Champagne Aoc Extra Brut 748 Astucciata – Jacquesson
Jacquesson è una delle Maison di Champagne più antiche ancora in attività, e una delle più coraggiose. La Cuvée 748 è uno Champagne Extra Brut che non insegue uno stile sempre uguale: racconta prima di tutto una vendemmia, la 2020, con pochissimo zucchero aggiunto. In astuccio, è perfetta anche da regalare.
La storia comincia nel 1798 a Châlons-sur-Marne, quando Memmie Jacquesson fonda la casa. Nei primi anni dell’Ottocento le sue bottiglie piacciono a Napoleone I, che premia la Maison con una medaglia d’oro. Il figlio Adolphe brevetta nel 1844 la placchetta della gabbietta che ancora oggi tiene fermo il tappo di ogni bottiglia di bollicine.
Nel 1974 la Maison passa alla famiglia Chiquet, vignaioli di Dizy, nella Grande Vallée de la Marne, dove ha ancora sede. Dal 1988 i fratelli Jean-Hervé e Laurent Chiquet cambiano strada: producono meno, scartano le uve mediocri e puntano sui propri vigneti Grand Cru e Premier Cru, con rese basse e un suolo lavorato con rispetto.
La Maison cura circa 28 ettari: una parte nella valle della Marne, tra Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon, e una parte sulla Côte des Blancs, ad Avize e Oiry. Dal 2022 fa parte di Artémis Domaines, il gruppo della famiglia Pinault che riunisce anche Château Latour e Clos de Tart.

Nel 2000 arriva la scelta che rende Jacquesson unica: basta con il Brut senza annata uguale ogni anno, al suo posto la serie numerata 700, partita con la Cuvée 728. Ogni numero segue i registri di imbottigliamento della casa e corrisponde a una vendemmia di base, completata da una parte di vini di riserva. È l’annata a guidare il vino, non il contrario.
La 748 festeggia i vent’anni di questo progetto. Il 2020 è stato un anno caldo e asciutto: primavera di sole, temporali a giugno ed estate molto secca. La vendemmia è stata precoce, dal 26 agosto al 10 settembre, con uve sane e mature.
Da noi trovi anche la Cuvée 746, nata dalla vendemmia 2018: assaggiarle una accanto all’altra è il modo migliore per capire quanto ogni numero sia diverso.
Vinificazione e Affinamento
La 748 unisce lo Chardonnay di Avize e Oiry, che dà il carattere al vino, al Pinot Noir e al Pinot Meunier di Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon. Circa un quarto della massa, il 24%, è fatto di vini di riserva presi da sei cuvée precedenti, per dare profondità senza coprire l’annata.
Il vino fermenta e matura in grandi botti di rovere sulle sue fecce, senza chiarifica e senza filtrazione. Poi riposa sui lieviti in bottiglia per circa tre anni. La sboccatura è del 2024 e il dosaggio è di circa 2 grammi per litro: un Extra Brut vero, prodotto in circa 170.000 bottiglie.
Degustazione
Nel calice è giallo paglierino con riflessi dorati e un perlage fine e continuo. Al naso si apre con fiori bianchi e brioche, poi pompelmo, frutti di bosco e frutta secca salata, con un tocco di zenzero e una nota minerale di gesso.
In bocca la Jacquesson 748 è secca, tesa e sapida, con un’acidità viva e una bollicina delicata. Il finale è lungo, fresco e appena speziato, con una piacevole nota amarognola. James Suckling e Jeb Dunnuck le hanno dato 94 punti.
La 748 si serve a 8-10 gradi, meglio in un calice da vino bianco che in una flûte. È ottima come aperitivo, ma dà il meglio a tavola: crudi di mare, ostriche, risotto alla parmigiana, pesce al forno e formaggi stagionati come il Comté. Si beve già oggi e può crescere in cantina per molti anni.
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