Chianti Classico DOCG Bio 2022 – Val delle Corti
Val delle Corti è una piccola cantina biologica di Radda in Chianti, e questo Chianti Classico 2022 è il suo vino di casa. Sangiovese di collina con un tocco di Canaiolo, lieviti naturali e due anni in botte grande: un rosso luminoso, fresco ed elegante, che sa di Radda.
La storia comincia nel 1974, quando Giorgio Bianchi lascia Milano con la moglie Eli e si trasferisce a Radda. Dal 1999 la cantina è guidata dal figlio Roberto con Lis, che hanno portato tutta l’azienda al biologico, con parte delle pratiche biodinamiche.
Sono circa 5 ettari di proprietà più un paio in affitto, e circa seicento ulivi. Una cantina piccola, dove ogni vigna è seguita a mano. Il Chianti Classico 2020 ha ricevuto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

Le vigne di Radda
Radda è terra antica: sul Monte alla Croce vivevano già gli Etruschi. Qui il Sangiovese è di casa, è il vero genio del luogo.
Le vigne di Val delle Corti sono tra 420 e 490 metri di quota, esposte in pieno est. Il terreno è di marne calcaree, pieno di sassi. L’altitudine e il sole del mattino danno uve sane, con acidità viva e profumi netti.
Per questo vino si usano viti di 17-20 anni, intorno ai 450 metri, insieme al poco Canaiolo che la famiglia ha sempre tenuto.
La denominazione
Il Chianti Classico DOCG è il cuore storico del Chianti, tra Firenze e Siena, con il Gallo Nero come simbolo. Radda è uno dei comuni più alti e più freschi della zona, e i suoi vini sono noti per finezza e longevità.
Vinificazione e Affinamento
L’uvaggio è 95% Sangiovese e 5% Canaiolo. La fermentazione parte con i lieviti naturali e dura circa tre settimane in acciaio, con follature a mano.
Una parte del vino, circa il 30%, resta sulle bucce per quattro mesi: una macerazione lunga che dà profondità senza appesantire.
Poi il vino matura 24 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia da 20-30 ettolitri e riposa altri tre mesi in bottiglia prima di uscire.
Degustazione
Nel calice il Chianti Classico di Val delle Corti è rosso rubino brillante e luminoso.
Al naso è fresco: ciliegia, lampone, viola, con note di erbe di campo e un leggero tocco di terra.
In bocca è dritto e sapido, con una bella acidità e tannini fini. Non è un vino pesante: è elegante, si beve con piacere e ha un finale lungo e pulito. I 14 gradi non si sentono.
Va servito a 16-18 gradi. È buono già adesso e può crescere in cantina per diversi anni.
A tavola è perfetto con la cucina toscana: crostini di fegatini, ribollita, pappardelle al cinghiale, bistecca e arrosti. Ottimo anche con formaggi di media stagionatura.
Di Val delle Corti trovi anche Lo Straniero 2022, il rosso di Radda con il Merlot.
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