Champagne Aoc Extra Brut 744 Astucciata – Jacquesson
Jacquesson è una delle Maison di Champagne più antiche ancora in attività, e una delle più coraggiose. La Cuvée 744 è uno Champagne Extra Brut che racconta una sola vendemmia, la 2016, con pochissimo zucchero aggiunto e qualche anno in più di maturità. In astuccio, è perfetta anche da regalare.
La storia comincia nel 1798 a Châlons-sur-Marne, quando Memmie Jacquesson fonda la casa. Le sue bottiglie piacciono a Napoleone I, che premia la Maison con una medaglia d’oro. Nel 1844 il figlio Adolphe brevetta la placchetta della gabbietta, il piccolo disco di metallo che ancora oggi tiene fermo il tappo di ogni bottiglia di bollicine.
Nel 1974 la Maison passa alla famiglia Chiquet, vignaioli di Dizy, nella Grande Vallée de la Marne, dove ha ancora sede. Dal 1988 i fratelli Jean-Hervé e Laurent Chiquet scelgono la qualità prima della quantità: producono meno, scartano le uve mediocri e puntano sui propri vigneti Grand Cru e Premier Cru, con rese basse e terreni lavorati con cura.

La Maison cura circa 28 ettari: una parte nella valle della Marne, tra Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon, e una parte sulla Côte des Blancs, ad Avize e Oiry. Dal 2022 fa parte di Artémis Domaines, il gruppo della famiglia Pinault che riunisce anche Château Latour e Clos de Tart.
Nel 2000 arriva la scelta che rende Jacquesson diversa da tutte: niente più Brut senza annata uguale ogni anno, ma la serie numerata 700, partita con la Cuvée 728. Ogni numero corrisponde a una vendemmia di base, completata da una parte di vini di riserva. È l’annata a guidare il vino, non il contrario.
Il 2016 è stato un anno di estremi. Inverno e primavera molto piovosi, gelate a fine aprile, poi un’estate calda e asciutta. La raccolta è andata dal 19 settembre al 6 ottobre, con una pausa per aspettare le parcelle più lente. Il Pinot Noir è riuscito benissimo.
Da noi trovi anche la Cuvée 748, nata dalla vendemmia 2020: assaggiarle una accanto all’altra è il modo migliore per capire quanto ogni numero sia diverso.
Vinificazione e Affinamento
Nella 744 il 55% delle uve viene dalla valle della Marne, con il Pinot Noir e il Pinot Meunier di Aÿ, Dizy e Hautvillers. Il 45% è Chardonnay di Avize e Oiry, che porta finezza e freschezza. Circa il 30% della massa sono vini di riserva presi dalle cuvée 700 precedenti: per questo la 744 ha una profondità rara, senza perdere la voce del suo anno.
Il vino fermenta e matura in grandi botti di rovere sulle sue fecce, senza chiarifica e senza filtrazione. Poi riposa sui lieviti in bottiglia fino alla sboccatura di febbraio 2021. Il dosaggio è di appena 0,75 grammi per litro, quasi niente. Ne sono state prodotte 244.350 bottiglie, oltre a magnum e jeroboam.
Degustazione
Nel calice è giallo dorato con un perlage fine e continuo. Al naso gli anni in più si sentono: mela gialla e pera matura, agrumi canditi, brioche, nocciola e miele, con una nota minerale di gesso e un tocco di frutta secca tostata.
In bocca la Jacquesson 744 è piena e vinosa, ma secchissima, con un’acidità viva che la tiene dritta e una bollicina cremosa. Il finale è lungo, salino e leggermente ossidativo, nel senso buono. Robert Parker’s Wine Advocate le ha dato 94 punti.
La 744 si serve a 10 gradi, meglio in un calice da vino bianco che in una flûte. È un vino da tavola: crudi di mare, risotto ai funghi, carni bianche, pesce al forno e formaggi stagionati come il Comté. È già in una bella fase e può aspettare ancora in cantina per qualche anno.
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