Champagne Premier Cru “Empreinte” 2016 – Geoffroy
Geoffroy è una delle firme più autentiche della Champagne dei vigneron, una famiglia radicata a Cumières dal XVII secolo e oggi guidata da Jean-Baptiste Geoffroy, quinta generazione a coltivare la vigna in questo angolo della Vallée de la Marne. Lo Champagne Geoffroy Expression Brutnasce proprio da questa lunga storia contadina: quasi quattrocento anni di legame ininterrotto con la terra, tramandato di padre in figlio fino alle cinque figlie di Jean-Baptiste e Karine, che rappresentano la generazione a venire.
Il marchio prende forma negli anni Cinquanta del Novecento, quando la famiglia decide di trasformare da sé le proprie uve anziché venderle alle grandi maison. È una scelta di indipendenza che diventa identità: Champagne de vigneron, cioè vini che portano nel bicchiere il carattere di chi li ha coltivati e vinificati. Alla fine degli anni Ottanta Jean-Baptiste, diplomato in viticoltura ed enologia, raccoglie il testimone e imprime alla cantina la precisione che la contraddistingue ancora oggi.
Il cuore del dominio resta Cumières, villaggio classificato Premier Cru affacciato sulla Marna, con pendii esposti a sud-est che garantiscono maturazioni piene e regolari. I 14 ettari di vigna si distribuiscono tra Cumières, Damery, Hautvillers e Fleury-la-Rivière, su suoli che cambiano volto parcella dopo parcella: argillo-calcarei, sabbiosi e marnosi. Qui convivono i tre vitigni della Champagne — Pinot Noir, Meunier e Chardonnay — con un’età media delle viti intorno ai vent’anni e appezzamenti storici che risalgono fino al 1926. La vicinanza al fiume e l’orientamento dei versanti disegnano un microclima particolare, capace di conciliare struttura e freschezza.
In vigna la filosofia è quella del rispetto: lotta ragionata, niente diserbanti chimici, inerbimenti, lavorazione del suolo e attenzione alla biodiversità, in un approccio sostenibile formalizzato dall’adesione al gruppo Ampelos. La vendemmia è manuale, con cernita delle uve in campo e raccolta pianificata parcella per parcella nel momento di maturità ottimale. Ogni gesto punta a preservare l’integrità del frutto.
Nel 2008 Jean-Baptiste e Karine compiono il passo decisivo: trasferiscono la cantina da Cumières ad Aÿ, in una proprietà ottocentesca lungo rue Jeanson, tra grandi nomi come Deutz e Henri Goutorbe. Il nuovo spazio permette di lavorare per gravità, senza pompaggi, e di custodire i vini nelle profonde cave di gessoscavate a quindici metri di profondità. Le uve vengono pressate con due tradizionali presse Coquard, che estraggono i mosti più fini con delicatezza estrema, mantenendo separate le diverse origini.
In cantina lo stile Geoffroy si riconosce per misura e purezza. Le fermentazioni privilegiano i lieviti indigeni, gran parte dei vini di riserva riposa in foudre di rovere e in vasche di cemento, e i dosaggi sono contenuti per lasciare parlare il frutto e il terroir. La celebre riserva perpetua, iniziata negli anni Settanta, custodisce nel tempo la memoria liquida di ogni vendemmia, aggiungendo profondità e complessità ai vini d’assemblaggio. Ne nasce una gamma ampia e coerente — dai sans année ai cru parcellari, dai Blanc de Noirs ai Coteaux Champenois rossi di Cumières — in cui ogni etichetta racconta un frammento preciso di questo territorio.
Lo Champagne Geoffroy Empreinte Blanc de Noirs 2016 è il millesimato che meglio esprime l’anima rossa di Cumières: un Blanc de Noirs da 100% Pinot Noir, ottenuto dalle uve della sola vendemmia 2016. Nasce da tre storiche parcelle del dominio — Les Chalmonts, Les Barremonts e Les Pêchers — esposte a sud sui pendii di Cumières intorno ai 160 metri di altitudine, su suoli argillo-calcarei ricchi di selce (silex), da viti vecchie di oltre quarant’anni che la maison chiama “Pinot Noir Historique du Domaine”. La vendemmia è manuale, con selezione delle uve, seguita da una pressatura soffice nella tradizionale pressa Coquard dalla quale si utilizza soltanto il cuore del mosto (tête de cuvée).
Colore: giallo dorato luminoso con delicati riflessi ramati, perlage fine e ordinato.
Naso: apertura ricca e stratificata su pera, miele e nido d’ape, fiori bianchi, mandorla e crema pasticcera, con accenni di frutta rossa (kirsch, prugna), un tocco di pepe bianco e una leggera nota di pasticceria tostata.
Bocca: ingresso pieno, palato ampio e carnoso, sostenuto da un’acidità tesa e nervosa che dà energia e slancio. La struttura del Pinot Noir si fonde con una chiusura gessosa e salina di grande persistenza, dove ritornano i cenni floreali e speziati.
Degustazione
Si distingue per la sua eleganza e complessità. Rivela stupefacenti aromi di frutta matura, agrumi e sfumature tostate. In bocca è fresco e minerale, con una piacevole tensione e una persistenza di lunga durata.
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