Madonna dei fiori 2023 – Marta Valpiani
Marta Valpiani nasce sui rilievi luminosi di Castrocaro Terme, nel cuore della Romagna più autentica, dove il paesaggio si distingue per una conformazione geologica straordinaria. Qui i calanchi argillosi si alternano ad affioramenti di arenarie, molasse dorate e banchi di calcare, dando vita a un mosaico unico che influenza in modo decisivo il carattere dei vini. È un territorio di forte identità, dove la luce è intensa, il vento asciuga costantemente i filari e il sole domina il ciclo vegetativo della vite, mentre il suolo custodisce una memoria antichissima che si traduce in profondità minerale e tensione gustativa.
In questo scenario prende forma un progetto che mette al centro il rispetto assoluto del territorio e un’idea di agricoltura fondata sull’equilibrio tra suolo, pianta e uomo. La famiglia Valpiani porta avanti una visione chiara e coerente, guidata da una sensibilità profonda verso la viticoltura naturale e biodinamica. Le vigne vengono curate quotidianamente con attenzione artigianale, privilegiando la biodiversità, le lavorazioni leggere del terreno e interventi minimi ma mirati, capaci di accompagnare la pianta senza forzarla. L’obiettivo non è correggere la natura, ma comprenderla e sostenerla, affinché ogni parcella possa esprimere al meglio la propria identità.
I vigneti si inseriscono armoniosamente nel paesaggio collinare di Castrocaro, dove l’alternanza di argille e rocce calcaree contribuisce a generare vini di grande verticalità e sapidità. È proprio questa combinazione tra energia solare, ventilazione costante e substrato minerale a conferire alle uve una maturazione equilibrata, mai eccessiva, preservando freschezza e definizione aromatica. Il lavoro in campagna diventa così il primo e più importante gesto enologico, perché la qualità nasce tra i filari, nel rispetto dei ritmi naturali e delle stagioni.
In cantina la filosofia rimane fedele a questi principi. Fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessun artificio enologico e un utilizzo sapiente del cemento come materiale neutro e vivo, capace di accompagnare l’evoluzione del vino senza sovrastarlo. L’intervento umano è discreto, quasi silenzioso, volto unicamente a preservare l’integrità del frutto e la purezza espressiva. Non si cercano scorciatoie né effetti costruiti: il vino viene lasciato libero di raccontare il vigneto da cui proviene.
La produzione si concentra sui vitigni simbolo della Romagna, interpretati con uno stile personale e identitario. Albana, Sangiovese e Trebbiano Romagnolo diventano strumenti attraverso cui leggere il territorio in modo autentico. L’Albana rivela profondità, tensione e una trama minerale che richiama la roccia; il Sangiovese si esprime con finezza, energia e una trama tannica elegante; il Trebbiano Romagnolo sorprende per precisione, freschezza e capacità di tradurre il carattere del suolo in una beva vibrante. Ogni bottiglia rappresenta una fotografia del vigneto, un equilibrio tra verticalità, sapidità e finezza aromatica che rimanda chiaramente al carattere roccioso delle colline di Castrocaro.
Vinificazione
L’Albana di Madonna dei Fiori è caratterizzata viene diraspata delicatamente e trasferita nella pressa a doppia membrana, il mosto viene decantato per una notte a freddo. Cinque giorni prima della raccolta hanno selezionato alcune ceste di uva che servono per preparare il pied de cuve per ogni parcella; ogni singolo acino viene selezionato e diraspato a mano.
Il mosto poi fermenta spontaneamente in piccoli tini da 10 hl, possibilmente senza il controllo delle temperature, una volta terminata la fermentazione il vino resta in cemento sulle lies senza solforosa fino a marzo e quando all’aumento delle temperature verrà imbottigliato; dall’annata 2023, una parte del vino fermenta e affina in tonneaux di rovere francese da 500 litri.
Degustazione
Alla vista il vino si presenta con un colore giallo dorato intenso, luminoso e profondo, capace di trasmettere immediatamente concentrazione e maturità, anticipando un profilo sensoriale ricco e complesso. La tonalità calda e avvolgente riflette un’attenta evoluzione e una materia prima di grande qualità.
Il profumo è ampio, elegante e stratificato. In apertura emergono delicate note di fiori bianchi come biancospino e camomilla, che donano finezza e freschezza aromatica. Seguono sentori più maturi di frutta gialla – pesca, albicocca e leggere sfumature di agrumi maturi – che arricchiscono il bouquet con profondità e intensità. Il quadro olfattivo si completa con eleganti richiami di erbe aromatiche, in particolare il rosmarino che apporta una dimensione balsamica e mediterranea. In sottofondo si percepisce un affascinante richiamo marino-salino, diretto riflesso del suolo roccioso e della vicinanza al mare, elemento che conferisce grande identità e riconoscibilità.
Al palato il vino è rotondo e avvolgente, ma sostenuto da una acidità squillante che ne bilancia perfettamente la struttura e dona slancio alla beva. La struttura è piena, materica e ben definita, con una mineralità incisiva che attraversa il sorso in modo deciso ed elegante. Il finale è lungo, sapido e profondamente persistente lasciando una sensazione salina che pulisce il palato e invita al sorso successivo. Un vino armonico e di carattere, capace di unire ricchezza, freschezza e forte espressione territoriale.
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