Falanghina del Molise 2024 – Di Majo Norante
Di Majo Norante è la cantina che ha fatto conoscere il vino del Molise in Italia e all’estero. La sua Falanghina del Molise è un bianco di mare: fresco, profumato e pieno di sole.
La famiglia fa vino con le proprie uve dall’Ottocento. Lo raccontano le vecchie cantine sotto la piazza e sotto il palazzo di famiglia, nel borgo di Campomarino, in provincia di Campobasso.
Le vigne stanno sull’antico feudo dei Marchesi Norante di Santa Cristina, fra le colline e la costa adriatica, poco a nord del Gargano. Il lavoro è passato prima a Luigi Di Majo e poi al figlio Alessio, che guida oggi l’azienda.
Alessio ha puntato da subito sui vitigni del Sud e sulle uve autoctone del Molise, come la Tintilia, la Falanghina e l’Aglianico.

Le vigne di Di Majo Norante
L’azienda ha circa 123 ettari di vigna, divisi in tre tenute: Ramitello e Cocciolete a circa 100 metri di quota, vicino al mare, e Camarda a 200 metri, sulle prime colline.
Da molti anni le vigne sono coltivate in biologico, con concimi naturali e l’erba lasciata crescere fra i filari.
La Falanghina viene dalla tenuta di Ramitello. Il suolo è argilloso, le piante sono allevate a spalliera con circa 4.400 viti per ettaro.
La brezza che sale dall’Adriatico rinfresca le notti d’estate e tiene sane le uve. Così il vino conserva profumo e acidità anche nelle annate calde.
La Falanghina del Molise: lo stile
La Falanghina è un’uva antica del Sud Italia, coltivata da secoli fra Campania e Molise. Dà vini bianchi freschi, con profumi di fiori e frutta e una bella sapidità.
La versione di Di Majo Norante è Falanghina in purezza, fatta solo in acciaio. Niente legno: al centro restano il frutto e il carattere del mare.
Ogni anno se ne fanno circa 20.000 bottiglie. È un bianco da tutti i giorni, ma con più corpo e più personalità di un vino semplice.
Per molti la Falanghina del Molise di Di Majo Norante è il primo incontro con i vini di questa regione piccola e poco conosciuta, stretta fra Abruzzo, Campania e Puglia. Un bianco onesto, che racconta bene la sua terra.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia si fa in ottobre. In cantina le uve restano a contatto con le bucce per 24-36 ore: è una breve macerazione che porta più profumo e più struttura.
Poi il mosto fermenta in vasche d’acciaio a 16-18 gradi, per tenere freschi gli aromi. Segue la fermentazione malolattica, che rende il vino più morbido e rotondo.
Il vino resta in acciaio fino all’imbottigliamento, senza passaggi in legno.
Degustazione
Nel bicchiere la Falanghina del Molise 2024 è giallo paglierino dorato, con riflessi verdolini.
Al naso è fresca e piacevole, con note di ginestra, fiori di campo, agrumi e pesca bianca.
In bocca ha un corpo ampio e una bella acidità. Il finale è lungo, con un retrogusto appena amarognolo che ricorda il melograno.
Va servita a 10-12 gradi. È pronta da bere giovane, quando i profumi sono al massimo.
A tavola accompagna tutto il pasto. È ideale con i crostacei e i molluschi, gli antipasti di mare, i primi e i secondi di pesce. Ottima anche con il sushi e i formaggi freschi.
Questa Falanghina del Molise è il bianco della casa. Per i rossi ci sono la Tintilia del Molise 2021, l’Aglianico Contado 2020 e il Don Luigi 2019.
Scopri tutte le etichette di Di Majo Norante e gli altri vini del Molise.












