nel calice con un giallo paglierino di bella profondità, attraversato da riflessi dorati che tradiscono l’età e la complessità acquisita. Il perlage è finissimo e persistente, totalmente integrato nella struttura del vino — un segno inequivocabile di maturità e affinamento prolungato.
Naso: il bouquet è ampio, evoluto e affascinante. Si aprono dapprima note di frutta candita — albicocca disidratata, cedro confettato — seguite da miele d’acacia e nocciole tostate. Emergono poi sentori di crosta di pane, pasta brioche e una delicata vaniglia, con un sottofondo minerale di pietra focaia che attraversa il profilo aromatico con eleganza. Lunghissima la persistenza olfattiva.
Palato: l’ingresso è cremoso e avvolgente, con una struttura tutt’altro che esile per un Pas Dosé. La trama è vibrante, sostenuta da una freschezza notevole che bilancia la ricchezza del vino. La texture è burrosa e setosa; le note di frutta matura e il finale minerale e leggermente salino rendono il sorso estremamente lungo ed emozionale. La mancanza di dosaggio rivela tutta la purezza dell’assemblaggio e la qualità dell’annata 2011. Un vino da meditazione, da godere da solo o con un plateau di formaggi affinati a pasta dura, tartufo bianco d’Alba, ostriche fresche o una crostata di frutta secca e miele.
Longevità: pronto ora nella sua espressione più complessa, ma capace di evolvere ulteriormente in cantina fino al 2030–2032.
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