Lazio IGT Grechetto “Amalasunta” 2024 – Edoardo Pagani
Edoardo Pagani è un vignaiolo dell’Alto Lazio che ha scelto uno dei territori più affascinanti d’Italia per dare voce a una viticoltura autentica, lontana dai riflettori ma capace di emozionare profondamente chi ha la fortuna di incontrarne i vini. La sua azienda si trova alle pendici del Lago di Bolsena, nel comune omonimo in provincia di Viterbo, in un contesto paesaggistico di rara bellezza dove la vite convive con boschi, ulivi e una natura ancora integra.
Il Lago di Bolsena è uno specchio d’acqua di origine vulcanica nel cuore della Tuscia viterbese, circondato da colline dove la vite affonda le radici in terreni di tufo, sabbia e lapilli, eredità silenziosa di un vulcano spento da centomila anni ma ancora vivo nella struttura minerale del suolo. I terreni sabbiosi di origine vulcanica che caratterizzano questa zona sono tra i più interessanti d’Italia per la viticoltura: poveri di materia organica, ricchi di minerali, con una struttura che costringe la vite a spingere in profondità le radici alla ricerca di nutrimento.
Il risultato sono uve di grande concentrazione aromatica e straordinaria vitalità, con quel profilo minerale e quasi salino che è la firma inconfondibile dei vini nati da questo suolo vulcanico.
Il microclima del lago contribuisce in modo determinante alla qualità delle uve: le escursioni termiche tra giorno e notte, mitigate dalla presenza dell’acqua, rallentano la maturazione e preservano la freschezza aromatica e l’acidità naturale dei grappoli, anche nelle annate più calde. Il vento che scende dalle colline circostanti mantiene i vigneti asciutti e sani, riducendo al minimo la necessità di interventi fitosanitari. È una viticoltura che si appoggia alla natura, non che la combatte.
I vigneti di Edoardo Pagani hanno tra i 25 e i 30 anni di età: impianti non giovanissimi, con radici già capaci di dialogare in profondità con il suolo vulcanico e di estrarre quella complessità che solo le vigne adulte sanno offrire. La conduzione in vigna privilegia il rispetto della pianta e del territorio, con un approccio che punta alla qualità dell’uva prima ancora che alla quantità del raccolto. La vendemmia è attenta e selettiva.
In cantina la filosofia si riconosce nella scelta di vinificazioni che valorizzano il frutto senza snaturarlo: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, tecniche come la semi-macerazione carbonica che esaltano la freschezza e il profilo aromatico delle uve, affinamenti calibrati per integrare la struttura senza appesantire il vino. L’obiettivo è sempre lo stesso: mettere nel bicchiere il terroir di Bolsena con la massima fedeltà possibile, restituendo al consumatore l’energia vulcanica di questi suoli unici.
La produzione è limitata, come si addice a un progetto artigianale che non insegue la quantità. I vini di Edoardo Pagani sono etichette di territorio nel senso più autentico del termine: espressioni sincere di un angolo del Lazio che, negli ultimi anni, sta finalmente conquistando l’attenzione che merita tra gli appassionati di vino naturale e di piccoli vignerons indipendenti.
Vinificazione
“Amalasunta” — nome carico di storia e di leggenda — è il Grechetto in purezza di Edoardo Pagani, classificato come Lazio IGT, proveniente da vigneti su suolo sabbioso e vulcanico alle pendici del Lago di Bolsena. Il nome richiama la figura di Amalasunta, regina degli Ostrogoti — figlia di Teodorico, donna colta e raffinata, il cui nome in antico germanico significa letteralmente “forte nella perseveranza” — tragicamente imprigionata e uccisa nel 535 d.C. proprio nell’Isola Martana, lo scoglio che emerge silenzioso al centro del lago. Una donna di potere, di cultura, di carattere: un tributo perfetto per un vino bianco di territorio con la stessa forza e la stessa eleganza.
La vendemmia è manuale. In cantina la vinificazione avviene con lieviti indigeni, rispettando i tempi naturali della fermentazione. L’affinamento è calibrato per restituire pulizia e tensione al frutto, senza cedere alla tentazione dell’eccessiva struttura legnosa. Gestione dei solfiti ridotta. Produzione limitata
Degustazione
Colore: Giallo paglierino luminoso con riflessi dorati, brillante e di buona consistenza nel calice.
Naso: Preciso e territoriale, con un primo impatto di frutta a polpa bianca e gialla — pesca, pera, albicocca — seguito da note di fiori bianchi, erbe aromatiche e una vivida mineralità vulcanica che rimanda al suolo sabbioso e tufaceo del lago. Con l’ossigenazione emergono sfumature di mandorla fresca e una delicata nota sapida che anticipa la bocca.
Bocca: Fresca, tesa, di grande bevibilità: l’attacco è vivo e diretto, con un’acidità ben calibrata che sorregge il frutto e conduce a un finale lungo e sapido, con una sottile vena amaricante tipica del Grechetto al suo meglio. La mineralità vulcanica è il filo conduttore dal primo all’ultimo sorso, segno inconfondibile del terroir di Bolsena. Equilibrio e pulizia notevoli per un vino artigianale al primo approccio.
Abbinamenti: Eccellente con crostacei, pesce al forno, carpacci di mare, pasta con le vongole, formaggi freschi di capra. Ottimo anche da solo come aperitivo meditativo. Servire a 10-12°C.
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