Moët & Chandon Dom Pérignon Vintage 2013 – Champagne Brut
Moët & Chandon nasce nel 1743 a Épernay, lungo la celebre Avenue de Champagne, ed è oggi la maison di Champagne più conosciuta al mondo. Fa parte del gruppo LVMH – Moët Hennessy e possiede uno dei patrimoni viticoli più estesi della regione. Sotto Épernay corrono chilometri di gallerie scavate nel gesso, dove milioni di bottiglie affinano con calma. Da questo grande serbatoio di cru nasce la sua cuvée di prestigio: Dom Pérignon.
Il nome rende omaggio a Pierre Pérignon (1638–1715), monaco benedettino e cellario dell’Abbazia di Hautvillers. La tradizione gli attribuisce grandi progressi nell’arte dell’assemblaggio. Non “inventò” le bollicine: il suo lascito vero è la cura per la qualità e per la scelta delle uve. Moët & Chandon è proprietaria dell’abbazia dal 1823.
La prima annata di Dom Pérignon fu il 1921, messa in commercio solo nel 1936. Da allora esiste soltanto come millesimato: se l’annata non è all’altezza, Moët & Chandon semplicemente non la dichiara. Per questo ogni bottiglia racconta un anno preciso, con il suo carattere e le sue difficoltà. È questa la regola più identitaria del Dom Pérignon di Moët & Chandon.

Il vino nasce dall’assemblaggio di Chardonnay e Pinot Noir dei migliori Grand Cru della Champagne, a cui si aggiunge lo storico vigneto Premier Cru dell’Abbazia di Hautvillers. È l’equilibrio tra le due uve a definire lo stile Dom Pérignon di Moët & Chandon: la tensione luminosa dello Chardonnay e la struttura del Pinot Noir, tenute insieme in armonia.
Lo stile è stato plasmato da Richard Geoffroy, chef de cave dal 1990 al 2018, e dal 1° gennaio 2019 da Vincent Chaperon. È proprio Chaperon ad aver presentato il Vintage 2013, uscito nel marzo 2023. Della stessa maison trovi anche il Dom Pérignon Vintage 2015, il Dom Pérignon Rosé 2008, il Grand Vintage 2015 e il Réserve Impériale.
L’annata 2013 – una vendemmia tardiva
Il 2013 è stato un anno particolare per la Champagne. Dopo un inverno freddo e umido e una primavera molto piovosa, le vigne hanno accumulato circa due settimane di ritardo. L’estate è poi stata tra le più calde e secche degli ultimi vent’anni. La colatura in fioritura ha ridotto le rese, mentre un vento secco da est ha tenuto sane le uve fino alla raccolta.
Ne è nata una vendemmia tardiva, la prima dopo due decenni di raccolte precoci, con la sola eccezione del 2004. Vincent Chaperon l’ha chiamata “l’ultimo dei Mohicani” e ne ha descritto lo stile con una parola: “épure”, cioè essenziale e pulito. È un Dom Pérignon fresco e verticale, lontano dalla ricchezza delle annate più calde. Mostra il lato più puro e teso di Moët & Chandon.
La critica lo ha accolto molto bene: 96 punti da Decanter, 95 da Wine Advocate, 94 da Antonio Galloni e 18,5/20 da Jancis Robinson. Per chi ama Moët & Chandon è un millesimo da tenere in cantina e da seguire negli anni.
Vinificazione e Affinamento del Dom Pérignon Moët & Chandon
Il Dom Pérignon Vintage 2013 nasce da Pinot Noir e Chardonnay in parti quasi uguali, scelti tra le parcelle migliori della maison. Il vino resta a lungo sui lieviti nelle cantine di Moët & Chandon prima della sboccatura. Il dosaggio è di 5 grammi per litro: un Brut asciutto e preciso, che lascia parlare l’annata senza coprirla.
Degustazione del Dom Pérignon 2013 Moët & Chandon
Perlage: finissimo, con una mousse delicata.
Naso: si apre su agrumi freschi e note polverose, poi mostra una sfumatura vegetale che lascia spazio alle spezie.
Bocca: cremosa e setosa, tesa e verticale, fedele allo stile essenziale dell’annata. Un Moët & Chandon di grande finezza.
Servizio: a 8-10 °C, in un calice a tulipano ampio.
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