Aglianico Riserva Contado 2020 – Di Majo Norante
Di Majo Norante è la cantina più conosciuta del Molise. Il Contado è il suo Aglianico Riserva: un rosso pieno e morbido, che porta il nome antico di questa terra, il Contado del Molise.
La famiglia fa vino con le proprie uve dall’Ottocento. Lo raccontano le vecchie cantine sotto la piazza e sotto il palazzo di famiglia, nel borgo di Campomarino, in provincia di Campobasso.
Le vigne stanno sull’antico feudo dei Marchesi Norante di Santa Cristina, fra le colline e la costa adriatica. Il lavoro è passato prima a Luigi Di Majo e poi al figlio Alessio, che guida oggi l’azienda.
Alessio è convinto che le uve del Sud siano quelle giuste per il clima e i suoli del Contado del Molise. L’Aglianico ne è la prova.

Le vigne di Di Majo Norante a Camarda
L’azienda ha circa 123 ettari di vigna, divisi in tre tenute: Ramitello e Cocciolete vicino al mare, Camarda sulle prime colline. Da molti anni le vigne sono coltivate in biologico.
L’Aglianico viene dalla tenuta di Camarda, a circa 200 metri di quota. Le piante hanno in media 23 anni e sono allevate a spalliera, con circa 4.400 viti per ettaro. Le rese sono di circa 80-90 quintali per ettaro.
Il suolo è calcareo. Il calcare dà al vino finezza, profumo e una bella freschezza.
L’Aglianico matura tardi. Qui il sole del Sud e la brezza del mare gli danno il tempo di arrivare a maturazione piena, senza perdere acidità.
Il Contado: l’Aglianico del Molise
L’Aglianico è una delle grandi uve rosse del Sud Italia, la stessa del Taurasi e dell’Aglianico del Vulture. Dà vini scuri, con tannini decisi e una lunga vita in cantina.
Il Contado è Aglianico in purezza, con la denominazione Aglianico del Molise Riserva Doc. Rispetto ai rossi della Campania e della Basilicata è più morbido e più facile da bere giovane.
È un rosso che dà molto per quello che costa: struttura, profumo e una lunga tenuta nel tempo. Per molti è il modo migliore di scoprire l’Aglianico.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia è tardiva: si raccoglie a fine ottobre o nei primi giorni di novembre, quando le uve sono ben mature.
In cantina c’è una lunga macerazione sulle bucce, con una fermentazione lenta in piccoli tini d’acciaio. Segue la fermentazione malolattica.
L’affinamento dura circa tre anni. Circa un anno passa in barrique e tonneaux, il resto in botti e in vasche d’acciaio, prima dell’imbottigliamento e di un ultimo riposo in bottiglia.
Degustazione
Nel bicchiere il Contado 2020 è rosso rubino intenso, con riflessi granati.
Al naso è ampio, con note di frutta matura e di ciliegia nera, spezie, tabacco e un tocco di erbe mediterranee.
In bocca è morbido e vellutato. Il corpo è denso, il tannino è equilibrato e il finale torna sulla ciliegia nera, con una nota balsamica. Con qualche anno di bottiglia i tannini si fanno ancora più morbidi e i profumi più complessi.
Va servito a 16-18 gradi. Conviene aprirlo mezz’ora prima. È pronto da bere, ma regge bene ancora diversi anni.
A tavola sta bene con i cibi saporiti: carni rosse, arrosti, selvaggina e formaggi stagionati. Ottimo anche con la parmigiana di melanzane, le verdure arrosto e le zuppe di legumi.
Il Contado è il rosso di tutti i giorni della casa. Per le grandi occasioni c’è il Don Luigi 2019; per scoprire un’uva rara la Tintilia del Molise 2021; per il pesce la Falanghina 2024.
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