Vin de France “Les Noëls de Montbenault” 2021 – Richard Leroy
Richard Leroy è uno dei vignaioli più amati della Loira, e Les Noëls de Montbenault è il suo vino più importante: uno Chenin Blanc secco, profondo e minerale, che i collezionisti cercano ogni anno. La sua è una storia insolita. Nato nei Vosgi, studia economia e lavora per anni in banca a Parigi, dove guida anche un club di degustazione. Il vino però diventa la sua vera passione.
Nel 1996 Richard Leroy lascia la banca e si trasferisce con la moglie Sophie a Rablay-sur-Layon, nel cuore dell’Anjou. Qui compra due ettari di vecchie vigne di Chenin da una coppia di contadini che vendevano l’uva alla cantina sociale. Non ha studi di enologia: impara sul campo, aiutato dall’amico vignaiolo Joël Ménard, e trasforma il garage di casa in cantina.
All’inizio pensa ai vini dolci del Layon, ma capisce presto che un vino con zucchero residuo è quasi impossibile da fare senza solfiti. Così prova a vinificare il suo Chenin secco, e il risultato lo convince. Da allora Richard Leroy fa solo bianchi secchi, e negli anni riduce la solforosa fino a toglierla quasi del tutto, a seconda dell’annata.
Oggi il domaine conta circa tre ettari, divisi in due sole parcelle, ognuna con il suo vino. Les Rouliers, circa un ettaro su scisti sabbiosi, guarda a sud con vigne più giovani. Les Noëls de Montbenault è la parcella più grande e più preziosa: circa due ettari a Faye-d’Anjou, in cima a una collina ventosa.

La vigna dei Noëls de Montbenault cresce su un suolo sottile e sassoso di rocce vulcaniche, rioliti e spiliti, rare in questa parte della Loira. Le viti hanno in media cinquant’anni e radici profonde nella roccia. Le rese sono bassissime e l’uva è poca ma concentrata: da qui nasce la grande energia del vino. Accanto c’è anche la parcella di Thomas Batardière, vicino e amico di Richard.
In vigna il lavoro è tutto a mano. Le vigne sono in biologico fin dall’inizio, certificate dal 2002, e oggi in biodinamica: il terreno si lavora con l’aratro, senza diserbanti né insetticidi, e si usano solo zolfo, rame e preparati biodinamici. La vendemmia è manuale, con più passaggi tra i filari per scegliere l’uva migliore.
Dal 2008 Richard Leroy non usa più la denominazione Anjou: dopo i contrasti con le commissioni che approvano i vini, sceglie l’etichetta Vin de France. Il nome della zona sparisce, ma la qualità resta altissima. La sua storia è anche in un fumetto famoso, Les Ignorants di Étienne Davodeau, dove Richard insegna il mestiere del vino a un disegnatore.
Il 2021 è stata un’annata difficile e fresca in Loira, con gelate in primavera e poca uva. Il Les Noëls de Montbenault 2021 è per questo più delicato e teso delle annate calde: un vino fine, preciso e verticale, con un’acidità viva che lo farà crescere a lungo in bottiglia.
Vinificazione e Affinamento
Les Noëls de Montbenault nasce da Chenin Blanc 100%. Le uve, raccolte a mano, fermentano in botti di rovere con i soli lieviti indigeni. Il vino affina circa 18 mesi in botte sulle fecce fini che lo proteggono dall’aria. Non è chiarificato né filtrato ed è senza solfiti aggiunti.
Degustazione
Il Les Noëls de Montbenault 2021 è di un giallo paglierino brillante. Al naso porta pera, fiori bianchi e scorza di lime, poi una nota tostata e di pietra focaia. In bocca è pieno ma slanciato, con una lunga chiusura sapida. Da giovane può essere un po’ chiuso: conviene aprirlo un poco prima. Servito a 12-13 gradi, è ideale con pesce, crostacei, carni bianche e formaggi di capra. Si beve già bene oggi e darà il meglio tra il 2028 e il 2033.
Scopri tutte le etichette di Richard Leroy









