Marsannay Aoc Clos des Portes Monopole 2023 – Jean-Michel Guillon & Fils
Il Clos des Portes 2023 è uno dei vini più ricercati di Jean-Michel Guillon, domaine di famiglia con sede a Gevrey-Chambertin. È un Marsannay rosso, Pinot Nero in purezza, che nasce da un vigneto cintato di cui il domaine è l’unico proprietario: un monopole.
La storia del domaine è insolita. Jean-Michel Guillon è nato a Parigi, ha lavorato nell’aeronautica ed è stato pilota nell’esercito. Nel 1980 cambia vita, compra le prime vigne a Gevrey-Chambertin e comincia da zero.
Nel 2005 entra in cantina il figlio Alexis, che oggi guida il lavoro insieme al padre. Il domaine è cresciuto fino a più di 20 denominazioni, fra cui grandi cru come Mazis-Chambertin e Clos de Vougeot.
Dal 2015 l’azienda ha la certificazione HVE, Haute Valeur Environnementale: in vigna si lavora il suolo, si limitano i trattamenti e si protegge la biodiversità.

Marsannay</strong è il primo villaggio della Côte de Nuits venendo da Digione. Per anni è stato conosciuto per il rosato, ma oggi i suoi rossi sono fra le scoperte più interessanti della Borgogna, con un rapporto fra qualità e prezzo raro.
Il Clos des Portes si trova appena a nord del paese, ed è chiuso da un antico muro in pietra. Misura poco più di un ettaro. Il suolo è argilloso-calcareo, ricco di sassi, e le viti hanno fra i 30 e i 40 anni.
Le rese sono tenute basse, sotto i 30 ettolitri per ettaro. Ogni anno nascono solo circa 4.000 bottiglie, ed è per questo che il Clos des Portes finisce presto.
Il muro che circonda la vigna non è solo un confine. Protegge le viti dal vento del nord, trattiene il calore del giorno e crea un piccolo clima più mite, che aiuta il Pinot Nero a maturare con regolarità anche nelle annate fresche.
Le guide lo seguono da vicino. La Guide Hachette ha premiato la 2021 con due stelle e il coup de cœur, e la 2022 con una stella. Falstaff ha dato alla 2020 94 punti.
La 2023 è stata un’annata generosa in Borgogna, con un’estate calda e uve sane e abbondanti. Nel Clos des Portes le rese basse hanno portato un vino pieno e maturo, che resta fresco ed elegante.
Vinificazione e Affinamento
Le uve sono raccolte a mano in piccole cassette e selezionate sul tavolo di cernita. Dopo la diraspatura, la fermentazione avviene in tini, con rimontaggi e follature leggere per estrarre colore e frutto senza durezze.
Il vino matura poi per 13-16 mesi in barrique nuove di rovere francese della tonnellerie Bertomieu. È una scelta forte, che il Clos des Portes sostiene grazie alla concentrazione delle vecchie viti.
Prima dell’imbottigliamento Jean-Michel Guillon lascia riposare il vino perché si assesti. Arriva in bottiglia con 14% di alcol, struttura importante e un legno già ben integrato.
Degustazione
Nel calice il Clos des Portes 2023 è rosso rubino profondo, con riflessi porpora.
Al naso si aprono frutti neri e rossi: mora, cassis, ciliegia matura. Seguono note di spezie dolci, liquirizia, un tocco di vaniglia e di tostatura che viene dal legno.
In bocca è ampio e succoso, con tannini fondenti e una bella freschezza che bilancia il calore. Il finale è lungo, speziato e minerale. Un Marsannay unico, che ha la struttura di un vino di Gevrey.
Va servito a 16-17 gradi, in un calice da Borgogna, meglio dopo una breve decantazione. Si può bere già ora e invecchia bene fino al 2035.
A tavola accompagna filetto di manzo, agnello, piccione, brasati e formaggi come l’Époisses e il Comté stagionato.
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