Etna Rosso DOC 2018 – Tenuta delle Terre Nere
Tenuta delle Terre Nere è una delle cantine che hanno fatto conoscere l’Etna nel mondo. La fonda nel 2002 Marc de Grazia, che dell’Etna diceva: è la Borgogna del Mediterraneo. La sede è in contrada Calderara, a Randazzo.
Oggi la tenuta conta circa 45 ettari divisi in nove contrade del versante nord, fra Solicchiata e Randazzo. Da alcune di queste vigne nascono i cru più famosi della casa, come Calderara Sottana, San Lorenzo, Feudo di Mezzo e Santo Spirito.
L’Etna Rosso è il vino che apre la gamma e che racconta meglio lo stile della cantina. Nasce dall’unione di tutte le vigne della proprietà, soprattutto le più giovani, ed esce in circa 120.000 bottiglie l’anno. È Etna Rosso DOC dalla vendemmia 2005.
Per chi vuole scoprire il Nerello Mascalese del versante nord senza spendere la cifra di un cru, è il punto di partenza giusto. Ha la stessa mano e la stessa terra dei vini più importanti, in una versione più immediata.

Le vigne
Le uve sono Nerello Mascalese per il 98% e Nerello Cappuccio per il 2%. Le vigne stanno nei comuni di Randazzo e Castiglione di Sicilia, fra 600 e 900 metri di quota, su un suolo vulcanico nero e sciolto.
Le piante hanno da 5 a 50 anni e sono allevate ad alberello, il sistema tradizionale dell’Etna. Le rese sono basse, intorno ai 60-70 quintali per ettaro. Il lavoro in vigna è attento e spesso a mano, in equilibrio biologico da sempre.
Il versante nord è il cuore storico dell’Etna Rosso. Qui le vigne salgono sulle colate di lava di epoche diverse, e ogni contrada ha un suolo e un carattere suo. Tenuta delle Terre Nere è stata fra le prime cantine a dare valore a queste differenze, imbottigliando le contrade una per una.
L’annata 2018
La 2018 sull’Etna è stata un’annata fresca e piovosa, che ha chiesto molto lavoro in vigna. Il risultato sono vini meno potenti e più slanciati, con acidità viva e tannini sottili.
Oggi, a qualche anno dalla vendemmia, questo Etna Rosso di Tenuta delle Terre Nere ha avuto il tempo di distendersi. Il frutto si è fatto più morbido e sono arrivate note più complesse.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia si fa fra la prima e la seconda decade di ottobre. La fermentazione avviene a 25-28 gradi e la malolattica parte da sola, senza aiuti.
Il vino matura poi per circa un anno in botti grandi di rovere francese, che rispettano il frutto senza coprirlo di legno, e passa un mese in acciaio prima di andare in bottiglia.
Degustazione
Nel calice l’Etna Rosso 2018 è rosso rubino, con i primi riflessi granati dati dagli anni.
Al naso arrivano frutta rossa matura e spezie dolci, in un profilo elegante che ricorda la terra vulcanica da cui nasce.
In bocca è equilibrato, fresco e molto fine, come lo descrive la stessa cantina. Ha circa 14 gradi, ma non pesa: si beve con piacere e invita al secondo bicchiere.
Va servito a 18 gradi, in un calice ampio che lasci respirare i profumi. Se puoi, aprilo mezz’ora prima.
L’Etna Rosso 2018 di Tenuta delle Terre Nere è una bottiglia ormai rara da trovare, perché quasi tutti lo bevono giovane. Qui hai l’occasione di assaggiarlo con qualche anno in più, quando il Nerello mostra il suo lato più fine.
A tavola sta bene con i primi piatti saporiti, la carne bianca e rossa, i funghi e i formaggi giovani o di media stagionatura. Sull’Etna lo provano anche con il tonno e il baccalà.
Se ti piace l’Etna, prova anche l’Etna Rosso 2023 di Graci, altro grande interprete del versante nord.
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