Coteaux Champenois Aoc “Les Plantels” 2020 – Antoine Bouvet
Antoine Bouvet è una delle voci più autentiche e risolute della nuova generazione di vigneron champenois. Il domaine ha sede a Mareuil-sur-Aÿ, nel cuore della Grande Vallée de la Marne, a pochi chilometri da Épernay, e si estende su circa cinque ettari suddivisi tra tre villaggi classificati Premier Cru: Mareuil-sur-Aÿ, Bisseuil e Avenay-Val-d’Or — un trittico di terroir calcarei e cretacei che rappresentano l’ossatura di alcuni dei Champagne più profondi e longevi della denominazione.
La storia del domaine affonda le radici nel lavoro di Guy Bouvet, nonno paterno di Antoine, che negli anni Settanta fondò la Maison Champagne Guy Bouvet a Mareuil-sur-Aÿ. Tra il padre di Antoine — che scelse una carriera estranea alla vigna — e il fondatore si aprì una generazione di silenzio. Ma le vigne rimasero, e con esse un patrimonio vegetale di rara qualità: selezioni massali di Pinot Noir e Chardonnay su piante di grande età, capaci di affondare le radici in profondi strati di gesso e di restituire una materia prima di complessità genetica ineguagliabile.
Antoine riprese le redini nel 2011, ancora giovanissimo, dopo essersi formato alla rinomata École de Viticulture d’Avize. Fin dall’inizio, la sua visione è stata netta: un approccio il meno interventista possibile, sia in vigna che in cantina. Già dal 2015, il domaine avviò la transizione verso la viticoltura biologica e biodinamica, percorso che portò tutte le vigne a ottenere la certificazione biologica. Niente diserbanti, niente chimica di sintesi: il suolo viene lavorato con rispetto, la biodiversità tutelata, i cicli naturali assecondati.
In cantina, Antoine lavora con la stessa coerenza: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, uso minimo di solfiti, imbottigliamento senza filtrazione. La liqueur de dosage è ridotta ai minimi termini — o assente del tutto nelle cuvée Brut Nature — per non interferire con l’espressione autentica del terroir e delle uve.
Le vigne a selezione massale sono il punto di forza del domaine. A differenza degli impianti da vivaio — uniformi e spesso geneticamente impoveriti — le vigne massali di Bouvet sono il risultato di decenni di selezione interna: quando una pianta andava reimpiantata, il sarment veniva prelevato direttamente dalle vigne di famiglia. Il risultato è una diversità genetica che si traduce in complessità aromatica, resilienza alle condizioni climatiche e longevità del frutto.
A Mareuil-sur-Aÿ, le parcelle denominata “Faussard” e “Béguine” — entrambe piantate nel 1968 — ospitano le viti destinate alla cuvée Saignée, su suoli calcareo-argillosi con forte presenza di craie (gesso), che donano ai vini quella caratteristica salinità e tensione minerale tipica dei migliori Premier Cru della Vallée de la Marne.
Accanto ad Antoine lavora oggi il fratello Maxime, responsabile della parte commerciale: un progetto familiare, piccolo per vocazione e grandioso per ambizione qualitativa. Le tirature rimangono estremamente limitate — non più di qualche centinaio di bottiglie per cuvée — e la distribuzione selezionata, rivolta a enoteche e appassionati che cercano Champagne di profondità e carattere, non di volume e notorietà.
Antoine Bouvet rappresenta esattamente ciò che la Champagne artigianale sa offrire di meglio: radici antiche, mani precise, rispetto profondo per la terra — e un’idea di bollicine che rifugge ogni compromesso.
Vinificazione
La parcella “Les Plantels”, composta da Chardonnay premiato per profondità organolettica, viene pressata e fermentata in botti di rovere di varie dimensioni, favorendo estrazione controllata e texture cremosa. Il vino riposa qualche mese in legno piccolo, ma mantiene freschezza grazie alla fermentazione spontanea; non subisce rifermentazione in bottiglia, restando un vino fermo, di grande eleganza e complessità
Il vino si apre su note eleganti di burro, mela cotogna e agrumi maturi, sostenute da tensione minerale che culmina in finale fresco e sapido.
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