Molise Riserva Don Luigi 2019 – Di Majo Norante
Di Majo Norante firma con il Don Luigi il suo rosso più importante. È una Riserva potente ed elegante, che porta il nome del padre di famiglia.
La famiglia fa vino con le proprie uve dall’Ottocento. Lo raccontano le vecchie cantine sotto la piazza e sotto il palazzo di famiglia, nel borgo di Campomarino, in provincia di Campobasso.
Le vigne stanno sull’antico feudo dei Marchesi Norante di Santa Cristina, fra le colline e la costa adriatica. Il lavoro è passato prima a Luigi Di Majo e poi al figlio Alessio, che guida oggi l’azienda.
Il Don Luigi è il vino che Alessio ha voluto dedicare al padre. Nasce solo dalle uve migliori e più mature di ogni vendemmia.

Le vigne di Di Majo Norante a Camarda
L’azienda ha circa 123 ettari di vigna, divisi in tre tenute: Ramitello e Cocciolete vicino al mare, Camarda sulle prime colline. Da molti anni le vigne sono coltivate in biologico.
Le uve del Don Luigi vengono dalla tenuta di Camarda, da una vigna di circa 6 ettari. Le piante hanno in media 20 anni e sono allevate a spalliera. Le rese sono contenute, circa 60-65 quintali per ettaro.
Il suolo è calcareo e argilloso. Il calcare porta finezza e profumo, l’argilla dà corpo e tiene l’acqua nelle estati calde.
Il mare è vicino. Di giorno il sole del Sud fa maturare bene le uve, di notte la brezza dell’Adriatico rinfresca le vigne.
Il Don Luigi: la Riserva della casa
Il cuore del Don Luigi è il Montepulciano, l’uva rossa più diffusa del Molise e dell’Abruzzo. Dà vini di colore scuro, con frutto maturo e tannini pieni.
In questa zona il Montepulciano trova un clima ideale: estati calde e lunghe, autunni miti e il mare che modera gli sbalzi di temperatura. Le uve arrivano in cantina mature e sane, con molto colore nella buccia.
La denominazione è Molise Rosso Riserva Doc. Per essere Riserva il vino deve aspettare a lungo in cantina prima di uscire.
È un rosso di grande struttura, con 15,5 gradi di alcol, ma resta equilibrato. È il vino che la casa sceglie per le occasioni importanti, e regge molti anni in cantina.
Vinificazione e Affinamento
Si scelgono solo i grappoli migliori e più maturi. In cantina la vinificazione è tradizionale, con una lunga macerazione del mosto sulle bucce per estrarre colore, profumi e tannini.
Poi il vino matura in piccole botti di rovere. Il legno dà note tostate e di vaniglia e ammorbidisce i tannini.
Dopo l’imbottigliamento il Don Luigi riposa ancora in bottiglia prima di uscire dalla cantina.
Degustazione
Nel bicchiere il Don Luigi 2019 è rosso granato intenso, con riflessi violacei.
Al naso è ricco: prugna, ciliegia sotto spirito e frutta matura, poi sottobosco, fiori appassiti, legno tostato, vaniglia e cioccolato.
In bocca è intenso, armonico e strutturato. I tannini sono vellutati, la potenza è tenuta in equilibrio e il finale è lungo. Con gli anni i profumi diventano più complessi e il sorso più morbido.
Va servito a 16-18 gradi. Conviene stappare la bottiglia un’ora prima, per dare aria al vino.
A tavola chiede piatti importanti: carni rosse e alla griglia, selvaggina, la pasta fresca al ragù della tradizione molisana. Ottimo anche con i formaggi stagionati ed erborinati.
Questa Riserva è il vertice della casa. Per tutti i giorni ci sono l’Aglianico Contado 2020 e la Tintilia del Molise 2021; per il pesce la Falanghina 2024.
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