Brunello di Montalcino Docg Selezione Madonna delle Grazie 2021 – Il Marroneto
Il Marroneto è nato nel 1974, quando l’avvocato romano Giuseppe Mori comprò un piccolo podere sulla collina nord di Montalcino. Accanto c’era, e c’è ancora, una chiesina del Duecento dedicata alla Madonna delle Grazie. Oggi la cantina la guida il figlio Alessandro Mori.
Il vino più famoso della casa prende il nome proprio da quella chiesa. La selezione Madonna delle Grazie nasce dalla vigna storica che la circonda, la più vecchia della proprietà, e viene fatta solo nelle annate che Alessandro giudica all’altezza.
Le bottiglie sono poche e spariscono in fretta. Per molti appassionati è uno dei Brunello più buoni di tutta Montalcino, un vino da collezione e da meditazione, da aprire con calma e con le persone giuste.

La vigna storica
La vigna è a circa 400 metri di quota, intorno alla vecchia chiesa. Il terreno è un sabbione di mare sciolto e povero, ricco di minerali, che scarica bene l’acqua. Le piante sono vecchie e danno poca uva, ma molto concentrata.
Il Marroneto non ha mai voluto allargarsi: pochi ettari, poche etichette, nessuna scorciatoia. In vendemmia si scelgono i grappoli uno per uno, e quelli che non convincono restano fuori. È questo lavoro paziente, ripetuto ogni anno, che fa la differenza nel bicchiere.
Si lavora tutto a mano, senza concimi chimici e con rese molto basse. Il vitigno è solo Sangiovese, come vuole il disciplinare del Brunello di Montalcino.
L’annata 2021
La 2021 è un’annata di sole e di equilibrio, con un’estate calda e notti fresche che hanno tenuto viva l’acidità. Alessandro Mori la descrive come più solare e generosa della 2020.
La critica ha messo il Madonna delle Grazie 2021 de Il Marroneto fra i vini più grandi dell’anno: 100 punti James Suckling, 98 punti Robert Parker, Vinous, Decanter e Jeb Dunnuck, 18/20 Jancis Robinson.
Sono voti che pochissimi vini italiani raggiungono. Per questo la 2021 è un’annata da comprare ora, finché si trova, e da mettere in cantina con calma: fra qualche anno sarà molto più difficile da trovare.
Vinificazione e Affinamento
L’uva viene diraspata e riposa due giorni nei tini di rovere di Allier. La fermentazione parte da sola, senza lieviti selezionati né sali nutritivi e senza controllo della temperatura, e va avanti per 16-17 giorni con i rimontaggi.
Poi il vino matura per circa 47 mesi in botti grandi di rovere da 26 quintali, che lasciano parlare il frutto e la vigna. Affina altri 6 mesi in bottiglia prima di uscire. È un tempo lungo anche per un Brunello, ed è una delle ragioni della sua finezza.
Degustazione
Nel calice il Madonna delle Grazie de Il Marroneto è rosso granato luminoso, con riflessi aranciati.
Al naso si apre piano: viola, buccia d’arancia, ciliegia sotto spirito, poi tè, terra, legno affumicato e spezie dolci. Ogni volta che si torna al bicchiere c’è una nota nuova.
In bocca è pieno e insieme leggero, con tannini fitti e vellutati e un’acidità che lo tiene fresco. Il finale è lunghissimo e sapido. Si può già bere, ma il meglio arriva fra dieci anni, e in una buona cantina dura trenta e più.
Va servito a 18 gradi, in un calice ampio.
A tavola accompagna la bistecca alla fiorentina, la selvaggina, il tartufo e i formaggi molto stagionati. Ma è anche un vino da bere da solo, a fine cena. Per un regalo d’eccezione, a chi ama il Brunello, c’è poco di meglio.
Da Il Marroneto trovi anche il Brunello 2020, il Brunello 2021 e il Rosso Iacopo 2022.
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