Cortona Doc Syrah 2023 – Stefano Amerighi
Stefano Amerighi è oggi uno dei nomi di riferimento del Syrah italiano, e il suo Syrah Cortona 2023 racconta con precisione la filosofia di un vignaiolo che ha legato la propria vita a un solo vitigno e a un solo luogo. L’azienda nasce da un desiderio maturato negli anni: produrre un grande Syrah unendo la tradizione contadina della famiglia Amerighi, una profonda conoscenza del mondo del vino e la pratica della biodinamica.
La scelta del luogo non è stata lasciata al caso. Dopo numerosi viaggi nella Valle del Rodano, dove Stefano ha studiato cloni, tecniche di vinificazione e interpretazioni del vitigno, nel 2002 individua il suo cru nel Chiuso di Cortona, in località Poggiobello di Farneta, sulle ultime colline che scendono dal borgo etrusco verso la Val di Chiana.
Qui due colline esposte a sud-sud ovest sono racchiuse tra una vecchia strada brecciata, un boschetto e un crinale che chiude l’orizzonte: un anfiteatro naturale che protegge le vigne e ne definisce il carattere. Le indagini geologiche e climatiche condotte sul podere hanno confermato l’intuizione: suoli di argilla, limo e gesso, ricchi di vita microbica, ideali per un vitigno che non ama i terreni troppo calcarei.
Su circa 8 ettari Stefano ha messo a dimora cloni e selezioni massali di Syrah provenienti dal Rodano, con una fittezza di 7.000 ceppi per ettaro che spinge le radici in profondità e limita naturalmente le rese. Il legame con Cortona non è un’operazione di moda: il Syrah è presente in zona da secoli, e gli studi dell’ampelografo Attilio Scienza avevano già evidenziato le affinità climatiche e geologiche tra queste colline e il Rodano. Da qui la nascita della DOC Cortona nel 1999, denominazione di cui Stefano Amerighi è oggi presidente, impegnato a portarla sui mercati internazionali.
In vigna la gestione segue i principi della viticoltura naturale e dell’agricoltura biodinamica certificata Demeter. Potature e lavorazioni del terreno sono scandite dalle fasi lunari e planetarie; la difesa fitosanitaria si affida soltanto a rame e zolfo in dosi minime, affiancati da macerati e tisane di erbe. I preparati biodinamici vivificano la terra senza concimi chimici, mentre i sovesci invernali migliorano struttura e fertilità del suolo. Il vigneto è suddiviso in circa 40 parcelle, vinificate separatamente per leggere ogni sfumatura del terroir.
Ma l’azienda è molto più di una cantina: Stefano l’ha trasformata in un vero laboratorio di sostenibilità agricola, dove accanto alla vite si coltivano cereali, ortaggi e frutta e si allevano animali, in un ecosistema chiuso e autosufficiente. È un modello di agricoltura alternativa a quella convenzionale, in cui il vino è il frutto più prezioso di una terra viva.
In cantina l’etica è quella della totale assenza di interventi correttivi: le uve vengono ancora pigiate con i piedi, come si faceva un tempo, perché ogni bottiglia sia il ritratto fedele dell’annata. Accanto al Syrah Cortona, la gamma comprende l’Apice, prodotto solo nelle annate eccezionali dalle uve del vigneto de’ Canonici, e progetti fuori regione come il Noè, Pecorino da vecchie vigne franche di piede sui Monti Sibillini.
Curioso, esigente, attento al dettaglio, Stefano Amerighi è un vignaiolo moderno che guarda al passato per costruire il futuro. I suoi vini hanno dimostrato che Cortona non ha solo una storia legata al Syrah, ma può dare vita ad alcune delle sue espressioni più autentiche ed eleganti fuori dalla Francia.
Vinificazione
Il Syrah Cortona 2023 di Stefano Amerighi nasce da uve Syrah 100% coltivate in regime biodinamico a Poggiobello di Farneta e raccolte a mano con un’attenta selezione dei grappoli; in cantina una parte delle uve viene diraspata, una parte lasciata a grappolo intero e una parte pigiata con i piedi, secondo la tradizione contadina. La fermentazione è spontanea con lieviti indigeni e si svolge in piccole vasche di cemento aperte, senza uso di pompe, senza aggiunta di solforosa e senza controllo della temperatura, con una macerazione sulle bucce di circa 20 giorni accompagnata da follature manuali.
Il vino matura poi in una combinazione di legno e cemento, dove si chiarifica naturalmente, e viene imbottigliato senza chiarifiche né filtrazioni, per preservare integra l’energia del frutto e la voce del terroir.
Colore: rosso rubino intenso con vivaci riflessi violacei e magenta.
Naso: profilo profondo e identitario, dominato dalla nota di oliva nera tipica del Syrah di Amerighi, seguita da mora, ribes nero e mirtillo, violetta, pepe nero e un tocco di erbe mediterranee – rosmarino, alloro – su un fondo minerale di grafite.
Bocca: di medio corpo, fresco e dinamico, con un’acidità vibrante che sostiene il frutto; il tannino è fine e setoso, la trama sapida e la chiusura lunga, su ritorni di spezie e liquirizia. Un rosso di grande eleganza, più rodaniano del Nord che mediterraneo.
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