Vin de France “La Pointe” 2022 – Les Obrières
Les Obrières è un domaine viticolo del Languedoc, a Servian, nel cuore dell’Hérault, tra Béziers e Pézenas. Il nome dice già tutto: in occitano obrières significa “lavoratrici”, “operaie” — un omaggio al gesto manuale, alla fatica felice della vigna e alla scelta di due persone che hanno lasciato le loro carriere per costruire, da zero, un progetto vinicolo libero e coraggioso. A guidarlo sono Sara Lombardi e Charles Mackay, coppia nella vita e nel lavoro, artigiani vignaioli che hanno fatto della loro tenuta un vero laboratorio del vivente.
Qui otto ettari di vigneti biologici crescono su terrazze villafranchiane baciate dalla luce mediterranea su suoli argillo-silicei che regalano ai vini freschezza e tensione. Ogni scelta, dalla vigna alla cantina, è guidata da un principio semplice e radicale: il rispetto del vivente. Sara e Charles lavorano ispirandosi alla biodinamica e all’agroecologia, coltivano suoli vivi, seminano sovesci e concimi verdi, incoraggiano la biodiversità e recuperano vitigni mediterranei dimenticati. Le vigne non sono semplici filari, ma un ecosistema dove fiori, insetti, api e coccinelle raccontano la salute della terra. È da questa vitalità che nascono uve sane e vibranti.
La filosofia della cantina si potrebbe riassumere in una parola: autenticità. I vini di Les Obrières sono vini naturali nel senso più rigoroso del termine, certificati biologici (Ecocert) e aderenti alla carta Vin Méthode Nature. In cantina non c’è artificio: la fermentazione è spontanea, condotta esclusivamente da lieviti indigeni, perché sia il terroir a esprimersi e non la mano dell’enologo. Le vinificazioni sono a bassissimo intervento, i vini vengono imbottigliati senza filtrazioni pesanti e con solforosa minima, talvolta del tutto assente. Il risultato sono vini vivi, sinceri, digeribili, che cambiano nel bicchiere e raccontano ogni volta qualcosa di diverso.
La gamma è un piccolo viaggio nei cépages del Sud: dal bianco Les Fringants (Viognier delicato e teso, selezionato dalla guida Glou Guide), ai rossi di Carignan come La Pointe e l’ambizioso Amfora, Carignan di vecchie vigne affinato 36 mesi in anfora; dai petnat metodo ancestrale Monello e Mossa Nova, fino ai rossi succosi e beverini come Cool y Coule e, naturalmente, il Manhac. Ogni etichetta è un racconto a sé, ma tutte condividono la stessa energia grezza e solare del Languedoc.
Les Obrières, però, non è soltanto vino: è accoglienza ed esperienza. Nella loro cave a Servian, Sara e Charles hanno creato uno spazio dove il vino non si conserva ma si racconta, tra degustazioni, spettacoli immersivi e i pranzi “Accords Vivants” che accostano le cuvée biodinamiche a cucine di tutto il mondo. È l’espressione più piena della loro idea di mestiere: conviviale, curiosa, generosa.
Portare Les Obrières in tavola significa scegliere un vino che ha un’anima e una storia vera. Significa sostenere un’agricoltura rispettosa, due vignaioli appassionati e un modo di intendere il vino come gesto d’amore verso la terra. Per chi cerca bottiglie uniche , oneste e piene di vita, il Languedoc di Sara e Charles è una scoperta che conquista al primo sorso.
La Pointe nasce da vecchie vigne di Carignan quasi centenarie, coltivate in agroforestazione su suoli argillo-silicei del Languedoc. I bassi rendimenti e l’età delle piante danno uve concentrate e ricche di aromi, raccolte a mano. In cantina, dopo la diraspatura, il vino svolge una macerazione delicata e senza estrazione eccessiva, pensata per preservare la purezza del frutto ed evitare una struttura troppo pesante: il risultato è un Carignan in purezza dai tannini morbidi e setosi.
La fermentazione avviene in acciaio con soli lieviti indigeni, seguita da un affinamento in acciaio che mantiene freschezza e nitidezza. È un vino biologico (Ecocert) e Vin Méthode Nature, senza filtrazioni né collaggi, con solforosa pressoché assente, nel pieno rispetto della filosofia di Sara e Charles.
Degustazione
Colore: rosso granato intenso e profondo, luminoso.
Naso: bouquet espressivo e maturo, dominato da frutti neri (cassis, mora, prugna), impreziosito da una punta di spezie dolci e da una sottile nota di garrigue mediterranea; sul fondo un accenno di cacao.
Bocca: attacco ampio e succoso, con una bella tensione che dà slancio al sorso; i tannini sono morbidi e fusi, la trama è setosa e l’equilibrio tra freschezza e golosità è perfetto. Un Carignan di carattere, sorprendentemente accessibile e di grande bevibilità, con un finale mai asciugante e persistente.
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