Vin de France Valanjou “White Rabbit” 2023 – La Vinoterie
La Vinoterie nasce nel 2017 a Valanjou, nel comune di Chemillé-en-Anjou, nel cuore della Valle della Loira. Il progetto è quello personale di Jean-Marie Brousset, vignaiolo che ha costruito la propria identità attraverso anni di lavoro sul campo, prima come co-gestore del Domaine des Roches Sèches — dove ha affinato le proprie competenze tra il 2010 e il 2016 — e poi grazie a una formazione accademica approfondita: un BTS, una Licence e un Master in scienze della vite e del vino. Una preparazione rigorosa che non ha tuttavia spento la vocazione artigianale, al contrario l’ha consolidata.
La cantina ha sede nell’antico Moulin des Verzeaux, un vecchio mulino da grano che dà il nome alla proprietà. Il nome stesso La Vinoterie nasce da un gioco di parole tra vin e minoterie — il termine francese per mulino — come a dire che dove un tempo si macinava il grano, oggi si fa vino naturale. Al fianco di Jean-Marie lavora Charlotte, con cui condivide la vigna e la cantina nel quotidiano, costruendo insieme una realtà a misura umana.
La tenuta si estende su 4,2 ettari di vigneti situati su suoli composti da sabbia, limo, argilla e depositi alluvionali, un mosaico pedologico che offre drenaggio, mineralità e quella freschezza naturale che è la firma dei grandi bianchi di Anjou. Qui trovano espressione le varietà emblematiche della regione: Chenin Blanc e Chardonnay per i vini bianchi, Grolleau e Cabernet Franc per i rossi. I vigneti sono condotti in agricoltura biologica certificata, con lavorazioni interamente manuali: potatura, scacchiatura, gestione del suolo — tutto avviene a mano, con la cura che si riserva solo alle cose che contano davvero.
In cantina la filosofia è quella della minima interventistica. Jean-Marie non corregge, non standardizza, non maschera. I vini fermentano spontaneamente grazie ai soli lieviti indigeni, senza chiarifica né filtrazione, e senza aggiunta di solfiti. Per i rossi le macerazioni durano 6–10 giorni, mentre i bianchi vengono pressati direttamente. Gli affinamenti, della durata di 10–12 mesi, avvengono in vasche e barrique, con l’obiettivo di accompagnare ciascun vino verso la sua piena espressione, senza forzature. Una cantina che ascolta prima di agire.
Il risultato è una gamma di vini di carattere e precisione, capaci di tradurre con sincerità l’identità dei terroir della Loira e la visione di un vignaiolo profondamente radicato nella propria terra. Vini naturali nel senso più autentico del termine: vivi, franchi, e capaci di emozionare anche il bevitore più esigente. La Vinoterie non cerca la perfezione formale, ma l’autenticità: quella che si ottiene solo quando tra uomo, vigna e territorio si instaura un dialogo onesto e quotidiano, annata dopo annata.
Vinificazione
Il White Rabbit è un vino bianco da uvaggio paritario di Chenin Blanc e Chardonnay (50/60), proveniente dai vigneti di Valanjou, su suoli sabbioso-argillosi con presenza di scisti, terroir che imprime al blend freschezza, mineralità e struttura equilibrata.
La vendemmia è manuale, con selezione accurata dei grappoli. Le uve vengono pressate direttamente senza macerazione e avviate alla fermentazione con i soli lieviti indigeni. Per garantire una partenza fermentativa ottimale, un pied de cuve viene preparato 10–15 giorni prima dell’inizio della vendemmia, assicurando una popolazione di lieviti pienamente attiva. Il vino non subisce né filtrazione né aggiunta di solforosa — non filtrato, non solfitato. La produzione è limitata a 3.000 bottiglie.
Degustazione
Colore: Giallo paglierino luminoso, con riflessi dorati che tradiscono una bella maturità della materia.
Naso: Pulito, diretto, di grande finezza. Si apre su note di fiori bianchi, mela golden e agrumi canditi, con un fondo di miele d’acacia appena accennato e una sottile vena di pietra focaia che rivela l’origine minerale del terroir. Con l’ossigenazione emergono sfumature di frutta a polpa bianca matura e cedro.
Bocca: L’ingresso è morbido e avvolgente, con una bella materia fruttata che si distende con eleganza. La freschezza naturale dello Chenin sostiene il sorso con precisione, bilanciando la densità senza mai appesantire. Il finale è lungo, sapido, con un ritorno minerale che invita il sorso successivo. Tensione e volume convivono in equilibrio raro.
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