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Côtes du Jura “Fleur de Savagnin En Chalasse” 2023 – Labet

155,00 

Disponibile

SKU: 72726
Produttore: Labet
Categorie: Bianchi, Da collezione, Francia, Jura, Savagnin

Descrizione

Côtes du Jura “Fleur de Savagnin En Chalasse” 2023 – Labet

Labet è oggi uno dei nomi che meglio raccontano la rinascita del Jura. La cantina ha radici e cuore a Rotalier, all’estremità meridionale del vigneto jurassiano, in quella regione che i vignaioli chiamano Sud-Revermont: un anfiteatro di colline dolci — la celebre combe de Rotalier — dove la geologia si fa complessa e rara. Qui il sottosuolo alterna argille e marne blu del Lias a lastre calcaree del Bajociano, le dalles calcaires: un terroir inusuale per il Jura e straordinariamente vocato allo Chardonnay e al Savagnin, che vi trovano tensione, sapidità e una definizione quasi cristallina.

La storia di famiglia comincia nel 1974, quando Alain e Josie Labet danno forma a un domaine artigianale, fatto di micro-parcelle — spesso di vecchie vigne, tra i 15 e gli 80 ari — disseminate in una quarantina di appezzamenti tra più comuni e una dozzina di lieux-dits. È però con l’arrivo dei figli — Julien, Romain e Charline — che l’azienda compie il suo salto. Julien Labet, in particolare, dopo un’esperienza formativa in Borgogna presso Domaine Ramonet, fonda nel 2003 la propria realtà e diventa il motore di una visione precisa: vini ouillé, cioè colmati e non ossidativi, lontani dallo stile sous voile più classico della regione, capaci di restituire ogni singola parcella con nitidezza assoluta.

Julien è tra i primi nel Jura a fermentare e imbottigliare parcella per parcella, alla maniera borgognona, anziché assemblare tutto. Nel 2013, con il ritiro dei genitori, le due tenute si fondono in un’unica entità: nasce il Domaine Labet come lo conosciamo oggi, condotto a sei mani dalla fratria.

Il gesto viticolo è quello dell’agricoltura biologica, adottata da Julien fin dai primi anni Duemila e poi estesa all’intero domaine, con tutte le cuvée certificate a partire dalla vendemmia 2016. In vigna il lavoro è minuzioso, parcella per parcella; in cantina la filosofia è quella del minimo intervento: lieviti indigeni, nessun additivo, solfiti ridotti a tracce o del tutto assenti a seconda delle cuvée. Il risultato sono vini di rara purezza, dove la mano dell’uomo si fa sentire nella scelta e nel rigore, mai nella forzatura.

La gamma è un mosaico affascinante di Chardonnay e Savagnin vinificati come cru borgognoni — ciascun lieu-dit imbottigliato separatamente — accanto a rossi di grande finezza (Poulsard, Trousseau, Pinot Nero) che oggi sono tra i più emozionanti dell’intero Jura, e a sperimentazioni di macerazione sulle bucce che spingono la varietà bianca verso territori inediti di texture e profondità. Le cuvée macerate, in particolare, rappresentano il volto più audace e sperimentale del domaine: bianchi che si tingono d’ambra e conquistano tannino e materia senza rinunciare alla tensione. Ogni etichetta porta il nome del terroir da cui proviene, in un dialogo continuo tra suolo, esposizione e millesimo.

Bere un vino di Domaine Labet significa entrare in un linguaggio fatto di precisione e luminosità, dove l’energia salina del sottosuolo bajociano incontra l’eleganza di una viticoltura pensata come atto di ascolto. Non stupisce che la critica lo indichi ormai stabilmente tra i riferimenti assoluti della regione — uno dei fers de lance del rinnovamento jurassiano — e che ogni annata sia attesa e ricercata dagli amatori di tutto il mondo. È una cantina che non insegue mode, ma coltiva un’idea antica e radicale insieme: che il grande vino nasca prima di tutto nel silenzio della vigna, e che il compito del vignaiolo sia semplicemente non tradirlo.

En Chalasse è il nome del lieu-dit da cui nasce il vino: un’unica parcella storica nel Sud-Revermont, la punta più meridionale del Jura. “Fleur de Savagnin” segnala invece lo stile: la versione ouillé (colmata, non ossidativa) del Savagnin, dove il vitigno si esprime nel suo lato più floreale e cristallino, lontano dal velo del sous voile.

Vinificazione

La Fleur de Savagnin En Chalasse 2023 è il ritratto puro e non ossidativo del Savagnin ouillé di Domaine Labet. Nasce da un’unica parcella storica, En Chalasse, nel cuore del Sud-Revermont: circa 1,1 ettaro di Savagnin piantato tra il 1990 e il 2003 a 260 metri di altitudine, in parti uguali di Savagnin Jaune e Savagnin Vert, su un terroir di argille e marne blu del Lias. Le uve, raccolte a piena maturità nella parte più fresca della stagione, provengono da viticoltura biologica certificata.

In cantina la filosofia è quella del minimo intervento: pressatura soffice, fermentazione spontanea con lieviti indigeni, nessun additivo. Il vino viene affinato “ouillé” — cioè colmato, con le botti sempre rabboccate per escludere il velo — per circa 22 mesi tra foudres e fusti da 350 litri, un percorso che regala texture e profondità senza mai spingere il vino verso le note ossidative tipiche del Jura. Imbottigliato senza chiarifica né filtrazione e con minima aggiunta di solfiti, è un Côtes du Jura che appartiene alla gamma delle rarissime Parcelles Rares della famiglia Labet.

Degustazione

Colore: giallo dorato luminoso, con riflessi verdolini.

Naso: raffinato e verticale, si apre su fiori gialli e polline, poi frutta gialla matura e scorza di mandarino; sul fondo spezie delicate e un tocco esotico.

Bocca: ricca ma tesa e salina, con un’acidità viva che scolpisce il sorso; grande energia minerale, potenza contenuta e un finale lungo e asciutto dal ritorno agrumato.

Scopri tutti i vini di Labet

Specifiche Tecniche

Denominazione: Côtes du Jura

Azienda: Domaine Labet

Tipologia: Bianco

Annata: 2023

Alcol: 12.5 %

Vitigni: 100% Savagnin

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